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CULTURA & SOCIETA'

A Sant’Angelo una panchina rossa contro la violenza sulle donne

L’iniziativa voluta dalla ptof.ssa Tina Monti e sostenuta dall’amministrazione comunale di Serrara Fontana: presenti anche il sindaco Rosario Caruso e il vicequestore Maria Antonietta Ferrara

Nel pomeriggio di martedì scorso la splendide cornice di Sant’Angelo è stata il teatro di un evento molto importante per la comunità ischitana. Circondata dal mare e dal passeggio, si trova adesso una panchina rossa, dono dell’associazione Megaride Felice rappresentata dalla docente Tina Monti, che da sempre si batte per promuovere il rispetto dei diritti umani sul territorio isolano e non solo. La panchina rossa è infatti un simbolo chiaro della lotta che ogni giorno si combatte contro la violenza sulle donne, un fenomeno brutale che purtroppo è ancora molto diffuso e di cui molto spesso si occupano le cronache per episodi davvero terribili. Un monito che serve a ricordare l’importanza dei diritti, della libertà, dell’identitàe del rispetto reciproco di ogni individuo. La panchina, realizzata dall’artigiano Massimo Loffredo,manda nella sua semplicità un messaggio forte ed attuale che è importante arrivi tanto ai giovani quanto agli adulti. All’evento hanno partecipato con interesse e passione anche il sindaco di Serrara Fontana Rosario Caruso, il vicequestore e dirigente del commissariato di polizia di Ischia Maria Antonietta Ferrara e una delegazione di giovani studenti ischitani. Sono stati affrontati temi importantissimi quali la prevenzione e l’educazione nelle scuole atte a spingere i giovani al meglio e al rispetto.

La professoressa Monti, fiera ed emozionata durante questa importante manifestazione di solidarietà, ci dice che «questa è una giornata molto importante perché è fondamentale fare una campagna di sensibilizzazione circa la violazione dei diritti umani sull’isola d’Ischia. La presenza di una panchina rossa non deve servire solo al ricordo delle vittime, ma a ricordarci giorno per giorno che ogni piccolo atto di violenza mentale o fisica va a ledere a poco a poco l’intimità di una persona e la indebolisce nella società. È preoccupante anche considerare che durante l’emergenza covid ci sia stato un aumento della violenza domestica perpetrata ai danni delle donne, così come dei bambini. Bisogna quindi insegnare, soprattutto nelle scuole, il rispetto tra le persone». Dal canto suo il vicequestore Ferrara ha detto: «Una manifestazione che ha come perno principale la figura della donna troverà sempre un appoggio nelle istituzioni. La panchina rossa rappresenta il sangue versato da molte donne e deve essere un monito, soprattutto per i giovani. La colpa della maggior parte di queste violenze proviene dalla mancanza di educazione nei confronti delle donne impartita ai ragazzi. In maggioranza infatti sono le donne ad essere colpite, anche se non mancano vittime maschili. Ci tengo dunque a ricordare l’importanza di educare i giovani nelle scuole, nelle famiglie e nella società in generale».

Il sindaco di Serrara Fontana Rosario Caruso ha espresso la sua gratitudine nei confronti della professoressa Monti e degli studenti presenti e ha affermato che «Il problema della violenza sulle donne è serio e attuale ed eventi di sensibilizzazione come questo sono fondamentali. Ringrazio la professoressa Monti ed i suoi alunni per aver organizzato un evento così significativo e l’artigiano Loffredo per il suo lavoro. È bello essere presenti viste l’attualità e la gravità del problema: appena pochi giorni fa fa c’è stata infatti l’ultima vittima donna in Campania, la quarantasettesima dall’inizio dell’anno. Si deve combattere ogni forma di violenza, non bisogna rimanere inerti davanti a nessunasegnalazione di malessere o problematiche, sia che avvengano pubblicamente sia nel silenzio delle mura di casa. Le persone che si macchiano di violenze del genere sono deboli, incapaci di esprimere il loro pensiero con la parola e il ragionamento ma solo con la forza. Non dovrebbe essere così, non siamo animali di un branco ma esseri umani evoluti e dotati di intelligenza e ragionevolezza».

Oltre alla sensibilizzazione, è fondamentale, come ha affermato il vicequestore Ferrara, la prevenzione : «Bisogna denunciare anche comportamenti strani apparentemente innocui. Una brutta parola può diventare uno schiaffo, un litigio un’aggressione, ed ogni piccolo episodio può portare a conseguenze irreparabili. Fare attenzione ad una piccola violenza può salvare la vita di una persona. Non è ammissibile che un litigio termini con una morte: la vita è un dono superiore ed inviolabile». Manifestazioni come questa possono avere un impatto molto positivo nella collettività e sensibilizzare i cittadini riguardo una problematica delicata può servire a cambiare davvero la nostra società in meglio. La partecipazione dei giovani, com’è stato ricordato spesso nel corso dell’inaugurazione, dà forza e sostanza all’iniziativa :i giovani sono il futuro ed è importante che siano educati anche in questo ambito,ovvero al rispetto dell’identità personale e dei diritti umani.

Foto Franco Trani

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