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LE OPINIONI

«Caffè Scorretto»«Tutte le strade portano a Ischia, forse»

Ischia, domani. Anzi, oggi. Abbiamo compreso che il numero di auto, specie nel periodo estivo, è una difficoltà, un elemento di criticità che torna ogni anno. Tra quelle dei residenti e le altre sbarcate senza controlli marcati ai porti, il caos sulle strade isolane pare una costante aggravato dall’esercito di monopattini impazziti. La dichiarazione del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, nell’intervista di qualche giorno fa pare voler andare ben delineata sulla via della collaborazione tra i sindaci. Ne prendiamo atto.

Finora sembra l’unico ad affermare che non è più possibile sostenere una forma di individualismo localizzato nell’attività amministrativa dell’isola d’Ischia e che c’è bisogno di “visione”. «Quello che più mi affascina come amministratore – ha detto Pascale -, e con cui vorrei lasciare il segno, è quello di un discorso inter-isolano sulla mobilità sostenibile, mio pallino da diversi anni. Resto convinto che il più grande e grave problema dell’isola sia il numero di automobili, e questo è un progetto che non posso realizzare prendendo in considerazione soltanto Lacco Ameno, ma se i miei cinque colleghi hanno la stessa attenzione su questo tema, che io ritengo essere il più urgente, mi piacerebbe finire il mandato col tracciare questa rotta, mettendo in cantiere con tutti i Comuni in contemporanea un progetto di mobilità sostenibile che tenda alla riduzione del nostro parco macchine in un arco temporale tra i cinque e i sette anni almeno del 50%». Sembra in apparenza staccarsi, almeno a parole, dalla modalità media della politica di casa nostra e la sua indole lo proietta nell’idea – certa – che nessuno può fare bene se lavora da solo (indirettamente si tratta di una critica che rivolge anche a se stesso) trasformandosi così nel portavoce, a livello amministrativo, di quella vox populi che legge, osserva ed è attenta e a gran voce critica a volte duramente l’assenza di un’attività cooperativa tra i sindaci. Ciò che afferma il sindaco Pascale si può fare, non è difficile da realizzare se i suoi colleghi la pensassero allo stesso modo. Bisognerebbe chiamarli e chiederglielo. Allo stesso modo occorrerebbe domandare a Pascale e agli altri governatori locali, perché nessuno finora ha fatto menzione di quel Patto per lo Sviluppo (dell’isola d’Ischia) che loro stessi hanno firmato e deliberato nel 2015 o perché qualcuno (tra loro) ha paura di eventuali intromissioni da parte dell’Agenzia Regionale del Turismo che nel frattempo ne è divenuta capofila. Invece è questo lo strumento da riprendere per elaborare progetti, non soltanto sulla mobilità sostenibile perché lo si può utilizzare tanto per il rilancio dell’economia, attraverso il previsto sostegno ad imprese e lavoratori puntando alla destagionalizzazione, e per il trasporto pubblico quanto per la cultura, il recupero delle tradizioni locali e della sentieristica, dei borghi storici, tutto secondo lo schema previsto nel Patto strategico che a sua volta dà accesso a risorse regionali e nazionali ingenti per il ciclo di annualità 2021-2027.

Conosciamo quali sono i problemi, i dubbi, le incertezze e, ciò che accade in ogni estate come alla sua fine. C’è chi dopo il suo fermento diventa indifferente portandoci nel letargo invernale. Abbondano insomma le parole. Vi si lanciano spesso gli amministratori che non hanno una strategia di sviluppo che comprende atti fondamentali di politica economica per favorire Ischia nella sua totalità. Parole che hanno il particolare potere di ammaliare la folla per farla piombare in un sogno gradevole che qualcosa, in fondo, si sta muovendo. Si, ma cosa? Le persone sono sempre più distanti da ciò che accade. Al contrario bisogna coinvolgerle, perché hanno dimenticato – e questo dovrebbe ricordarglielo la politica – che la sopravvivenza dipende dall’andamento dell’economia dell’intera isola. Se questa va a fondo finiamo affogati, tutti. In caso di pericolo, le tracce per definirlo “imminente” ci sono tutte, chi sogna ha due possibilità: o si sveglia anche grazie ai segnali che ci mostrano che un problema c’è, esiste ed è reale (le liti tra tassisti, il turismo scadente, le continue risse a Casamicciola e le 2500 famiglie piombate in fascia di semi povertà che si rivolgono alla Caritas, sono soltanto alcuni di questi) o continua a dormire lasciando che le cose accadano. In tal caso non è da escludere l’inevitabile fallimento nella più completa stupidaggine e irrazionalità. Lo psicologo israeliano Daniel Kahneman dice che all’interno del nostro cervello sono in funzione due diversi sistemi. Un Sistema 1, legato al comportamento intuitivo ed emotivo che governa le emozioni come panico, paura, simpatia, disgusto etc., inoltre regola le emozioni come l’amore e il sentimento di giustizia. Il Sistema 2 è la parte razionale e calcolatrice che ci porta a pesare ciò che è meglio per il nostro benessere. Questi due sistemi sono in lotta tra loro. L’individuo è portato ad agire seguendo il Sistema 1, quello irrazionale, più veloce e più facile da usare. Il Sistema 2 comporta uno sforzo che non sempre viene realizzato perché, sempre secondo Kahneman, «il Sistema 2 è “pigro”».

Si potrebbe catalogare gli amministratori, capendo a quale “sistema” appartengono. «Abbiamo talvolta discusso tra noi, anche in modo acceso, però abbiamo trovato una sintesi con Casamicciola, Ischia, Barano, Serrara, tutti insieme. Che poi qualcuno possa essere più amico di uno o dell’altro, è nella normalità delle cose», dice ancora Pascale nell’intervista. Singolare è una storia venuta in evidenza un paio di giorni fa. Un residente di Forio nel 2005 si sposò con rito civile presso il comune di Ischia. Il matrimonio, poi, fu celebrato a Roma. Qualche giorno fa si è recato al comune di Forio per il rilascio di alcuni documenti e lì ha scoperto una cosa fantastica: per oltre 15 anni l’ufficio di Ischia non ha mai comunicato a quello di Forio che il signor X, appunto, s’era sposato, risultando nei documenti del comune di residenza ancora “celibe”. A Ischia c’è necessità di un’inversione di tendenza, passare dal Sistema 1 a quello migliore che è il 2. Lo stesso obbligo l’hanno i sindaci. Che possa esserci la possibilità di un primo cittadino più amico di un altro, è accettabile. Ciò che non si può acconsentire è che in nome di questa amicizia si creino e restino in piedi circuiti riservati a volte esclusivi, funzionali solo a quella “relazione”, capaci di inceppare il “sistema” della collaborazione sulle fondamentali problematiche che coinvolgono i sei comuni. Fosse anche il “semplice” dialogo tra gli uffici anagrafe. Possibile che i sindaci –a parte Pascale sulla base di ciò che ha dichiarato – facciano finta di non guardare che il proprio comune è incastrato con le sorti degli altri e che da queste dipendono le sorti di 70 mila abitanti?

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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