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Brand Unicum

 

di Graziano Petrucci

Passi il problema circa la convinzione che siamo ancora alle prese con un turismo embrionale, poco mobile e dinamico e che tale è probabilmente ma solo ai nostri occhi. Passi l’altro che per una sorta di diffidenza verso noi stessi, chiamiamola così, non abbiamo imparato a vivere e guardare l’isola come un territorio unico, pur non perdendo e sminuendo l’unicità e l’originalità di certi luoghi che lo caratterizzano, il pensiero predominate è quello della divisione. Taglio basso_ermando mennellaCome giustamente ha fatto notare il Presidente di Federalberghi Ermando Mennella, una programmazione seria e unitaria potrebbe farci cambiare la prospettiva. Naturalmente ci vuole la volontà – altrettanto seria – da parte delle amministrazioni di seguire la medesima direzione e non, come oggi, sei direttrici isolate quale elemento immancabile per arrivare a un risultato. Perché il tema da affrontare e al quale bisogna dedicare tempo e competenza, pure per riprendere terreno perduto in questi anni rispetto a un flusso turistico che a differenza delle nostre certezze è dinamicissimo, è che bisogna correggere la visione monoculare che negli anni s’è ristretta. In un periodo delicato come questo composto di palle illuminate per le quali sono state spese cifre enormi e che dovrebbero farci sentire nel clima natalizio sin dalla percorrenza sulle strade e comunicare al mondo che non ne siamo poi tanto fuori e che il Natale neppure quest’anno ci ha scansato, è arrivato il momento di provare un piccolo esperimento per la costruzione di un brand unico. Ciò deve rientrare, di fatto, tra le sfide principali per il 2017, posto che esista una lista di priorità condivise tra le amministrazioni – voi l’avete mai letta?-  e che valga la pena di appoggiarla. giosiFerma restando la presa d’atto che le difficoltà non sono soltanto quelle che ho descritto sopra, ma accanto ve ne sono altre cui si riconosce il compito di limitare l’espressione delle nostre potenzialità, bisogna afferrare il toro per le corna. Come? Di certo non in modo stringato e reticente come quando si parla di collaborazione tra amministrazioni o di un’ipotetica perdita di «sovranità locale» presente di norma nelle discussioni a tutela del proprio pollaio di voti. Considerando che ultimamente i sindaci sono riusciti a incontrarsi – l’ultimo appuntamento risalirebbe alla settimana scorsa- viene da chiedere ai primi cittadini di cosa parlano quando fanno «comunella» e se in tutto questo tempo hanno pensato a una strategia; e se non l’hanno ancora fatto domandare «perché?». La risposta potrebbe apparire scontata ma, ogni tanto, promuovere il beneficio del dubbio ci fa bene. Ad ogni modo, vale la pena ricordare ai sindaci che farsi aiutare per allargare la propria visione non corrisponde a una riduzione del potere dando comunque per certa e scontata l’esistenza di una capacità amministrativa «capace di intervenire sulle risorse umane e sull’organizzazione come sullo sviluppo di sistemi di performance management, sul livello di digitalizzazione e sulla gestione delle relazioni tra istituzioni e con gli stakeholder». Il sindaco Giacomo Pascale (1)Perciò proprio perché sono stati rimpolpati gli «uffici staff», per il momento del comune di Ischia e Lacco Ameno, vale la pena iniziare un percorso di costituzione e consolidamento in specie riguardo alle attività di comunicazione a cominciare da questi due comuni. Pensare, da parte di alcuni amministratori, qualcuno travolto dalla fascia di onnipotenza, di poter fare (ma prima “capire”) tutto da soli, come più volte sottolineato da questo giornale, è impensabile. Peraltro continuare a dare credito a chi, finora, non ha fatto molto nel combinare «politica condivisa e attività comune tra amministrazioni», non ha molto senso. È invece doverosa la realizzazione di un brand come di una promozione unica, e potrebbe rivalutarsi solo se ai professionisti della comunicazione reclutati, si darà ampio margine di manovra. Diversamente ci troveremo di fronte all’ennesima operazione di maquillage in forza della quale l’affidabilità di amministratori che conosciamo avrà lo stesso valore delle dichiarazioni sull’esistenza di Babbo Natale e la parola «delusione» ci darà la portata di quella densità dolorosa come solo un calcio nelle palle sa fare.

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