CRONACA

Villa Mercede, l’appello: «Fateci riabbracciare i nostri cari»

L’accorata lettera dei parenti degli anziani degenti della casa di riposo per anziani, che chiedono di poter tornare a far loro visita. De Luca e il vescovo Lagnese tra i destinatari

L’emergenza Covid-19, in Italia come nella maggior parte dei Paesi a livello mondiale, ha influenzato innegabilmente le vite di tutti noi, in diversi ambiti. Negli ultimi mesi sono stati moltissimi i limiti e le restrizioni imposte al fine di contenere il numero di contagi e proteggere la salute comune: provvedimenti severi, giusti, necessari, ma anche dolorosi per molte persone e famiglie che sono state divise irrimediabilmente. Ne è un esempio lampante la situazione dei pazienti residenti nella casa di riposo per anziani Villa Mercede, ai quali è ancora negata, ormai da cinque mesi, la possibilità di ricevere visite dai propri cari. Questo provvedimento è stato inizialmente accettato da tutti nella consapevolezza della gravità dell’emergenza sanitaria in atto, anche visto che la casa di cura per anziani in questione ha visto diversi pazienti malati di covid e, tristemente, anche dei deceduti a causa del virus. Tuttavia, adesso che la situazione è migliorata e sono state molte le restrizioni annullate e le riaperture permesse nel sociale, i familiari degli ospiti di Villa Mercede hanno chiesto di poter finalmente ricongiungersi con i propri parenti, di poter tornare a sostenerli ed aiutarli nel loro percorso in modo da attenuare le loro evidenti sofferenze.

Le nuove co-direttrici dell’ufficio pastorale sociale della Curia Vescovile di Ischia hanno condiviso una lettera scritta proprio dai familiari degli ospiti di Villa Mercede, indirizzata alle autorità. In questa emozionante missiva si evidenzia l’importanza del contatto affettivo nelle loro cure giornaliere, infatti c’è bisogno dell’amore e del confronto con i familiari per rallentare il corso delle malattie degenerative come una vera e propria terapia, poichè “i contatti e i rapporti tra le persone affette da patologie degenerative e i propri familiari sono interventi riabilitativi fondamentali, al pari della riabilitazione motoria”.  Il Comitato Familiari degli ospiti di Villa Mercede non ha però assolutamente dimenticato la pericolosità del covid, ed è con questa consapevolezza che la richiesta di ristabilire le visite è accompagnata anche dalla preventiva accettazione di norme comportamentali che possano preservare intatta la salute di tutti. Nella lettera si afferma dunque che ”nessuno più dei familiari ha a cuore la salute dei propri cari, pertanto ci si atterrà alle indicazioni che gli organi preposti indicheranno per effettuare tali visite nella più assoluta sicurezza, quali turnazioni, tempistiche, luoghi di incontro, dispositivi di prevenzione e protezione da adottare”.

La lettera è indirizzata direttamente ad alcune autorità che possono finalmente abbattere la barriera che divide gli ospiti di Villa Mercede dai propri familiari: ”Rivolgiamo questo appello alle autorità competenti Il Presidente della Regione Campania e al Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord, che hanno gestito con spirito di abnegazione l’emergenza sanitaria; al Vescovo di Ischia che da sempre ci ha mostrato sostegno; ai sindaci dell’isola di cui molti degli ospiti sono i cittadini più deboli da tutelare, e a tutti coloro che in base alle proprie competenze, possano aiutarci a ricongiungere le nostre famiglie, dopo un momento tanto difficile.”. Si esorta dunque ad un intervento immediato della autorità, rispettandone l’impegno profuso nella gestione dell’emergenza sanitaria ma chiedendone allo stesso tempo comprensione per il lungo e difficile periodo affrontato lontani dai propri cari.

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