CRONACA

Tendenza germogli, nei piatti degli chef e dei salutisti

I germogli amati dagli chef stellati per il potere di regalare sapori freschissimi su carni e pesce ma anche formaggi, affascinano anche i salutisti, sempre alla ricerca di super food, che in questo caso assicurano anche un basso impatto ambientale con un consumo di acqua minimo.

Sono un alimento fresco che viene utilizzato crudo, e sono uno scrigno di nutrienti, vitamine, enzimi, oligoelementi, aminoacidi essenziali. In piu’ sono facili da digerire, da preparare e conservare.

A credere in questo evoluzione e’ un giovane imprenditore, agronomo con in passato in alcune grandi cucine stellate italiane, fra le quali l’Orso Grigio e la pergola di Heinz Beck a Roma, che assieme ad altri giovani esperti di tecnologie alimentari ha fondato Germina, una startup a Campagnano Romano nata da un’idea di un anno fa. Luigi Valente agronomo e appassionato di cucina, lavora assieme a due giovani tecnologi alimentari, Nicola Tortora e Ludovico Cerroni, tutti under 30, con l’obiettivo di proporre un’alternativa sostenibile nel panorama gia’ cosi’ ampio del cibo salutista.

“I germogli sono il valore aggiunto che alza il livello di un piatto – spiega Valente  – e sta crescendo l’attenzione nei confronti di questo prodotto come un super food grazie agli elevati elementi nutritivi concentrati, dai sali minerali e vitamine. I germogli offrono certamente un vantaggio estetico nei piatti dell’alta cucina ma anche sapori freschi e decisi. Con un pesce grasso ad esempio come il salmone, si puo’ usare un germoglio di senape, per l’orata un germoglio di basilico rosso o radicchio. Sulla carna bianca, shiso o mentuccia, sulla carne cruda un germoglio di girasole”.

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