LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «I professionisti dell’antipolitica» 

Premessa 1. Ci sarebbe da ragionare non poco sullo spaccato della politica isolana che emerge, in qualche caso, dalle interviste a personaggi pubblici, sindaci in testa. Specie adesso che la “comunicazione su facebook” è diventata quasi un obbligo con la pubblicazione di post e “stories” utilizzati per dimostrare di fare – o di aver raggiunto – qualcosa per il fantomatico bene comune o solo per trasmettere un ordinario del quale, a volte, non si può che avere le tasche piene. Tramonti, parole, citazioni di grandi statisti, foto di scorci e piazze comprese. Nell’ultima serie di domande e risposte fornite dal sindaco di Ischia pubblicate recentemente su Il Golfo, c’è una parte di quest’universo parallelo, reale e virtuale allo stesso tempo. In cui è evidente in maniera chiara la costruzione di un trampolino di lancio per prepararsi alle prossime elezioni con la quasi certezza di averle già vinte.

Nell’ultima serie di domande e risposte fornite dal sindaco di Ischia pubblicate recentemente su Il Golfo, c’è una parte di quest’universo parallelo, reale e virtuale allo stesso tempo. In cui è evidente in maniera chiara la costruzione di un trampolino di lancio per prepararsi alle prossime elezioni con la quasi certezza di averle già vinte. Sulla scia di Ferrandino, non sono da meno i suoi colleghi. Gaudioso in testa, seguito da Giacomo Pascale a Lacco Ameno che della vittoria elettorale sancita anche dal Consiglio di Stato ne ha fatto il suo cavallo di battaglia nel tentativo annunciato di cavalcarlo ma che è ancora chiuso nel box a ingozzarsi di fieno. A seguire, Castagna a Casamicciola e Del Deo a Forio – o chi per loro – tentano di edulcorare attraverso messaggi melliflui, per quanto è possibile, l’alta marea in cui navigano i rapporti politici e le relazioni zoppe nei rispettivi governi locali (proprio lunedì l’assessore Angela Albano ha rassegnato le dimissioni). Di Irene Iacono a Serrara Fontana, come ha rilevato il Senatore Domenico De Siano, dobbiamo attendere l’esito della sua amministrazione 

Sulla scia di Ferrandino, non sono da meno i suoi colleghi. Gaudioso in testa, seguito da Giacomo Pascale a Lacco Ameno che della vittoria elettorale sancita anche dal Consiglio di Stato ne ha fatto il suo cavallo di battaglia nel tentativo annunciato di cavalcarlo ma che è ancora chiuso nel box a ingozzarsi di fieno. A seguire, Castagna a Casamicciola e Del Deo a Forio – o chi per loro – tentano di edulcorare attraverso messaggi melliflui, per quanto è possibile, l’alta marea in cui navigano i rapporti politici e le relazioni zoppe nei rispettivi governi locali (proprio lunedì l’assessore Angela Albano ha rassegnato le dimissioni).

Di Irene Iacono a Serrara Fontana, come ha rilevato il Senatore Domenico De Siano, dobbiamo attendere l’esito della sua amministrazione ma, si può dire, che a giudicare dal tenore delle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane sia l’unica ad avere una visione d’insieme tanto del suo Comune quanto dell’incastro inevitabile di Serrara Fontana come parte dell’isola. Non a caso è stata l’unica a riflettere sulle possibilità potenziali di accesso ai fondi messi a disposizione dall’Europa e, perciò, a citare il Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia quale (unico) mezzo per soddisfare i criteri minimi d’ingresso al PNRR e intercettare le centinaia di migliaia di euro mediante progetti da elaborare per area omogenea – il territorio isolano, per intenderci – negli asset strutturali e infrastrutturali. Solo in questo modo si potrà favorire lo sviluppo e l’economia di un luogo a sei velocità ma che per gran parte del suo tempo neppure è capace di scaldare i motori o costruire e comunicare una “visione”. C’è chi parla, intanto, del Distretto Turistico quale scelta credibile ma bisogna essere realisti e porre l’accento su un aspetto: la Regione Campania non ha nessun interesse a consentire una sua eventuale costituzione anche perché si troverebbe a dover delegare, proprio al Distretto, alcune materie che oggi sono di sua competenza in ambito turistico.

Non a caso è stata l’unica a riflettere sulle possibilità potenziali di accesso ai fondi messi a disposizione dall’Europa e, perciò, a citare il Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia quale (unico) mezzo per soddisfare i criteri minimi d’ingresso al PNRR e intercettare le centinaia di migliaia di euro mediante progetti da elaborare per area omogenea – il territorio isolano, per intenderci – negli asset strutturali e infrastrutturali. Solo in questo modo si potrà favorire lo sviluppo e l’economia di un luogo a sei velocità ma che per gran parte del suo tempo neppure è capace di scaldare i motori o costruire e comunicare una “visione”. C’è chi parla, intanto, del Distretto Turistico quale scelta credibile ma bisogna essere realisti e porre l’accento su un aspetto: la Regione Campania non ha nessun interesse a consentire una sua eventuale costituzione anche perché si troverebbe a dover delegare, proprio al Distretto, alcune materie che oggi sono di sua competenza in ambito turistico 

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Tutto questo, però, meno per le motivazioni in parte comprensibili della Regione, più per quelle che riguardano i Comuni, suscita – o almeno dovrebbe, specie nell’opinione pubblica frammentata allo stesso modo dei suoi rappresentanti – tristezza e irritazione. Tristezza perché si potrebbe aprire per tutti noi una stagione di grandi attese se i sindaci e le amministrazioni le vedessero, non escludendo il ruolo fondamentale che le minoranze possono avere in questo momento, mentre ciò che si nota è la quantità enorme di energia riservata a nutrire il proprio ego politico che non a pensare a come dare esecuzione al Patto Strategico. Irritazione per la miopia ammnistrativa e una politica impegnata a lottizzare posti in sedi che contano, a favorire gli scorrimenti in graduatoria – legali, per carità – a persone legate da stretti rapporti e che avranno contratti a tempo indeterminato nel Comune di Ischia, verso cui è lecito provare repulsione. Fino a ragionare sull’inopportunità politica di certi comportamenti poiché tutto ciò rischia di condannarci all’ascolto di narrazioni farlocche nel tipico “bla, bla, bla” isolano, terreno di coltura degli ultimi venti o venticinque anni. Quasi tutto è sempre stato noto mentre le stagioni dell’indignazione, se mai ci sono state, non hanno prodotto nella collettività la cultura e lo sprono necessario per chiedere più trasparenza e indicazioni su come s’intende diminuire il carico fiscale e migliorare il turismo, il lavoro e, in generale, la vivibilità di una frazione, del Comune e dell’intera isola. A questo punto, proprio perché la condivisione d’intenti sembra un’utopia considerando le resistenze di ognuno, ci aspettiamo che qualche sindaco assuma da solo l’iniziativa convocando una riunione con i suoi colleghi sul Patto per lo Sviluppo.

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Quasi tutto è sempre stato noto mentre le stagioni dell’indignazione, se mai ci sono state, non hanno prodotto nella collettività la cultura e lo sprono necessario per chiedere più trasparenza e indicazioni su come s’intende diminuire il carico fiscale e migliorare il turismo, il lavoro e, in generale, la vivibilità di una frazione, del Comune e dell’intera isola. A questo punto, proprio perché la condivisione d’intenti sembra un’utopia considerando le resistenze di ognuno, ci aspettiamo che qualche sindaco assuma da solo l’iniziativa convocando una riunione con i suoi colleghi sul Patto per lo Sviluppo. Per portarlo avanti anche solo con chi fosse eventualmente intervenuto, lasciando agli assenti la patata bollente della responsabilità e delle spiegazioni che dovranno dare alla propria cittadinanza sui motivi che preferiscono la versione perversa dell’individualismo antipolitico 

Per portarlo avanti anche solo con chi fosse eventualmente intervenuto, lasciando agli assenti la patata bollente della responsabilità e delle spiegazioni che dovranno dare alla propria cittadinanza sui motivi che preferiscono la versione perversa dell’individualismo antipolitico rinunciando all’enorme flusso di soldi disponibili nel PNRR, compresi quelli della dimensione nazionale e regionale. Premessa 2. È strano come di una persona di stile, quasi un modello d’altri tempi, possano mancare i momenti che l’hanno resa tale fino a pensare che forse conoscerla prima sarebbe stata l’occasione per imparare di più. Gentile, ironica al punto da sembrare disillusa ma comunque cosciente quando parlava dell’isola e della sua popolazione che hanno bisogno di crescere e per affacciarsi all’età adulta e per farlo non si può che passare per una politica di tipo diverso, sono soltanto alcune delle caratteristiche che si potrebbero manifestare in una conversazione al telefono o al bar davanti a un caffè. Lello Pilato, l’ho conosciuto in questi ultimi dieci anni. Anche se le occasioni d’incontro si erano ridotte in questi ultimi tempi ogni volta che c’era occasione di incontrarci quei tratti particolari non mancavano di mostrarsi con lucidità inevitabile, con la tipica cognizione di chi non solo è pronto ad ascoltare l’altro ma è soprattutto disponibile a conoscere attraverso lo scambio reciproco, magari, per integrare ciò che manca sempre da qualche parte. Lello per me è stato questo e la sua prematura dipartita è stata fonte di un profondo dispiacere, pure per non averlo conosciuto prima.
Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci 

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