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CRONACA

Amarezza Sant’Anna, la delusione (e lo sfogo) di Ronga

Il direttore artistico archivia l’edizione 2021 rimasta purtroppo soltanto sulla carta a causa del diktat di De Luca e della decisione di Enzo Ferrandino. E non risparmia stoccate agli immancabili “criticoni”

Ha voluto dire anche lui la sua, come era giusto e doveroso che fosse. E tra l’altro ha scelto forse anche il momento migliore, visto che mai come negli ultimi giorni impazza la polemica per l’annullamento della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna (con l’inevitabile effetto domino che si è portato dietro) e lo svolgimento 24 ore prima della fatidica data del 26 luglio del concerto di Gigi D’Alessio, che pure di assembramento all’esterno dell’area di Piazzale Marinai d’Italia ne ha creati e non si trattava di poca roba. Salvatore Ronga, direttore artistico della Sant’Anna 2021, non può non essere amareggiato, anche perché quest’anno gli sforzi per organizzare la manifestazione erano stati “amplificati” rispetto al passato: meno tempo a disposizione e la necessità di dover rispettare una serie infinita di paletti dettati dalle normative anti contagio. Ecco perché, per il talentuoso isolano, il diktat di Vincenzo De Luca prima e l’annuncio quasi simultaneo di Enzo Ferrandino dopo saranno sembrati una coltellata al cuore.

E allora eccolo Ronga in una disamina di quanto accaduto, partendo da una premessa e da una precisazione forse non chiara a tutti: “Con molta pacatezza devo chiarire che, come direttore artistico della Festa di Sant’Anna, non sono responsabile della sicurezza. Non so se la cosa possa dispiacere qualche amico, ma è così”. Poi però aggiunge: “Questo non vuol dire che, nel disegnare il progetto della Festa, non avessi tenuto conto della necessità di organizzare un’edizione particolare, ma nell’ambito della parte artistica della Festa: tre isole, uno svolgimento più veloce per non prolungare oltre la permanenza del pubblico, l’idea di un palco che rendesse tutto visibile ed evitasse il “dietro le quinte”(dove è facile distrarsi e abbassare la mascherina – sono cose che accadono anche in prima fila), fuochi piro musicali più alti che fossero visibili anche da lontano, un cast di prestigio come l’orchestra Scarlatti (per quanto coinvolgente ho ancora il sospetto che qualcuno, che forse la Festa non l’ha mai vista, sia convinto che la serata sia un rave party). In questa cornice ‘artistica’, ospiti d’onore della Festa sarebbero stati i ragazzi delle scuole dell’isola, una cui rappresentanza simbolica avrebbe aperto la sfilata delle barche allegoriche, perchè non può esserci ‘rinascita’ se non ci sono i giovani”. Non manca un pizzico di tono polemico nelle parole di Ronga e allora una precisazione vogliamo farla: se il messaggio (nemmeno tanto) subliminale è indirizzato a chi critica e spara a zero a prescindere è un conto, non ci sentiamo di condividerlo se invece è rivolto a chi con garbo ha un’idea diversa e la esterna senza porsi il problema. 

Ma forse è lo stesso Ronga a fare chiarezza nel passaggio successivo: “Chiarito questo – spiega il direttore artistico – ma solo perché da uomo di teatro, sono stato  educato ad avere rispetto del pubblico, le critiche sono bene accette, gli insulti no, quelli sono rimandati al mittente (magari anche migliorandoli nella forma). Poi se vogliamo divertirci con qualche rewind, facciamolo pure. Come molti cancerini ho una memoria buona ma selettiva: ricordo solo le cose stupide, quindi sarebbe un divertimento assicurato. PS: come dissi nel 2014, la Festa di Sant’Anna è il nostro Natale. E oggi aggiungo: Natale lo festeggi sempre, anche quando non fai l’albero o non fai il presepe”. E su questo diciamo che siamo tutti d’accordo. O meglio che, a causa del governatore De Luca, dobbiamo esserlo e basta. Alla prossima, sperando di sfatare il motto non c’è due senza tre.

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