POLITICA

Casamicciola, al Capricho pronti ad adottare lo “smart working”

La giunta pensa al “lavoro agile” come misura per ridurre i rischi di contagio da Covid-19: in tal modo alcuni dipendenti potranno operare da casa senza recarsi in ufficio

Al Capricho sono pronti a varare lo smart working. Il cosiddetto “lavoro agile” per i dipendenti comunali è l’oggetto della delibera di giunta approvata ieri dall’esecutivo guidato dal sindaco Giovan Battista Castagna, che arriva sull’onda della rapida serie di provvedimenti del Governo, ma anche della direttiva del Ministro della Pubblica Amministrazione dello scorso 25 febbraio, nella quale si invita “a potenziare il ricorso al lavoro agile, individuando modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura”, e alla successiva circolare del 4 marzo nella quale si spinge per agevolare ulteriormente l’applicazione dello smart-working come misura per contrastare e contenere l’imprevedibile emergenza provocata dalla diffusione del Covid-19.

Quindi meno presenza fisica negli uffici durante gli orari consueti di lavoro, e più attività flessibile, incentrata su risultati misurabili, favorendo la conciliazione del lavoro con la vita quotidiana, ma al contempo prevenendo le occasioni di vicinanza che potrebbero aumentare i rischi di contagio. La giunta ha quindi ritenuto di demandare al Segretario e al responsabile del personale l’emanazione di una circolare contenente le linee guida di dettaglio per la regolamentazione di questa modalità lavorativa straordinaria. Verranno seguiti alcuni criteri: innanzitutto il lavoro agile sarà assegnato ai lavoratori portatori di patologie, esposti maggiormente al contagio. Poi si terrà conto della maggiore distanza casa-lavoro per i dipendenti che si avvalgono di mezzi di trasporto pubblici, e infine lavoratori con particolari e motivate esigenze da valutare a cura del dirigente. Inoltre potranno essere individuato fasce orarie durante le quali il dipendente si renderà contattabile per esigenze di servizio. L’assegnazione del lavoro agile dovrà garantire comunque la continuità dei servizi ed essere compatibile con le caratteristiche delle attività ordinariamente svolte dal lavoratore, garantendo anche la sicurezza e l’integrità dei dati.

Una volta partiti, si monitorerà l’andamento di tale forma di lavoro flessibile nella fase sperimentare, per valutarne il reale impatto sull’organizzazione dell’ente, anche allo scopo di adottare, una volta terminata l’emergenza, una disciplina organica coerente con le indicazioni previste in maniera generica dalla normativa specifica sullo “smart working”. Infatti quella che sarà adottata sarà classificata come “misura organizzativa sperimentale urgente”.

La definizione di smart working, contenuta nella legge n.81 del 2017 pone in evidenza la flessibilità organizzativa, la volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e l’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto, come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone. Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento – economico e normativo – rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’Inail nella Circolare n.48/2017.

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