CRONACA

Barano regolarizza un pignoramento da oltre 6mila euro

Un debito nato in tribunale, cresciuto tra precetti, pignoramenti e interessi, fino ad arrivare direttamente nelle casse comunali. Il Consiglio comunale di Barano d’Ischia ha riconosciuto un debito fuori bilancio di 6.211,45 euro derivante da una vicenda giudiziaria che affonda le radici addirittura nel 2011, quando una sentenza del Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Ischia, condannò l’ente al pagamento delle spese legali.Ma andiamo con ordine, leggiamo gli atti pubblici.

La deliberazione, approvata con 9 voti favorevoli e 2 astensioni, non rappresenta una scelta discrezionale dell’amministrazione, ma un passaggio obbligato previsto dall’articolo 194 del Testo unico degli enti locali. Le somme, infatti, erano già state materialmente prelevate dal conto di tesoreria comunale a seguito di un atto di pignoramento presso terzi e della successiva ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell’esecuzione. La vicenda evidenzia ancora una volta una delle criticità più insidiose per le amministrazioni pubbliche: quella dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive. Si tratta di obbligazioni che maturano al di fuori della normale programmazione finanziaria dell’ente e che, una volta consolidate da un provvedimento giudiziario, diventano inevitabili. Nel caso di Barano, la condanna alle spese processuali era stata quantificata inizialmente in 3.200 euro oltre accessori, ma il mancato pagamento ha innescato una procedura esecutiva culminata nel pignoramento notificato nel 2022 e nell’assegnazione delle somme nel 2025, facendo lievitare l’importo complessivo fino a oltre seimila euro.Proprio questo aspetto richiama l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: il peso economico dei ritardi nell’esecuzione delle sentenze. Interessi, spese legali aggiuntive e costi delle procedure esecutive finiscono infatti per aggravare il conto finale a carico della collettività.

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