CRONACAPRIMO PIANO

Ritrovata la testa della Madonnina della Pelara

Il frammento è ricomparso nello stesso punto dove era stato cercato senza successo dopo il vandalismo del 14 agosto. La statuetta era stata intanto ricomposta con il DAS, ora la Pro Loco Panza cercherà un restauratore

La testa della Madonnina della Pelara è stata ritrovata. A quasi un mese dall’ennesimo danneggiamento della piccola statua collocata lungo il sentiero che conduce alla baia, il frammento che era stato rimosso e del quale si erano perse le tracce è ricomparso. A darne notizia è stata la Pro Loco Panza, che il 14 agosto aveva denunciato pubblicamente il terzo atto vandalico compiuto ai danni di quello che negli anni è diventato uno dei piccoli simboli del territorio. Il particolare che accompagna il ritrovamento è che la testa è stata recuperata proprio nella zona dove, dopo il danneggiamento, erano state effettuate diverse ricerche senza alcun risultato. Da qui l’interrogativo affidato dalla Pro Loco ai social: «Miracolo, casualità… o redenzione?». L’associazione ha ringraziato chi ha materialmente consegnato il frammento e chi ha reso possibile il suo recupero. Adesso si apre una nuova fase: è già iniziata la ricerca di un restauratore che possa valutare le condizioni della testa originale e la possibilità di ricomporre definitivamente la Madonnina.

Il ritrovamento aggiunge così un nuovo capitolo a una vicenda iniziata, per l’ultima volta, alla vigilia di Ferragosto. Il 14 agosto la statua era stata trovata nuovamente decapitata. Ignoti avevano staccato la testa, che non era stata rinvenuta nelle immediate vicinanze. Non era la prima volta. Secondo quanto denunciato dalla Pro Loco Panza, la Madonnina aveva già subito altri due danneggiamenti e quello di agosto rappresentava dunque il terzo episodio. «Questa è la terza volta che succede. Non è più un caso o una bravata: nella nostra comunità c’è qualcuno che non accetta i nostri simboli. Questa è l’amara realtà», aveva scritto allora l’associazione, annunciando nello stesso tempo l’intenzione di riportare comunque la statuetta al suo posto. Prima ancora che venisse organizzato un intervento, però, era arrivata l’iniziativa spontanea di Simona Morgera. La donna aveva visto sui social le fotografie della Madonnina senza testa e aveva deciso di provare personalmente a restituirle un aspetto il più possibile simile a quello originario. «Più che rabbia ho provato un grande dispiacere – aveva raccontato – vederla in quelle condizioni mi ha colpito e mi sono detta che avrei potuto provare a sistemarla». La statuetta era stata così recuperata e portata a casa. Utilizzando il DAS, Simona aveva modellato una nuova testa, ricostruendo la parte mancante e completando successivamente l’intervento con la pittura. Un piccolo restauro artigianale che aveva consentito alla Madonnina di tornare già il 26 agosto sul sentiero della Pelara. Terminato il lavoro, infatti, Morgera l’aveva ricollocata nel punto dal quale era stata prelevata.

Sull’origine del danneggiamento, la volontaria aveva avanzato una lettura meno netta rispetto a quella della Pro Loco. «Penso possa essersi trattato della bravata di qualche ragazzino. Nella zona c’erano delle pietre e magari qualcuno, giocando a lanciarle, potrebbe averla colpita. È soltanto una mia ipotesi», aveva spiegato, senza quindi attribuire necessariamente l’accaduto alla volontà deliberata di colpire il simbolo religioso. Il gesto aveva avuto per lei un significato particolare anche per il legame con la Pelara, un luogo che non coincide soltanto con la piccola baia raggiungibile al termine del percorso. Il sentiero attraversa infatti scalini immersi nel verde, rocce vulcaniche e macchia mediterranea, aprendosi progressivamente verso il mare. «È uno di quei luoghi di Ischia che hanno conservato la loro autenticità e che bisogna scoprire lentamente, passo dopo passo», aveva raccontato Morgera. La presenza della Madonnina lungo quel cammino ha inoltre una storia legata al territorio. La statuetta fu collocata come segno di riconoscenza verso chi contribuì a rendere accessibile il sentiero che conduce alla baia della Pelara, assumendo nel tempo anche un significato religioso per chi frequenta la zona. Quando la testa originale sembrava ormai definitivamente perduta, la parte mancante era stata dunque ricostruita con il DAS e la statua aveva ripreso il proprio posto. Ora, a distanza di alcune settimane dal danneggiamento, il frammento è riapparso. La Pro Loco Panza punta a questo punto a un intervento professionale: un restauratore dovrà verificare se la testa recuperata possa essere nuovamente unita al corpo della Madonnina, sostituendo la ricostruzione provvisoria realizzata dopo il vandalismo del 14 agosto.

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