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Collaborare è un po’ morire

 

di Graziano Petrucci

Premessa 1. Terremoto atto 9. Se ci fosse una giuria come nei programmi nazional popolari, i talent show, “Tu si que vales” o “X factor”, potremmo giudicare la performance settimanale o giornaliera di ogni sindaco isolano e del suo gregge di pletora in questo momento di confusione e transizione post terremoto (che, si badi bene, durerà ancora per molto). Ne verrebbe un programma a tratti monotono, noioso – perché, questo il presupposto, ognuno dei governi locali si riconosce in una propria idea d’immobilismo amministrativo – ma pur sempre originale, grazie all’aiuto di persone che potremmo chiamare ad alzar palette e secchielli – dopo avergli promesso le caramelle sennò non vengono –  guidate a loro volta da polemici d’eccezione con il proprio contributo inutile nel triste palinsesto dell’isola. La cosa potrebbe essere innovativa tanto da richiamare in prima linea pure giornalisti e intellettuali nostrani con lo scopo di invitarli ad aprirsi alle collaborazioni invece che restare chiusi in camere asettiche, per non dire ermetiche. Sì, il contributo – avviso i disinformati – sarebbe inutile. Perché sappiamo che a gran parte dell’opinione pubblica non interessa un fico secco di niente se dentro un dibattito non s’incastra un bisogno o un interesse che la riguardi. Per ottenere qualche risultato accettabile c’è necessità, perciò, tanto di parlare di ciò che occorre alla gente quanto degli strumenti normativi che i sindaci, in particolare di Lacco Ameno e Casamicciola cioè i territori colpiti dal sisma, avrebbero a disposizione. Intanto le conferenze che parlano di terremoto e sfollati si stanno moltiplicando. Un elemento positivo visto che sull’isola non c’è mai stata in un tratto di tempo tanto breve una produzione così poderosa di appuntamenti che quasi si dovrebbe dire grazie alla Natura per averci stimolato il cervelletto. Peccato che in certe occasioni, a guastare la festa sulla pretesa di incoraggiare un’attività di sinergica collaborazione su questo genere di problemi, ci sia (stato) qualche professionista dell’informazione ancorato a un suo dissapore che, sebbene legittimo, non si è dissolto e per conseguenza ha investito l’argomento e chi quell’appuntamento l’aveva organizzato. Per capirci, il “workshop” dal titolo “Dal Terremoto alla ricostruzione” al quale erano presenti il Sindaco Pascale, mentre il primo cittadino di Casamicciola ha inviato un suo delegato, – incontro organizzato da “Progetto Ischia” con l’aiuto di OS.IS e del Consorzio Sant’Angelo: la tua vacanza di qualità e IL GOLFO media partner- per la presenza del quotidiano ha fatto storcere il naso ad alcuni giornalisti locali ai quali non è fregata una mazza neppure di approfondire l’argomento, snobbando la possibilità di parlare di case in bio edilizia, quale soluzione pratica, per le persone che hanno perso l’abitazione a causa del terremoto. Ognuno però si sta adoperando per realizzare o seguire, oggi, la “sua” conferenza sul sisma. Legittimo, anche questo. L’importante, val bene chiarirlo, è riuscire a dare a tutti, e in modo semplice, quel complesso di informazioni per la risoluzione fattiva di problemi che rischiamo di trascinarci per anni. La mancanza di collaborazione, intanto, si può dedurre, equivale un po’a morire. A lasciar cadere l’antro di potere personale in favore di quella cara utilità collettiva non ci ha pensato nessuno. Guarda caso siamo davanti alla stessa condotta che adottano le amministrazioni mentre, al contrario, certe difficoltà comuni dovrebbero affrontarsi unitariamente ma a prevalere è la sindrome del piedistallo. Quanto è triste sapere, però, che certi “professionisti” dell’informazione non siano riusciti a gettarsi alle spalle la permalosità tipica dell’adolescenza.

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