«Ti sparo in bocca e poi mi ammazzo»
Un avvocato vittima di reiterate minacce da parte di un suo ex assistito che si ritiene danneggiato in un contenzioso giudiziario. L’ultimo pesante affondo domenica scorsa, la vittima costretta ad integrare una denuncia già presentata ai carabinieri lo scorso luglio

E’ successo domenica scorsa, e l’episodio sembra essere preoccupante perché non rappresenta un caso isolato ma la punta di un iceberg e soprattutto una situazione di tensione che si trascina ormai da diversi mesi. Un anziano ischitano si è presentato in Piazza Antica Reggia alla ricerca di un avvocato ischitano colpevole a suo dire di non aver svolto il proprio ruolo in maniera ortodossa in un contenzioso giudiziario. Raggiunta la sede dei Marinai d’Italia si è rivolto a due persone presenti sul posto chiedendo dove si trovasse il legale e dopo aver preso atto della sua assenza è andato in escandescenze e a un certo punto ha esclamato: “Tanto prima o poi lo troverò, gli sparo in bocca e subito dopo mi uccido”. Parole pronunciate non in un momento di foga e buttate lì tanto per spaventare il proprio nemico giurato, ma che come detto rappresentano una sorta di astio sempre più crescente e che affonda le sue radici in molti mesi fa. Perché l’avvocato in questione, di cui per ovvi motivi omettiamo le generalità, si era già presentato in caserma dai carabinieri per denunciare quanto gli era successo e parliamo dello scorso 5 luglio, quando ai militari dell’Arma aveva presentato un suo esposto.
Ecco cosa scriveva il denunciante: «In data odierna verso le ore 09.50 mi recavo nel Comune di Ischia precisamente in Piazza Antica Reggia per il rito di alza bandiera dell’associazione ANMI e riconoscevo appostato dietro ad un cartellone pubblicitario C. A., mio ex assistito, sede penale e civile, il quale mi cercava chiedendo ai miei colleghi dell’associazione dove fossi. Preciso che nella trascorsa settimana, il C. mi telefonò sulla mia utenza mobile privata, minacciandomi e rivolgendomi la frase “stronzo, tu sei un ladro perché ti sei messo d’accordo con altro avvocato”. Al che a seguito di ciò bloccavo il suo numero, chiudendo ogni rapporto con il soggetto e recapitandogli una nota spesa a mezzo raccomandata postale per la definizione dei nostri rapporti. Nello specifico durante il rito in Piazza Antica Reggia il C. cercava di voler affrontarmi ma con esito negativo in quanto vi era la Polizia Municipale accanto a me. Pertanto mi tenevo a 50 metri dal soggetto e telefonavo i Carabinieri tramite il 112 il quale l’operatore mi consigliava di sporgere con urgenza la denuncia. Solo stamattina apprendevo da C.D. e F.A. che il C. da circa una settimana tutti i giorni verso le ore 18.30/19.00 mi cercava chiedendo dove io fossi».
Poi si arriva all’aspetto più delicato della faccenda: «Durante i colloqui tra avvocato e cliente più di una volta A.C. mi asseriva di detenere illegalmente un’arma che io non ho mai visto che avrebbe voluto usare contro gli avvocati (omissis) suoi contraddittori. Personalmente data l’anzianità prima di oggi non ho mai dato rilevanza a tali comportamenti, ma ritengo di dover espletare il mio dovere di informare le autorità ove queste frasi dovessero corrispondere a verità». Insomma, quello che preoccupa è non poco è il fatto che a distanza di oltre tre mesi non soltanto questi atteggiamenti minacciosi non si siano affatto placati, ma che se possibile sono addirittura aumentati a dimostrazione di una escalation che oggettivamente non può né deve essere presa sottogamba. Ed è anche per questo che il legale si è rivolto ad un suo collega penalista chiedendo di integrare la precedente denuncia che vi abbiamo appena illustrato. Perché l’impressione è che l’anziano soggetto possa davvero fare qualche colpo di testa.
A scatenare l’ira dell’anziano, secondo quanto emerge dalla ricostruzione della vicenda, sarebbe stato un verbale di conciliazione sottoscritto nell’ambito di una controversia giudiziaria che lo vedeva contrapposto all’avvocato (omissis) per il pagamento di compensi professionali. Una vicenda iniziata nel 2024, quando il Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia, aveva emesso nei confronti di A.C. un decreto ingiuntivo per 42.417 euro, oltre interessi e spese, relativo a prestazioni legali che il professionista sosteneva di non aver ricevuto in pagamento. L’anziano, assistito proprio dall’avvocato poi oggetto di minacce, aveva presentato opposizione al provvedimento, contestando la pretesa creditoria e chiedendo la revoca del decreto. Nel frattempo il legale di controparte aveva ottenuto dal giudice Antonia Schiattarella un sequestro conservativo sui beni mobili e immobili di A.C., fino alla concorrenza dell’importo richiesto. Il provvedimento, adottato nell’ottobre 2024 e successivamente confermato in sede di reclamo, aveva interessato anche somme detenute presso terzi. In particolare, erano stati sottoposti a sequestro 765,23 euro depositati presso Poste Italiane e due distinti crediti da 10.500 euro ciascuno vantati nei confronti di T.C. e G.C., derivanti da un atto di compravendita stipulato nel maggio 2024. Complessivamente, dunque, risultavano vincolati 21.765,23 euro. La controversia era poi approdata a una soluzione conciliativa attraverso un accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori, tra cui la stessa vittima di questa vicenda, con il quale venivano disciplinate le modalità di definizione della posizione debitoria. L’intesa prevedeva, tra l’altro, la cessione dei crediti sottoposti a sequestro in favore dell’avvocato reclamante, autorizzando i debitori interessati a corrispondere direttamente al professionista le somme dovute. Le parti avevano inoltre concordato di richiedere al giudice la modifica del provvedimento cautelare per consentire l’effettivo pagamento. Quanto alle spese legali, quelle relative al giudizio di opposizione venivano integralmente compensate tra le parti, mentre restavano a carico di A.C. le spese liquidate nel procedimento di sequestro e nella successiva fase di reclamo. Il verbale di conciliazione era stato quindi sottoscritto anche dai legali coinvolti e acquisito agli atti del Tribunale di Ischia. Proprio sullo sfondo di questa complessa controversia economica e giudiziaria si sarebbero successivamente deteriorati i rapporti tra l’anziano e il suo difensore, fino agli episodi denunciati ai Carabinieri il 5 luglio scorso.







