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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «I sicari di idee e proposte per cambiare l’isola d’Ischia»

Forse c’è chi se n’è accorto. In questo caso perdonate la ripetizione, è inevitabile. Sull’isola siamo piatti. La nostra attività neuronale – fatte le solite eccezioni –, pure se si muove o crede di farlo, resta vuota. Se sono stati molti, nei secoli, a suggerire che per tenere il cervello in allenamento bisogna (imparare a) pensare prima di parlare o agire, il consiglio dovrebbe esser valido ancora oggi. Riflettere è un’attività stancante, cui tanti non sono abituati.

Riflettere è un’attività stancante, cui tanti non sono abituati. Se poi si aggiunge che gli stessi riescono a pensare limitatamente alle parole di cui dispongono, nella necessità di far collimare il pensiero alle parole, non è difficile perciò incontrare il grigiore spaventoso della quotidianità estiva accompagnato da una monotonia disarmante che riproduce modelli di crescita obsoleti (che, si potrebbe dire, sono in linea con il numero limitato di parole a disposizione)

Se poi si aggiunge che gli stessi riescono a pensare limitatamente alle parole di cui dispongono, nella necessità di far collimare il pensiero alle parole, non è difficile perciò incontrare il grigiore spaventoso della quotidianità estiva accompagnato da una monotonia disarmante che riproduce modelli di crescita obsoleti (che, si potrebbe dire, sono in linea con il numero limitato di parole a disposizione). A ciò si associa la letalità della noia in alcuni ambienti che, costituiti pure da professionisti da cui ci si aspetterebbe qualcosa in più invece che lasciarsi sprofondare in conclusioni convenzionali e nei pregiudizi blindati dal “non si può fare”, raggiunge le vette dello stupore per precipitare rovinosa sul suolo dell’indifferenza.

La prima cosa che potrebbe venire in mente in assoluto sarebbe scappare lontano per lasciarsi dietro anche la compassione e chi abiterà il futuro dopo di noi. Per i giovani, “adulti” di domani, sono stati molti a urlare a squarciagola “dobbiamo farlo per i nostri figli”, non prima di aver gonfiato il petto con gli anabolizzanti della demagogia e poiché a questa sentenza divina non seguono i fatti, subentra la disperazione o la disaffezione alla politica. Pare impantanata in una sorta di colla contagiosa quest’isola, vi affondano pure alcuni «intellettuali» che dalla presenza spesso autoreferenziale hanno realizzato una piattaforma stabile per evitare di morire sotto il peso dell’inadeguatezza. In questa palude isolana, insomma, si amplifica l’assenza di confronto e mancanza di prospettiva, creatività, innovazione e quindi – per i più disattenti – “di-visione”. Se l’attuale si fonda su simili deficienze, il futuro allora non potrà che essere lo stesso. Non è un caso che ci troviamo inzuppati nei medesimi problemi di trenta o quarant’anni fa che sembrano peggiorati mentre il caos governa indisturbato.

Se l’attuale si fonda su simili deficienze, il futuro allora non potrà che essere lo stesso. Non è un caso che ci troviamo inzuppati nei medesimi problemi di trenta o quarant’anni fa che sembrano peggiorati mentre il caos governa indisturbato. Le idee per tentare soluzioni alternative, comunque, non mancano. Non sono mai mancate. Anzi ne siamo pieni e per ogni settore. Dalla mobilità sostenibile, al lavoro, dalla sanità alla politica economica, dall’elenco degli assi d’investimento contenuti nel Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia fino all’Unione dei servizi tra Comuni. Giacomo Pascale, ma non è il solo, sembra non essersene accorto

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Le idee per tentare soluzioni alternative, comunque, non mancano. Non sono mai mancate. Anzi ne siamo pieni e per ogni settore. Dalla mobilità sostenibile, al lavoro, dalla sanità alla politica economica, dall’elenco degli assi d’investimento contenuti nel Patto per lo Sviluppo dell’isola d’Ischia fino all’Unione dei servizi tra Comuni. Giacomo Pascale, ma non è il solo, sembra non essersene accorto. Tanto da chiedere nel suo commento dal titolo “Adesso diciamo basta agli indesiderati”, riguardo alla qualità del turismo sull’isola, “agli attori protagonisti della vita associazionistica, produttiva e imprenditoria del territorio di sedersi (a tempo debito) attorno a un tavolo per studiare una visione comune di quello che vogliamo essere nei prossimi vent’anni. E pazienza se alcune scelte dovessero essere dolorose, se servissero a garantire un futuro migliore allora ben vengano”.

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A questo commento del sindaco di Lacco Ameno ha risposto, toccando il merito della sua richiesta, Marcello De Rosa attraverso le pagine del giornale on line Ischia Press. Sembra, almeno finora, sia stato l’unico a ricordare a Pascale che “C’è qualcosa di fondo che non torna. Innanzitutto perché una serie di proposte sono state avanzate, scritte, lanciate e alcune pure protocollate presso i Comuni, dalle associazioni di categoria – come da Marco Bottiglieri e Francesco Pezzullo – oppure ripetute dal già Commissario dell’azienda di Cura e Soggiorno, Mimmo Barra, (aggiungo io, promotore del Patto per lo Sviluppo come dei numerosi appelli alla politica nel riuscire a programmare Ischia per i prossimi venti anni di cui il Patto Strategico è uno strumento), come dalla stampa locale attraverso firme non del tutto isolate. Inoltre c’è da rilevare ciò che si presenta come un dato incontrovertibile. Ossia che Pascale è uno dei sei sindaci di un Comune dell’isola d’Ischia e come i suoi colleghi ha il potere di decidere e cambiare rotta, oltre a quello che di norma non fa- come i suoi colleghi- cioè ascoltare, leggere, discutere nel confronto e nel merito. Chiedere ai cittadini che cosa si può fare, quando ci sono idee che ancora attendono di essere valutate da chi ha la facoltà di esercitare il potere di amministrare, sembra un paradosso irricevibile. È il sindaco di Lacco Ameno, insieme con i suoi omologhi degli altri Comuni, che deve informare, dirigere, accogliere e discutere con le associazioni di categoria, entrare nel merito delle proposte già presentate o scritte. Sono state stampate centinaia di parole sui giornali, avanzate proposte e idee, ogni giorno televisioni e quotidiani raccontano la cronaca di un’isola che non vuole cambiare.

A questo commento del sindaco di Lacco Ameno ha risposto, toccando il merito della sua richiesta, Marcello De Rosa attraverso le pagine del giornale on line Ischia Press. Sembra, almeno finora, sia stato l’unico a ricordare a Pascale che “C’è qualcosa di fondo che non torna. Innanzitutto perché una serie di proposte sono state avanzate, scritte, lanciate e alcune pure protocollate presso i Comuni, dalle associazioni di categoria – come da Marco Bottiglieri e Francesco Pezzullo – oppure ripetute dal già Commissario dell’azienda di Cura e Soggiorno, Mimmo Barra, (aggiungo io, promotore del Patto per lo Sviluppo come dei numerosi appelli alla politica nel riuscire a programmare Ischia per i prossimi venti anni di cui il Patto Strategico è uno strumento), come dalla stampa locale attraverso firme non del tutto isolate”

Fondamentalmente i giornalisti locali danno spunti e propongono richieste d’intervento per tentare di migliorare le cose. Inutile perciò arrampicarsi sugli specchi a metà agosto per ripetere ogni anno la stessa tiritera. Si tratta di un comportamento inaccettabile, soprattutto se la politica fa sempre le medesime cose girando in tondo su se stessa”. Infine, aggiunge De Rosa “le soluzioni ci sono da sempre ma i politici isolani, forse per non urtare la suscettibilità dei “poteri forti”, fanno continuamente proclami e chiedono “aiuto” ai cittadini. Il consiglio? Leggere attentamente ciò che la stampa locale riporta o rende evidente e, una volta per tutte, fare il (vostro) lavoro di amministratori amplificando la capacità di ascolto”. In definitiva come giustamente fa notare Marcello De Rosa, non mancano le idee. A venir meno però sono amministratori, imprenditori e quella parte d’isola, isolata dal resto del mondo, in grado di realizzarle, sempre pronti invece a esaudire la propria capacità di testimoniare illusioni e perdite di tempo raffinate attraverso richieste di tavoli tecnici con i rappresentanti delle associazioni. Che, per inciso, sono ignorati in modo quasi sistematico in ogni Comune poiché nessuno li ascolta, da molto tempo.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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La politica ischitana è un disastro totale: battibecchi da lavandaie di buona memoria, anche sui giornali, regna il caos, sembra quasi un miracolo che stando così le cose, l’isola resti ancora a galla!

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