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«C’eravamo tanto amati», il “testamento” di Gianni Mattera

Il consigliere comunale ormai fuori dalla coalizione guidata da Francesco Del Deo si confessa in una lunga e inedita intervista a Il Golfo. Nella quale spiega i motivi del dissidio e si sofferma anche su diversi punti legati alla situazione politica all’ombra del Torrione

La tua rottura con la maggioranza ha fatto decisamente scalpore. Ma puoi spiegarci cosa è successo?

«In questo momento ad onor del vero non mi sento di parlare di rotture con la maggioranza, sono sincero. Magari c’è una condivisione, sia pure marcata, su alcune situazioni e tematiche ma utilizzare il termine rottura potrebbe essere improprio. Anche perché fino a questo momento non ho ricevuto comunicazioni di nessuna natura dal sindaco Francesco Del Deo né da altri rappresentanti dell’amministrazione comunale. Ho letto su Il Golfo di oggi (ieri per chi legge, ndr) alcune dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco Mario Savio, ma è chiaro che al netto di questo io mi aspetterei qualcosa di ufficiale dal primo cittadino. E fino a questo momento non è successo nulla di tutto ciò».

Il sindaco dice che chi non vota il bilancio è da ritenersi fuori dal progetto politico, ieri Mario Savio a Il Golfo ha detto che non presentarsi in consiglio in un’occasione così importante è un atto che rende inevitabile la scissione. Cosa rispondi?

«Innanzitutto mi preme precisare che il luogo ideale dove certe posizioni e situazioni andrebbero chiarite sia il consiglio comunale e credo che su questo siamo tutti d’accordo. Io non sono abituato a puntualizzare determinati aspetti attraverso i giornali o i mezzi di informazione in generale, con me si parla chiaro e quindi lo si fa nelle sedi istituzionali. Anche perché in quel momento e in quel contesto consiglieri comunali e cittadini possono essere messi a conoscenza di determinate posizioni in maniera chiara e senza possibilità di generare equivoci di sorta».

Dopo la tua assenza al consiglio, hai più avuto modo di confrontarti con il sindaco Francesco Del Deo, magari anche nel corso di qualche incontro casuale?

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«Beh, Forio non è certo una metropoli, ma un piccolo paese. Dunque ho avuto modo di incontrare Francesco Del Deo per strada, così come ho incrociato anche il presidente Michele Regine ed anche lo stesso Mario Savio. In tutte le circostanze c’è stato un saluto cordiale ma certo non ci siamo messi a discutere di politica».

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«Altri mal di pancia in maggioranza? Dovete chiederlo al sindaco, io mi limito a dire che è una cosa risaputa da un bel pezzo che io nutrissi un palese senso di insofferenza e malcontento all’interno della maggioranza per il modo in cui sono stato accolto, prima ancora che trattato…»

Tu che l’hai vissuta da dentro, la maggioranza di Del Deo è salda oppure all’interno ci sono anche altri malcontenti?

«Questa è una cosa che andrebbe chiesta al sindaco, in fondo è lui che deve sincerarsi di avere saldo il polso della situazione. Per quanto mi riguarda, mi limito a dire che è una cosa risaputa da un bel pezzo che io nutrissi un palese senso di insofferenza e malcontento all’interno della maggioranza per il modo in cui sono stato accolto, prima ancora che trattato…».

Abbi bontà, spiegati meglio.

«Chiarisco il concetto in maniera più chiara ed esplicita. In poche parole, io sono stato l’ideatore e il capolista di un raggruppamento politico che alle passate elezioni amministrative del 2018 ha portato in dote a questa compagine circa 700 voti di cui 340 personali e non mi sembra un risultato disprezzabile. Nonostante questi numeri, non ho mai fatto richieste di occupare posti di una certa rilevanza all’interno dell’amministrazione, ma mi sono limitato a chiedere di poter svolgere il mio ruolo di consigliere comunale e di essere reso partecipe e coinvolto in quella che era l’attività di governo del paese. E che mi fosse consentito, evidentemente, di dare il mio contributo alla causa. Ebbene, vuoi sapere qual è stata la risposta della maggioranza?».

Ci mancherebbe, sono tutt’orecchi.

«Che dopo sei mesi un assessore, che tra l’altro era di fatto la mia rappresentanza all’interno della giunta comunale (Luigi Patalano, ndr) è stato mandato a casa con il pretesto di creare un virtuoso criterio di alternanza all’interno dell’esecutivo. Il problema è che questa alternanza non l’ho poi riscontrata negli altri raggruppamenti politici che sono presenti nella maggioranza: insomma, quello è stato l’unico avvicendamento. E’ chiaro che di fronte a questo stato di cose ho chiesto spiegazioni senza mai ottenere un solo straccio di risposta. Ecco, già questo basterebbe a far capire qual è stato il clima che ha caratterizzato questi tre anni trascorsi in consiglio comunale e in seno a questo consiglio comunale. Tengo a precisare che per la verità ci sono anche ben altre motivazioni, ma le racconterò in quella che come ho già detto ritengo la sede più idonea e opportuna e cioè il consiglio comunale».

«Dopo sei mesi di amministrazione, l’assessore di mio riferimento è stato mandato a casa con il pretesto di creare un criterio di alternanza. Il problema è che questa alternanza non l’ho poi riscontrata negli altri raggruppamenti politici: quello è stato l’unico avvicendamento. Ma quando ho chiesto spiegazioni non ne ho ottenute»

Gli eventi che hanno portato al tuo addio alla maggioranza hanno fatto rispuntare come per incanto il nome di Franco Regine? Ma è davvero ancora spendibile l’ex sindaco?

«Beh, anche in questo caso ti rispondo che non devo essere certamente io a pronunciarmi a riguardo. Se e quando sarà il momento saranno gli elettori a dire la loro e il giudizio come al solito sarà inoppugnabile. Personalmente voglio che si sappia a chiare lettere che io non ho avuto nessun tipo di contatti con queste parti politiche, negli ultimi giorni così come in un passato recente. Certo, a Franco Regine mi legano dieci anni di amministrazione vissuti a braccetto, in cinque dei quali ho anche ricoperto la carica di vicesindaco. La verità è che hanno messo una serie di illazioni in giro per il paese, parlando di presunti contatti proprio con Regine e altri esponenti della politica foriana. Non c’è nulla di vero in tutto quello che si dice, sono al corrente (perché ho il polso di quello che accade in paese) di una serie di incontri e riunioni tra soggetti che si stanno parlando e che non fanno parte dell’attuale maggioranza, ma io sia nel presente che in passato non ho incontrato nessuno. Fatta eccezione per aver accettato un invito a prendere un caffè, ma davvero si è trattato di una chiacchierata informale. E vorrei aggiungere un’altra cosa…».

«Franco Regine? Al di là delle illazioni che hanno fatto circolare ad arte non ho mai discusso con lui di un probabile ritorno sulla scena politica, rispetto il mandato che mi è stato conferito dagli elettori. Se lui è ancora spendibile? Nel caso saranno eventualmente gli elettori a deciderlo, non certo il sottoscritto»

Prego.

«Io sono stato eletto con questa maggioranza e ho sempre tenuto la barra del timone dritta nel rispetto di ben 340 persone che hanno creduto in me affidandomi il mandato di contribuire ad amministrare questo paese. Prendo atto che adesso le posizioni sono un attimino cambiate perché sono mutati gli eventi ovviamente per cause che non sono dipese dalla mia volontà. La verità è che non sono stato messo in condizione di portare avanti un progetto politico, e questo deve essere chiaro a tutti».

E’ possibile alle prossime amministrative un connubio tra il gruppo storico di Franco Regine e l’attuale minoranza? Insomma, tutti uniti contro l’attuale amministrazione? O è ancora presto per fare discorsi del genere?

«E’ presto per fare previsioni del genere, i tempi non sono ancora maturi. Mi piace però sottolineare che rimango della convinzione che questa attuale maggioranza debba continuare a portare avanti il mandato che gli è stato conferito tre anni fa dal popolo di Forio. Io ho solamente chiesto, una settimana o dieci giorni prima dallo svolgimento dell’ultimo consiglio comunale, un chiarimento che poteva tradursi nella convocazione di una riunione di maggioranza (che non si è mai svolta nel corso dell’intera consiliatura) o magari anche di pre consiglio. Quella è stata la mia ennesima richiesta alla quale ancora una volta non ha fatto seguito una risposta di alcuna natura. Ecco perché rimango sempre in attesa che ci sia un chiarimento, ma è evidente che se ciò non dovesse accadere e continueranno le affermazioni pronunciate a mezzo stampa dovrò trarre le mie conclusioni e regolarmi di conseguenza».

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