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Carmelo e lo sciopero della fame: «Sindaci, dove siete?»

Un mese di digiuno e condizioni di salute sempre più cagionevoli: tutto questo nell’assenza totale di sostegno da parte delle istituzioni isolane e non solo. E allora un comitato che racchiude diverse associazioni, lo IUS (Ischia Unione Solidale) rivolge un accorato appello anche ai primi cittadini

Una manifestazione di protesta di quelle toste, in grado di mettere anche a repentaglio la propria salute. E Carmelo Amente, noto parrucchiere di Ischia, probabilmente meritava un sostegno maggiore di quello che ha ricevuto. Il suo sciopero della fame, che taglia ormai il traguardo del mese, ha certo catalizzato l’attenzione mediatica e del mondo social ma non ha ricevuto il conforto del mondo istituzionale ed associazionistico della nostra isola. O meglio, non per quanto avrebbe meritato. Ma ecco che all’improvviso cambia la scena con un gruppo di associazioni che, riunite in un comitato, si stringono attorno al nostro concittadino che sta portando avanti una battaglia che – piaccia o meno – non è soltanto singola ma riguarda la collettività tutta.

Ecco perché autorevoli sigle finalmente sono uscite allo scoperto sposando la causa di Carmelo, per tutti Carmine, ed indirizzando una nota ai sindaci dell’isola d’Ischia. E i responsabili delle predette associazioni si rivolgono a Ferrandino, Castagna, Pascale, Del Deo e Caruso lanciando il loro appello ed esordendo così: “Il digiuno è un’antica e coraggiosa forma di protesta, un nobile strumento di lotta politica, usato per rivendicare una violazione dei diritti da parte dell’autorità. Carmelo Amente, Carmine il Parrucchiere, si ribella alla chiusura della sua attività digiunando da 28 giorni. Siamo a Ischia, ridente Isola del Golfo di Napoli, sottoposta alle misure restrittive che il colore rosso impone alla Regione Campania. Non scomoderemo la disobbedienza civile di H.D. Thoreau né l’obbedienza non è più una virtù di Don Milani: le regole si rispettano, perché disciplinano diritti e doveri. Ma si possono mettere in discussione, si devono mettere in discussione, affinché non trascurino la ragione per cui sono nate, dove la ragione è ‘il calcolo che sa commisurare la causa con l’effetto”.

Il documento è stato firmato dalle associazioni Libera, Caritas Ischia, Casa dei Bambini 12 Stelle San Michele, Catena Alimentare, Cobas Ischia, Cudas Ischia, Progetto Ischia e Ufficio di Pastorale Sociale della Diocesi di Ischia

Dopo la premessa arriva anche la presentazione di coloro che sostengono la causa di Carmelo e l’appello a primi cittadini prosegue: “IUS – Ischia Unione Solidale, è un comitato civico di solidarietà nato lo scorso anno durante la pandemia come atto di riscossa civica, per sostenere – e spesso surrogare – le Istituzioni nella cura dei bisogni delle persone. Un esercito di volontari, che è tale solo per la numerosità delle ‘falangi’ e che per andare avanti attinge al pozzo inesauribile dei valori della convivenza.

Persone con una acuta coscienza civica e impegnate per la cultura, l’ambiente, la solidarietà; persone che promuovono lo sviluppo di un’etica della vita civile e che praticano ogni giorno un nuovo civismo. Libera, Caritas Ischia, Casa dei Bambini 12 Stelle San Michele, Catena Alimentare, Cobas Ischia, Cudas Ischia, Progetto Ischia e Ufficio di Pastorale Sociale della Diocesi di Ischia sono oggi insieme per smentire che assenza sia più acuta presenza. Il dramma di Carmine si consuma tra indifferenza e superficialità: la sua forma di resistenza è ignorata, irrisa o compatita. Danni al fegato o ai reni, la cecità o la morte sembrano solo un proiettile in una rivoltella: una roulette russa in una serie tv. Dove siete, Sindaci? Dovete farvi carico della sofferenza sociale di questo nostro concittadino, colmarne il vuoto, riempirne il silenzio… ricordate? No Man is an Island… Noi presidieremo la Casa Comunale di Ischia, che è Casa dei Cittadini e quindi Casa di Carmine… e lo affiancheremo nel suo sciopero della fame, per consentirgli di interromperlo. Faremo del suo digiuno una staffetta e saremo i frazionisti che si danno il cambio per arrivare con lui, vincenti, all’arrivo”.

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Il monito: “Dove siete, Sindaci? Dovete farvi carico della sofferenza sociale di questo nostro concittadino, colmarne il vuoto, riempirne il silenzio… ricordate? No Man is an Island. Noi presidieremo la Casa Comunale di Ischia, che è Casa dei Cittadini e quindi Casa di Carmine”

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Ma poi anche ai sindaci isolani spetterà un compito e le associazioni che hanno compilato il documento lo esplicano nella fase finale dello stesso: “Voi chiederete modalità alternative di chiusura che contemplino l’alternanza di giorni, codici ateco, numeri civici… in un esercizio di responsabilità creativa che non potrà non essere recepito. Serve un’Azione Parallela tra Istituzioni e Società Civile. L’alternativa è una società impoverita e disgregata, minata dalle diseguaglianze, dalla sfiducia, dalla desertificazione dei valori e con le mafie, in agguato, pronte a colmare i vuoti che si sono creati. Il Comitato Civico di Solidarietà che abbiamo costituito è un campo largo per far convergere forze diverse sullo stesso obiettivo e fare del mutualismo una freccia scoccata verso il futuro. Non è semplice: come diceva Aldo Masullo, ‘l’empatia è uno sforzo di trascendenza della mente’… ma ce la possiamo fare”. Sperando anche, ci piace aggiungere, di fare presto perché un mese di sciopero della fame non può che arrecare danni al fisico di una persona che ha raggiunto i settant’anni di età. E allora forse è il caso che chi indossa una fascia tricolore vada a portare la giusta solidarietà a chi non chiede altro che poter tornare a lavorare. Un semplice gesto potrebbe in fondo anche servire a interrompere un digiuno che rischia di avere conseguenze drammatiche. Costa davvero tanto?

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Rossy

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Rossy

Di sicuro i sindaci non stanno dal parrucchiere.

antonio

Carmelo è furbo. lo fa solo per non farsi chiudere l’attività

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
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