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Benzina, nuovo rischio di aumenti: e sull’isola resta “salata”

Dopo Pasqua prevista una nuova proroga dello ‘sconto’ mentre la Finanza intensifica i controlli ai distributori. E a Ischia il prezzo medio continua ad oscillare attorno ai 2 euro al libro

Il rischio di un nuovo aumento della benzina subito dopo Pasqua, per ora, è stato rinviato. Il 21 aprile, infatti, sarebbe dovuto scadere lo sconto di 25 centesimi che era stato deciso dal governo Draghi per far scendere il costo di benzina e diesel, aumentato a dismisura dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Ma il governo Draghi ha deciso di “allungare” lo sconto al distributore per altri dieci giorni. Dunque, non ci dovrebbero essere sorprese almeno fino al 2 maggio. Ad annunciare la scelta è stato il ministro dell’Economia Daniele Franco, che ha spiegato che con la firma di un decreto ministeriale a firma sua e del ministro per la Transizione Ecologia Stefano Cingolani è stato “esteso di 10 giorni l’abbattimento di 25 centesimi sulle accise della benzina e del gasolio, utilizzando il sovragettito Iva come consentito dalla normativa, quindi fino al 2 maggio”.

Il taglio delle accise varato a marzo doveva inizialmente terminare il 20 aprile e fin da subito ha comportato un abbattimento del costo dei rifornimenti ai distributori. Intanto, da qualche giorno sono nettamente aumentati i controlli della Guardia di Finanza ai distributori di benzina per verificare che i prezzi comunicati all’Osservatorio siano gli stessi praticati.

Purtroppo non sono mancati i ”furbetti” che sono stati scoperti dalle fiamme gialle e sanzionati. Tra Avellino e Napoli sono stati multati i gestori che non hanno effettuato le comunicazioni obbligatorie all’Osservaprezzi Carburanti, strumento del Mise che permette di consultare in tempo reale l’andamento dei valori di vendita dei prodotti energetici. Ulteriori controlli sono portati avanti per verificare la corrispondenza tra il prezzo pubblicizzato e quello praticato alla pompa.

Sull’isola il prezzo medio si assesta intorno ai 2 euro. Rispetto a qualche settimana fa, quindi, i prezzi sono calati, non c’è dubbio, ma sono ben lontani da quelli della terraferma. Basta prendere il traghetto, attraversare il mare ed il costo della benzina diminuisce. Il prezzo della benzina al litro in uno dei primi distributori incontrati sulla terraferma è di circa 30 centesimi in meno al litro che su un pieno può raggiungere anche 20 euro. Nel corso degli ultimi mesi il costo del carburante sull’isola ha fatto notizia con l’immagine di una pompa di Lacco Ameno con il listino a 2,60 al litro. Il 24 febbraio, ovvero nel giorno dell’inizio della guerra, sull’isola si pagava fino a 2,239 euro per un litro di benzina. Il costo minore, invece, era di poco meno di 2 euro al litro con 1,989 euro. Aumenti così non si vedevano da tempo. “Anzi, non si erano mai visti” è stata la voce unanime degli automobilisti isolani. Adesso c’è un po’ di tregua grazie al decreto legge approvato dal Governo con le misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina ha previsto la riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione. L’effetto delle misure consistono tra l’altro nella riduzione del prezzo di benzina e gasolio di 30,5 centesimi di euro al litro.

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