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Un natale da sfollati

Avevano lasciato le case per gli alberghi e avrebbero dovuto farvi ritorno entro dieci giorni. E invece in tanti trascorreranno in hotel la festa più sentita. La rabbia delle vittime della frana e le storie come il matrimonio, il bar che riapre, ma anche il cenone con lo chef stellato

Passeranno il Natale in albergo, ormai è più che una certezza. Non si tratta di una vacanza natalizia, tutt’altro. Quando tutto intorno è voglia di far festa, di festeggiare, le morti ed il distravo di Ischia pesano sulle anime e nelle coscienze. Tutto ciò che la gente oggi vorrebbe è piangere i propri cari portatogli via dal distasò e riavere il focolare. “A pochi metri dalle nostre case dichiarate inagibili, questa è come una prigione dorata. Se mi attaccassero la luce io me ne ritornerei a casa. Non mi manca nulla in hotel, ma non son fatta per vivere come un derelitto errante. Io, noi tutti vorremmo tornare a casa”. Angela abitava a Piazza Bagni, dopo essersi trasferita da Piazza Majo e da Via Celario a causa del Terremoto. Dal 26 novembre, pala fango e ripulisce le strade vicino la sua abitazione perché vuole rientrare a tutti i costi. Non ci sta a perdere una nuova casa, dopo aver perso tutto. Angela al Celario ha perso amici e parenti, ha perso Nina, l’amata cognata. Per tutti la Bulgara Nikolinka Gancheva Blagova. All’indomani della frana che ha messo in ginocchio Casamicciola Terme, non vive più nel suo appartamento all’angolo con piazzetta Nizzola, inondando dal fango, ma rimasto miracolosamente in piedi. Angela Senese è alloggiata in hotel.Prima a Villa Marinella ad Ischia, oggi a 100 metri da casa presso il Mira Monte e Mare di Piazza Bagni.

Stiamo aspettando ancora i famosi dieci giorni ci entro cui ci avrebbero dato nuove disposizioni, ma non vedo niente di nuovo. La rimozione del fango e detriti va a rilento, sopra a Santa Barbara e al Gradone e lungo le strade che le costeggiano si muove da qualche giorno con la velocità di una paletta che riempie il secchiello al mare dopo essere stata ferma dal 6 dicembre, da quando hanno recuperato il corpo dell’ultima vittima. Al porto e sulla litoranea siamo un punto peggio!Che cosa ti puoi aspettare da un andazzo cosi?” Come Angela in tanti, quasi tutti sono rassegnati all’idea di un Natale da sfollati. Nella zona più colpita, epicentro le rispetto alla frana e nelle aree colpite coinvolta è tutto inesorabilmente fermo e anche laddove “casa mia è agibile, non posso viverci, ci vorrà del tempo per ripristinare i servizi”. E’arrabbiata Angela a cui la vita non ha risparmiato amarezze.Il 6 dicembre il commissario all’emergenza Giovanni Legnini aveva annunciato che occorreva “una decina di giorni, al massimo, per assumere una nuova decisione, per l’eventuale revoca dell’ordinanza di allontanamento dalle abitazioni”.Ad oggi stanno ancora decidendo chi e come fare cosa. Il metodo italiano.

All’hotel Michelangelo, una delle strutture che hanno riaperto per ospitare circa 200 sfollati, al Zi Carmela altri alluvionati sono in attesa di giudizio. La quotidianità per tutti è l’attesa spasmodica di qualcosa che non accade. Qui, all’hotel Michelangelo, c’è più rassegnazione che rabbia. “Abbiamo anche smesso di contarli, i giorni, sarà quel che sarà. Proviamo a rilassarci, ma è difficile”, spiega Nicola Di Iorio, ufficiale dell’anagrafe di Casamicciola ormai icona dell’alluvione. Eppure Quei “dieci al massimo” sono trascorsi senza novità, dalla struttura commissariale dove dicono, ma quasi più nessuno ci crede, sono in fase di definizione le ultime verifiche. Dovrebbero essere a lavoro vigili del fuoco e geologi sul rischio idrogeologico complessivo. Non si capisce però cosa rallenti il tutto. Non c’è più neppure il pretesto delle allerte meteo. “Entro pochi giorni definiremo il quadro della situazione”, spiega da giorni Legnini che rimbalza a destra e a manca per incontrare la qualunque. Il Natale è arrivato. Nonostante tutto e davvero non c’è voglia, o granché da festeggiare.

Ci proveranno, ad ogni costo, a far sentire lo spirito natalizio, tra tradizione e festa pura. Sono previsti a partire dal 23 dicembre piccoli grandi eventi che fanno il paio con la grande solidarietà del mondo imprenditoriale e civile che ha mandato per gli sfollati ogni sorta di regalo e dono.Dai generi di prima necessità ai cado’ . Il 23 dicembre grande cena con lo chef stellato Pasquale Palamaro. Un evento imperdibile dicono gli esperti. Il 24ed il 25 dicembre poi sarà viglia e Natale di solidarietà con mega cena e pranzo natalizio, tutto da gustare e per stare insieme e fare comunità. Ci saranno gli ospiti dell’hotel ma anche esterni che vorranno festeggiare in “famiglia”.

Resta sempre li saldo e aperto il Bar Monti di Piazza Majo.Dal terremoto all’alluvione Tommaso e Giusy della famiglia Conte lasciano acceso il faro di Casamicciola Alta. Anch’essi sfollati da via Nizzola hanno deciso di restare aperti e lavorare per tutti. Un messaggio forte di resilienza dal 2017.Anch’allora riparino in tempi record come oggi. Hanno celebrato ieri il loro matrimonio due sfollati della frana di Casamicciola Terme Giovan Giuseppe Liberti e Anna Carneglia che hanno celebrato il loro matrimonio, ieri a Forio, nella chiesa di San Francesco di Paola. La Parrocchia della Maddalena di Casamicciola che avrebbe dovuto ospitarli ha dovuto cedere l’altare causa allerta meteo. Una favola a lieto fine che dona speranza e trasuda amore. Intanto sono circa 15 gli sfollati che hanno già dovuto lasciare alcuni hotel di Ischia. Tra questi il Villa Marinella, un B&B dove circa una decine di persone erano alloggiate e che dal 21 dicembre hanno dovuto riparare altrove tra Autonoma sistemazione in case prese in fitto e passaggi in altri hotel di Casamicciola a pochi dalla devastazione. Ma questa è sicurezza ? Non sarebbe bene che si acceleri per consentire il rientro.

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A SANTO STEFANO LA FIACCOLATA SILENZIOSA

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In ricordo delle 12 vittime della violenta Alluvione che ha colpito Casamicciola Terme il 26 dicembre 2022 alle 17:30 da piazza Marina al piazzale Ancora e ritorno si terrà una fiaccolata silenziosa con il patrocinio di tutti i comuni dell’isola d’ischia e della Curia Vescovile il punto per l’accensione delle fiaccole gli adulti scout del M.A.S.C.I Regione Campania consegneranno alla comunità di Casamicciola la luce della pace, direttamente a tinta dalla lampada che, a Betlemme, illumina il luogo della nascita di Gesù.

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