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Sotto Tiro – I terreni a Ischia

Da qualche tempo il recupero dei terreni incolti sta riscuotendo un successo non facilmente prevedibile. Un signore di Fontana, mio amico, mi ha spiegato che lui ha ceduto volentieri ad un vinificatore molto bravo il suo terreno per pochi euro all’anno. Nella discussione che ne è seguita ho tentato di capire il perchè. Come tutti sappiamo l’attaccamento alla terra, specialmente agricola, in noi ischitani, è un fatto atavica e naturale, quasi insito nel nostro dna. I terreni hanno sempre avuto un valore e lo scopo di sopravvivenza anche se negli ultimi 40 anni, con la speculazione edilizia, hanno creato arricchimento per molti paesani.  In questi ultimi anni però i terreni hanno subito un tracollo sull mercato immobiliare. Non hanno più valore commerciale. E allora ecco porsi l’inquietante quesito: come valorizzarli al di fuori della costruzione di case e qualche parcheggio o opera pubblica?

La strada è quella di coltivarli a frutta, ad erbe officinali, orto,capperi e per i prodotti a Km 0. Oppure visto che dal primo marzo del prossimo anno entreranno in vigore le ordinanze sindacali per il divieto di uso dei saponi non bio, coltivarli per prodotti naturali per la pulizia degli ambienti. Per produrre aceto, limoni ecc. ecc. Negli ultimi anni in alcune zone d’Italia i terreni sono stati acquistati da multinazionali del vino fino a 2 milioni di euro ogni diecimila metri. Ecco perchè ritengo intelligentissime quelle persone che stanno affittando ai viticultori locali i loro terreni incolti. Quando scadranno i contratti di comodato o fitto molti si troveranno con un tesoretto in casa. Queste persone invece di avere un terreno pieno di topi e di erbacce, anche se percepiscono pochi euro all’anno, stanno lasciando ai loro figli un bene di tutto rispetto evitando anche i costi di pulizia annuali dei loro terreni e le eventuali sanzioni e danni derivanti da danni provocati dagli incendi estivi.

La valorizzazione dei terreni passa principalmente dunque dalla creazione di vini di alta qualità e dalla creazione di Docg. E Ischia non è stata avanguardista in questo settore? Si riflette poco o male in giro. Peccato che le amministrazioni comunali non prendano in seria considerazione uno sviluppo in questa direzione per dare lavoro a tante persone che lo cercano. Basterebbero delle ordinanze  sindacali che non costano niente.  

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