LE OPINIONI

«Caffè Scorretto» «Oltre 70 milioni di buoni motivi»

Ci siamo. Sono 70 i milioni messi a disposizione per i comuni della Città Metropolitana di Napoli a seguito del Piano Strategico. Si comincia con i primi investimenti che, in questo caso, mirano alla riqualificazione del sistema viario per i 92 comuni e i quasi 4 milioni di abitanti che rappresentano il 60% della Regione Campania. La somma complessiva del Piano Strategico della Città Metropolitana è di circa 300 milioni di euro.

Con i primi 70 si comincia dalle strade, poi si affronteranno il tema delle scuole, dei parchi e quelli di altri asset che compongono il sistema complesso dell’ex provincia di Napoli. Il Piano Strategico, va detto, è qualcosa in più. Si aggiunge al sistema dei finanziamenti che, per bilancio, garantisce l’Ente condotto da De Magistris. Si tratta di unione di forze tra i comuni, gioco di squadra. Parliamo di questo, in definitiva. In tal senso possiamo introdurre anche le sei amministrazioni dell’isola e ciò che manca nel DNA dell’isola. Il sindaco De Magistris, per esempio, sarà presente nella Sala del Palazzo Reale, lunedì 28 ottobre prossimo, alle 18. L’incontro promosso dal Quotidiano Il Golfo e dalla testata juorno.it mira a stilare un Patto Strategico tra l’isola, le sue amministrazioni, e la stessa Città Metropolitana. Il fine è favorire le pratiche virtuose e tra le altre cose l’avviamento di progetti, e la conclusione di quelli già avviati, capaci di toccare temi come la pianificazione territoriale e quella dei servizi di trasporto.

Ci auguriamo anche quelli sull’isola. Così dovrebbe essere visto che siamo parte fondamentale della zona metropolitana. L’iniziativa è ottima. Il problema che è in agguato è la difficoltà di rendere produttivo e concreto un incontro di questo genere. I rischi di minimizzarlo e trasformarlo in una semplice passerella è alto. Non a causa degli organizzatori, certo che no, quanto per la presenza di una classe di amministratori che quando sente pronunciare “Piano” lo fa corrispondere alla lentezza come alla comprensione rallentata e all’attualizzazione di una dimensione da bradipo andante nella direzione del decadimento; e si vede. Quando sente ”Strategico”, invece, gli ricorda le sere in cui iniziavano una partita a Risiko che, magari, durava settimane. Mentre il comune di Forio si avvia alla “rotazione” della giunta, si presume che la nuova resterà in carica per 5 o 6 mesi, lasciando alcune figure invariate, come una squadra di calcetto pronta o quasi a partecipare al torneo amatoriale estivo, il problema è sostanziale più che formale.

Da Forio, infatti, siamo ancora in attesa che si avvii quel protocollo d’intesa di cui è capofila, firmato nel 2015, che promuove attività congiunte tra le amministrazioni isolane allo scopo di cooperare insieme, ricercare e investire i fondi necessari all’isola intera per occuparsi, concretamente, dei problemi in modo univoco. Si tratta di una contraddizione in termini, in definitiva. Da un lato c’è la Città Metropolitana che “chiede” l’inclusione e di collaborare con i comuni che la compongono, perciò è chiaro che quelli isolani vi sono compresi. Dall’altro le sei amministrazioni, nel frattempo, non riescono a mettersi insieme per raggiungere risultati “locali” degni di nota. Anzi ognuna continua a percorrere la via dei fatti propri, senza visione strategica in forza di una possibile cooperazione. C’è qualcosa che non torna. Oppure sì, torna. Torna indietro. E il gioco cui tempo fa si dedicavano gli amministratori odierni, non era Risiko ma un “banale” addestramento al Monopoli (o). E magari sarà questa la causa per cui la frattura tra i sei “feudi monopolizzati” resterà tale. Con la conseguente perdita di occasioni e opportunità fornite dalla richiesta di un patto strategico comune. E in tale scenario che ne sarà dei cittadini? Beh, se non vi sarà un passo in avanti nella visione, proprio da parte dei sindaci isolani, per loro, per noi, il futuro è segnato: tornare indietro, senza passare dal “Via” e senza un progetto fattibile e garanzia di fortuna.

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