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CRONACA

“Avvolte” e “Speriamo non sia un addio”: che gaffe con i turisti lombardi

Il bigliettino che accompagnava il lunch package preparato da Federalberghi per gli 86 vacanzieri riportati a casa dopo il caso di positività al coronavirus si è rivelato una fiera degli errori. E degli orrori…

Era andato tutto fin troppo alla perfezione. Una bottiglia di limoncello a testa offerta dal sindaco Francesco Del Deo, con l’augurio di rivederli tutti presto sulla nostra isola per una nuova vacanza (stavolta ovviamente più serena e senza questo brutto “imprevisto”) e anche uno striscione affisso sul porto di Casamicciola recante la scritta “Arrivederci, Ischia vi ama” a testimonianza del senso di ospitalità che da sempre caratterizza l’isola verde e la sua gente. Insomma, davvero pareva non ci si potesse congedare meglio dai turisti lombardi temporaneamente posti in quarantena all’interno dell’albergo Punta del Sole e poi ripartiti alla volta del Nord Italia nella notte tra mercoledì ed ieri. Ma il diavolo, alla fine, ci ha messo lo zampino. Perché purtroppo abbiamo davvero lasciato un pessimo ricordo di Ischia in termini di alfabetismo, al netto del fatto che un errore possa essere stato commesso per la fretta, che da che mondo è mondo notoriamente è cattiva consigliera.

Agli 86 turisti costretti a lasciare in maniera così traumatica Ischia è stato consegnato anche un sacchetto con una colazione da viaggio accompagnato da una sorta di locandina della Federalberghi che è un compendio degli errori e degli orrori nella stessa maniera. Vi riportiamo la parte iniziale del testo in versione integrale, che francamente fa rabbrividire: “Avvolte nella vita, per cause di forza maggiore, si è costretti a salutarsi sperando che non sia un addio ma un arrivederci in tempi migliori”. Balza agli occhi l’auspicio che possa non essere un addio, che già di suo suona a dir poco macabro nel momento in cui ci si rivolge ad una comitiva di anziani e soprattutto a persone costrette a trascorrere un periodo di quarantena perché potrebbero aver contratto il coronavirus. Ma se questa è la chicca che avrà fatto fare i debiti scongiuri ai destinatari della “dedica”, il modo in cui è strato scritto “a volte” e cioè “avvolte” è un qualcosa che lascia cadere le braccia. In un contesto del genere, nessuno quasi si accorge che lunch package è scritto erroneamente “pakage”, un’ulteriore perla che però sembra quasi roba da niente.

Il problema è che l’autore di questa creazione ha anche avuto l’ardire di pubblicarla sui suoi canali social e a quel punto… apriti cielo, lo tsunami è diventato inevitabile. Sui social l’immagine di questa locandina è rimbalzata peggio dello stesso contagio del coronavirus con i commenti che si sono decisamente sprecati. Un’onda d’urto che poi nella mattinata di ieri ha evidentemente visto finire in croce il presidente di Federalberghi, Luca D’Ambra, che tra l’altro per la realizzazione grafica aveva anche utilizzato i loghi dei sei Comuni isolani senza (pare) la preventiva autorizzazione degli stessi. E così, lo stesso D’Ambra in mattinata è stato costretto ad una pubblica ammissione di colpa, pubblicando sui suoi canali social la seguente nota: “Ieri sono andati via da Ischia circa novanta turisti che avevano davanti a loro un viaggio notturno diretto, senza soste. L’associazione Federalberghi ha ritenuto di rifornirli di un ‘lunch package’, anche per far rivivere, in un momento così critico, l’antica, delicata tradizione greca degli ‘xenia’, piccoli generi di conforto con cui si salutava la partenza dell’ospite. Nella precipitosa preparazione dei numerosi pacchetti, nel biglietto di accompagnamento ci è sfuggito un errore di battitura, del che ci scusiamo. Inoltre, con intento forse troppo inclusivo, ci siamo permessi di attribuire la nostra offerta anche ai Comuni isolani. Per questo motivo, (su precisa richiesta del sindaco di Forio, Francesco Del Deo), specifichiamo che i Comuni dell’isola sono del tutto estranei all’iniziativa, che rivendichiamo interamente come nostra”.

Insomma, la finalità era decisamente nobile ma il risultato è stato francamente da mandare al più presto in soffitta. E per la cronaca Francesco Del Deo non è stato l’unico a non averla presa con filosofia. Lo stesso primo cittadino di Serrara Fontana, Rosario Caruso, è intervenuto in maniera netta sulla vicenda spiegando: “Visto che mi stanno contattando per chiedere spiegazioni e considerato che preferisco impiegare il tempo a dare informazioni ai cittadini sulle misure da mettere in atto in questi giorni di apprensione per il contagio che si è verificato, vi informo che il Comune di Serrara Fontana è venuto a conoscenza del contenuto del volantino solo dai social e che non era stato autorizzato l’utilizzo del logo del Comune”. Insomma, tutti a prendere le distanze. Basta leggere per giustificarli.

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Gennaro

Che figura di merda

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