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CRONACA

Stop alle ruspe per gli abusi di necessità, nuova protesta a Pozzuoli

Ancora una volta notevole la partecipazione all’ennesimo sit in organizzato dall’associazione “Casa Mia”: tanti i movimenti che hanno aderito a conferma del fatto che il problema è sempre più sentito

Nemmeno il sole cocente ed il caldo torrido hanno fermato l’azione dei movimenti per la difesa del diritto alla casa che sabato scorso sono scesi nuovamente in piazza per dare luogo all’ennesimo ed interessantissimo dibattito pubblico sulla tragedia degli abbattimenti delle prime case di necessità. Stavolta lo hanno fatto sul porto della città di Pozzuoli e precisamente in Piazzetta a Mare. Al presidio di protesta organizzato dal comitato cittadino anti-ruspe e dall’Associazione “Casa Mia”, hanno preso parte anche i dirigenti del neonato coordinamento per la difesa del diritto alla casa della regione Campania.

Negli interventi tutti sono stati concordi nel sottolineare che bisogna proseguire senza sosta nella lotta di piazza e di lavorare all’unità di tutti quei comitati cittadini che vogliono portare avanti questa battaglia nel segno della coerenza e della credibilità fuori da qualsivoglia logica di strumentalizzazioni politiche e protagonismi da prime donne che negli ultimi anni avevano letteralmente messo a tacere la protesta. “Dopo che per quarant’anni – hanno affermato alcuni presenti – gli esponenti politici ed istituzionali  del nostro Paese non hanno voluto mettere in condizione i cittadini di potersi costruire la casa nella legalità attraverso l’approvazione dei necessari strumenti urbanistici trovando comodo far proliferare l’abusivismo edilizio, oggi solo per questo dovrebbe essere processata e condannata l’intera classe politica degli ultimi decenni ed invece lo Stato continua a fare il forte coi deboli ed il debole coi forti colpendo le uniche vittime sacrificali di questa triste vicenda all’italiana: i semplici ed umili cittadini, quelli cioè che come si suole dire non hanno Santi in Paradiso. Infatti, a dimostrazione che non ci troviamo dinanzi ad un’operazione di ripristino della legalità come qualcuno furbescamente vorrebbe farci credere, ma solo dinanzi ad una colossale ingiustizia a danno dei poveri cristi, è sotto gli occhi di tutti che da dodici anni a questa parte ad essere abbattute sono solo case di prima necessità di famiglie lavoratrici e giammai gli ecomostri di Stato e gli immobili della grossa speculazione edilizia affaristica e malavitosa con cui i pasticcieri del cemento selvaggio hanno distrutto indisturbati ed impuniti coste e colline dei nostri territori.

Ai falsi ed ipocriti ambientalisti di regime dalla pancia piena e dal portafoglio gonfio che si scagliano con veemenza contro il diritto alla casa della povera gente e che poi, semmai, vanno in vacanza in alberghi e ville abusive della nostra stupenda regione, diciamo di uscire dalla campana di vetro in cui si sono asserragliati e di toccare con mano le drammatiche conseguenze sociali della tragedia degli abbattimenti delle prime case di necessità, semmai ascoltando la disperazione e le storie di chi si è visto brutalmente abbattere l’abitazione senza nemmeno avere un alloggio alternativo in cui vivere il restante degli anni della propria vita.  Così com’è capitato, tanto per fare un solo esempio, ultimamente a Procida dove gli Ambrosino, coppia di anziani ultraottantenni, si sono visti abbattere la propria casa realizzata trent’anni fa in pieno centro urbano e per cui tra il 2016 ed il 2018 avevano ricevuto tutti i pareri ed i permessi necessari rispetto ad una domanda di condono presentata nel 1994. Permessi e pareri clamorosamente ritirati nei mesi scorsi dal Comune”. Per tali ragioni gli organizzatori del presidio chiedono a governo e parlamento che venga approvato immediatamente un decreto ferma-ruspe e che, nelle more, venga affrontato e risolto questo terribile dramma sociale legalizzando le prime case di necessità e avviando l’immediato abbattimento degli ecomostri di Stato e degli immobili della grossa speculazione edilizia affaristica e malavitosa che hanno ferito a morte i luoghi più belli ed incantevoli della nostra regione.

Ufficio Stampa del “Coordinamento dei Comitati in Difesa del Diritto alla Casa della Regione Campania”

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