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Auguri al popolo della gente, diciamo

di Graziano Petrucci

Come ogni anno, all’approssimarsi del nuovo, ognuno sarà impegnato con la propria lista di valutazioni. Su cosa ha fatto di buono nell’anno precedente e cosa invece avrebbe meritato più attenzione e cosa, perciò, richiederà più presenza nel 2017. FOTO 1 - Gianluca TraniTanto per fare un esempio e per introdurre il discorso, la fonte dei problemi che ci portiamo dietro da anni, che in un certo senso ci da quella sicurezza avvolgente in cui ci sentiamo protetti da cambiamenti repentini, non sta tanto nella formalità di scrivere una “wish list”, un’immaginaria “lista dei desideri” da raggiungere, quanto nella sua sostanza ossia nella voglia di realizzarla e nella necessità di imparare a leggere cosa sta succedendo nel mondo per trarne risposte adeguate. Il punto non è tanto ciò che si fa, ma il ”come” si realizza il benessere collettivo; a cosa si da più impegno e spazio riducendolo per converso all’area delle cose inutili rispetto a priorità sbandierate ma disattese nella pratica da molte amministrazioni. Se c’è stata, e se c’è, trasparenza e capacità di previsione e amministrativa nei comportamenti dei governi locali oltre che quella certa attitudine a scrivere messaggi su Facebook. Potremmo augurarci per esempio che il sensazionalismo di gestioni e comportamenti poco chiari, da chi in genere detiene il “potere” di qualsiasi tipo, possa scontrarsi finalmente con chi non è d’accordo con certe decisioni e per questo chiederà spiegazioni sul perché quelle scelte continuano a fare il benessere per pochi. FOTO LA REPLICA ENZO FERRANDINOQuesta dovrebbe trasformarsi da augurio a prassi tra le persone a differenza di oggi che possiamo contare soltanto su un numero esiguo di gente che ha un atteggiamento determinato, critico e costruttivo. Ed è in un tale quadro che dovrebbe fare la propria sfumatura, e la differenza, il giornalismo isolano compresi i media locali e i suoi rappresentanti. Ogni persona dovrebbe sentire il dovere di contrastare ed evidenziare le storture di governi “fai da te“ condotti da una vecchia specie di sindaci o dalle amministrazioni che dirigono o da persone che ricoprono ruoli chiave per questo o quel “politico”. Il 2017 dovrà diventare il momento del riscatto, come sarà l’anno delle nuove elezioni a Ischia. Proprio dal comune capoluogo dovrebbe arrivare – e chissà che non accada davvero –una svolta tale da poter assumere il compito di matrice e contagiare l’isola intera. Magari con la nascita di un modo differente di fare e intendere la politica, più moderna e riformista, e interpretare la cosa pubblica con più rispetto e responsabilità. Il prossimo primo cittadino di Ischia dovrà essere testimonial di una nuova maniera di disegnare l’innovazione, la sostenibilità, la green economy e la voglia di dare a tutti i cittadini un luogo capace di generare vantaggi economici non solo costi e dimostrare, nei fatti, di voler risolvere i problemi. Maria Di ScalaDovrà esprimere la volontà di procedere su un terreno a noi poco conosciuto ma che in altre città, non per forza d’Italia, tuttora favorisce l’economia e genera vantaggi fiscali per giovani, famiglie e anziani. Se ci fosse ancora qualcuno convinto che la politica economica e amministrativa di ognuno dei sei pezzi di quest’isola si esaurisca nei limiti territoriali di casa propria –aumentando per esempio al massimo la tassa sui rifiuti- senza che ciò crei ripercussioni su tutti gli altri, è ancora ingabbiato in una visione parziale e non potrà fare il benessere collettivo. Questo dovrebbe essere al tempo stesso l’augurio e il discrimine per scegliere da qui a qualche mese un nuovo sindaco (in specie quello di Ischia). La parola «sinergia», dovrà diventare mantra e strumento fondamentale nel 2017 e dare un valore pratico all’unificazione dei servizi – di cui tutti parlano ma nessuno sa niente, meno ancora le opposizioni in ognuno dei sei consigli comunali – come alla costituzione di un «brand unico» per esprimere le potenzialità che abbiamo e potremmo manifestare se soltanto lo volessimo davvero. Il sindaco che da maggio 2017 presiederà il comune di Ischia dovrà provare, a cominciare dal suo programma, di conoscere e saper interpretare ciò che succede nel mondo oltre ad essere capace di impiegare giuste misure per quei fenomeni ritenuti inutili già per il solo fatto di esser fuori dai propri confini. Dovrà trasformarsi in «influencer amministrativo» per gli altri suoi cFOTO SECONDARIOolleghi. Perché le sorti dei circa 70 mila abitanti ora più che mai sono collegate. Lo dimostrano problematiche come depurazione, sanità o trasporti pubblici o la difformità sulla tassa di soggiorno o le tariffe della raccolta rifiuti poco omogenee o magari il costo diverso da un comune all’altro per la sosta sulle strisce blu. Non si può pensare di affrontare le sfide da soli pensando soltanto, e ancora, al proprio orto cui vanno, per conseguenza, allargati i confini. Di ciò dovrebbero rendersi conto in primis le associazioni di categoria e lasciare i tipici comportamenti autoreferenziali e muoversi nel chiedere linee direttrici verso la destagionalizzazione delle strutture ricettive oltre che la modernizzazione dei servizi (in cui includere l’ormai famoso regolamento unico per i taxi e dare modo all’isola di trasformarsi in comprensorio economico unico al posto dei sei che ci troviamo oggi). Auguri, insomma, a voi che avete avuto la costanza e siete arrivati alla fine di questo piccolo elenco. A voi che almeno un po’ vi ritrovate in questi pochi righi. In questo modo potrete testimoniare ad altri che c’è stato chi ne ha fatto un suggerimento e magari mandare a quel paese il vostro interlocutore se come un vecchio giradischi incantato dagli anni precedenti continuasse a ripetervi “bello, ma non si può fare”. Hai visto mai che a furia di mandarlo a fare gli auguri magari qualcosa cambia.

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