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Cari piromani vi scrivo…

Cari piromani vi scrivo. Perché mi distraggo un po’? No, non c’entra nulla la canzone del compianto Lucio Dalla e per la verità c’è anche poco da distrarsi. Perché con le performances che vi hanno visti protagonisti in questa calda estate 2017 di occasioni per distrarci proprio non ce ne avete regalate. Tutto quello che avete fatto, non a caso, ha meritato titoloni, copertine e prime pagine. Poco ma buono verrebbe voglia di dire, se non fosse che quello che avete combinato rappresentano porcate allo stato brado. Maronti, Montevico, Montecorvo e dintorni (si fa per dire dintorni): per la serie, disegnate solo capolavori.

Cari piromani, io spero che polizia o carabinieri possano prendervi e assicurarvi alla giustizia anche se non vi nascondo che a parecchi di noi piacerebbe trovarvi prima, magari proprio in uno di quei boschi in cui solitamente appiccate il fuoco prima di allontanarvi alla chetichella, da codardi quali siete. Sapete, uno di quei boschi lontano da occhi e orecchie indiscrete, dove anche noi comuni mortali ed ancora innamorati ed affezionati alla nostra bella isola potremmo rendervi oggetto delle nostre più recondite e celate pulsazioni da esseri umani violenti. Sì, lo so, mi diranno che queste cose non si dicono e non si scrivono ma francamente la voglia di poter trascorrere qualche ora di tempo a farvi saltare i denti c’è e sarebbe un qualcosa di assolutamente irrefrenabile.

Vedete, cari piromani, in fondo io in voi non vedo altro che la metafora, lo specchio di quello che è diventata la nostra isola. Diciamo, spesso, che i primi nemici di Ischia siamo noi ischitani e credo che voi – con le vostre luride azioni – non facciate altro che avvalorare e rafforzare questa corrente di pensiero. Distruggere polmoni verdi così, per gioco, come avete fatto voi, vuol dire davvero ammazzare questa terra. Cari piromani, se mi permettete vorrei sottolineare il fatto che voi siete peggio dei ladri e di una serie di delinquenti. Sapete, forse anche peggio di chi va a fare una rapina in banca: perché lui, il rapinatore, quanto meno entra in un istituto di credito con l’intenzione di delinquere e dunque di trarre un profitto, per quanto ingiusto ed illecito, per le sue tasche. Così come chi ruba in un supermercato, presumibilmente, lo fa anche perché ha la necessità di sfamarsi. Ora, cari piromani, mi sono preso la briga di consultare internet cercando qualcosa che mi facesse intendere cosa frulla nella vostra testa e quello che ne ho raccolto non depone certamente a vostro favore, al punto tale che dovrebbe indurmi a provare anche un senso di umana pietà per la testa bacata che vi ritrovate.

Un vostro identikit, infatti, è stato tracciato dallo psichiatra e criminologo Marco Cannavicci, nella veste di consulente del Corpo Forestale dello Stato. Ebbene, cari piromani, sentite un po’ in che termini si esprime sul vostro conto: “Il piromaneassiste sempre al divampare del fuoco da lui prodotto, in quanto l’appagamento psicologico non si esaurisce nell’atto di appiccare il fuoco, ma è determinato dall’assistere allo sviluppo e al divampare delle fiamme. Molto spesso si assicura la visione ravvicinata dell’incendio magari partecipando attivamente, con gli altri soccorritori, alle operazioni di spegnimento”. Finito? Macché, leggete il seguito: “La risonanza dei media– prosegue Canovacci – al fenomeno degli incendi contribuisce ad accrescere nel piromane il sentimento di compenso delle frustrazioni emotive e passionali legate al fuoco. I soggetti affetti da piromania, inoltre, sono osservatori usuali dei fenomeni d’incendio, lanciano falsi allarmi e mostrano, paradossalmente, grande interesse per le istituzioni, l’equipaggiamento ed il personale associato al fuoco. Cercano di diventare vigili del fuoco, magari fanno anche domanda di arruolamento”. Ecco, allora io proporrei una cosa. Invece che una taglia per scovarvi e tagliarvi le p…, propongo di mettere insieme un fondo per trovare il sistema per risolvere le vostre frustrazioni, emotive e passionali che siano. Forza, cari piromani, provate a sentirvi uomini diversamente e se proprio non ce la fate aiutateci a farvi curare. Ne va del nostro futuro, più che del vostro.

gaetanoferrandino@gmail.com

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