CRONACA

Abusi, frane, silenzi: la lunga agonia di Cava dell’isola

I continui smottamenti, la discutibile edilizia che ha contribuito a rendere più fragile il costone: così muore la spiaggia più amata dai giovani. I commenti delle forze politiche, oggi l’incontro in Soprintendenza

L’accelerazione della frequenza con cui si stanno verificando cedimenti più o meno estesi del costone sulla spiaggia di Cava dell’isola, se da un lato non fa (quasi) più notizia, dall’altro impone alle autorità preposte un cambio di marcia. Sono già tre i cedimenti verificatisi nei mesi estivi, che per fortuna non hanno arrecato danni alle persone, né ai bagnanti che nonostante tutto continuano a frequentare l’arenile più amato dai giovani, né agli occupanti delle strutture ricettive sorte proprio sul ciglio del terrapieno.

Mario Savio: «Il problema non è più rinviabile.
La Soprintendenza ci indichi le modalità,
ma è necessario intervenire subito per
mettere in sicurezza in maniera stabile e
definitiva il costone»

E se sono in molti a puntare il dito proprio contro la cementificazione progressiva e abusiva della zona senza che nei vari decenni ha cambiato il volto del litorale, altri invece sottolineano la persistenza dei fenomeni erosivi che coinvolgono da tempo l’intera costa di Forio, dal Soccorso fino alla baia di Citara. Sarebbe quindi da ricercare anche nella composizione dei costoni uno dei motivi per il quale esso tende costantemente a cedere, vista la sua natura friabile, accentuata dall’esistenza di antiche sorgenti, localizzate proprio in corrispondenza del terrapieno oggetto dei frequenti smottamenti, che avvenivano anche prima che la zona fosse sottoposta alla grande pressione antropica dei decenni più recenti, e che in qualche maniera contribuivano a rigenerare la sabbia dell’arenile.

Stani Verde: «L’amministrazione si è
dimostrata superficiale nell’affrontare
anche questo problema. Speriamo che
questo ennesimo crollo costituisca
il decisivo allarme affinché il problema
venga affrontato definivamente»

In ogni caso, anche se finora la fortuna ha dato una grossa mano, visto che non si sono registrate tragedie, l’ultimo crollo sembra un monito ad agire in fretta per risolvere in maniera definitiva il problema. Come molti sanno, da tempo la proprietà dell’albergo che sorge sul costone ha dato la propria disponibilità a realizzare a proprie spese un’opera di contenimento e messa in sicurezza dell’intero terrapieno: l’elemento decisivo dovrebbe venire dall’ok della Soprintendenza, che finora non è ancora arrivato. Di qui la pressione da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Del Deo sull’ente di Piazza del Plebiscito, invitata a eseguire un sopralluogo sul posto, che dovrebbe essere fissato a breve. Solo con l’autorizzazione paesaggistica, sarà possibile mettere mano al progetto già redatto e dare il via ai lavori, che prevedono alcuni scogli ciclopici alla base e l’apposizione di una rete, evitando quindi manufatti impattanti sul territorio. Intanto, stamane lo stesso sindaco Del Deo e l’architetto Nicola Regine sono attesi a Napoli per un incontro con la Soprintendente dell’Area metropolitana, dottoressa Cinquantaquattro.

Il vicesindaco Mario Savio lo ribadisce: «La Soprintendenza ci dica come dobbiamo agire: non aspettiamo altro. Il problema di Cava è serio e sta diventando pericoloso. I titolari della struttura alberghiera hanno già dato piena disponibilità a intervenire, anche perché si sono resi conto che senza un adeguato intervento la stessa struttura rischia di crollare. Esiste una controversia circa l’abusività e la legittimità di alcune costruzioni sovrastanti, alcune delle quali presenti già a cavallo del ’70 ai tempi del villaggio “Paola Paola”, ma questioni del genere possono essere definite in seguito, perché adesso la priorità è la messa in sicurezza del costone. Abbiamo anche indetto diverse conferenze dei servizi, anche se finora senza esito dirimente, ma siamo intenzionati a definire una volta per tutte la questione. Quest’estate sono già avvenuti troppi crolli, non si può tirare troppo la corda. L’unica cosa certa è che ora bisogna agire, il problema non è rinviabile: la Soprintendenza ci indichi le modalità e i dettagli, ma l’importante è che lo si faccia in tempi brevi. Non è più possibile continuare col balletto delle ordinanze di apertura e chiusura». Da parte sua, il leader dell’opposizione consiliare, Stani Verde, non fa sconti alla maggioranza: «Come al solito, l’amministrazione foriana si dimostra estremamente superficiale. Quello di Cava dell’isola è un problema molto grave: il fatto che in quel punto ci fossero delle sorgenti è risaputo da anni, così come è noto che in un terreno friabile come quello del litorale in questione può provocare eventi franosi. Ma il tutto è stato affrontato con enorme superficialità come del resto vengono affrontati i vari problemi che stanno affliggendo Forio da anni, al punto da diventare endemici. Per fortuna non è successo nulla di irreparabile, nessuno si è fatto male, ma dopo questa ennesima avvisaglia speriamo che il problema venga affrontato in maniera risoluta e preferibilmente definitiva».

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