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CULTURA & SOCIETA'

Come sul Pizzone di Testaccio nacque un’oasi di mimose e profumi

Durano tuttora sulla collina, una manifestazione di profumi della Festa della Donna e di San Valentino

Facciamo introdurre da Papa Francesco nella Enciclica “Laudato Sì” la preghiera che rivolge a Dio Creatore e Signore Bellissimo nel mondo universale, circostante, visibile. Possiamo dire che accanto alla rivelazione propriamente detta e contenuta nelle Sacre Scritture c’è, quindi, una manifestazione divina nello sfolgorare del sole e nel calare della notte, io esprimo la mia sacralità decifrando lo stupore dinanzi a quello immenso del mondo (Laudato Sì, 86). Proprio durante la Festa di Capodanno del 1980, a piano terra della vecchia casa (acquistata nel 1959) su Via Regina Elena 23 la mia carissima, buona e pia nonna mi donò con un suo scritto ològrafo suo fondo di circa 750 mq sul Pizzone tra la Guardiola e San Costano. Lo ricordavo da piccolo, quando tornato dall’Argentina nel luglio del 1956, per l’assolata vendemmia di vigneto riparato da filari a ‘vranghe’ di ginestre a riparo contro il vento sulla costa. Ora invece in abbandono, purtroppo vi resisteva una ‘pagliarella’ per utensili agricoli dove l’infaticabile mia nonna riposava un tempo di notte nella buona stagione. Ma tutto era coperto ormai di tanti rovi, arbusti selvatici: dal Ralo al Pizzone, San Costanzo e al Monte Cotto: era tutto abbandono, sterpaglie e macerie di parracine e fossi-conigli. Non c’era nemmeno un filo d’ombra d’albero sotto il sole e l’ambiente affacciato sul mare ed esposto al versante meridionale dell’isola. Era invivibile che per la nascente famiglia avevo comprato una capra da latte dal pastore Francesco Mattera a Calimera, ma poi il disastro di inquinante Chernobyl me ne bloccò la mungitura. I miei familiari spezzarono le zappe per liberare dai rovi le dure sterpaglie e le dure radici. Un tempo le catene di terra degradanti a picco sul mare della Scarrupata erano ricche di piante di ulivo (e olio) fichi d’India, chichierchie, orzo, vigneti, ma purtroppo le annuali “pulizie” incendiarie – come avviene tutt’ora -le avevano appassite, o distrutte , ma spesso si riprendevano con nuovi virgulti usciti dalle radici. Potenza del creato. La zona era disabitata, tranne la vecchia casa dell’ex Amico sindaco Arcangelo Mazzella (impiegato EVI che vi piantava pini, eucaliptus, alberi di frutta) tenuta da una coppia nomade con figli lì avuti amante della natura incontaminata. Che fare per un po’ d’ombra? L’Amico Avvocato Giuseppe Di Meglio possedeva alla Starza diverse rigogliose piante di mimose e ne raccolsi alcune piantandole in un angolo del fondo di fronte al giro del caldo sole.

Dalla vicina piscinetta dell’amico Giorgio Di Scala di Piedimonte ebbi la gentilezza di acqua per abbeverare le piante comprate da Leonardo Guarracino- E quegli “schiuoppi”di mimose furono fecondi di vivi colori gialli e profumi delicati, ma soprattutto di fresche ombre che si diffusero anche altrove e pannocchie di belle efflorescenze si sporgono dal fondo della mia nonna Maria Giovanna Di Iorio – vedova Di Scala, come ad offrirsi al gratuito spettacolo d’inizio primavera e alla tradizionale “Festa della donna”(dal latino domina-domna-donna=signora, padrona. Ancora oggi, a altre 40anni, in questa annuale ricorrenza della Festa della donna i numerosi appassionati e passanti ne vanno alla ricerca per addobbare (e ne sono lieto) di colori e profumi la propria casa e le Chiese, le processioni, le scuole: la Festa della Donna , quella della Vita e quella degli innamorati . Non solo, ma i rami rigogliosi forniscono poi anche legna secca per il riscaldamento del focolare e il freddo. (Ricordo con dispiacere che fui denunciato e assolto con formula piena per la baracca esistente con conigliere dal giudice Dott. Albino Ambrosio). Infatti erano scomparse la Guardiola di mia nonna, vecchie parracine crollate, frane, e sentieri che portavano dal Ralo al Cotto. Era arrivato il denaro abbondante tutt’ora una mulazza sosta nel bosco di castagne, ma il benessere, grazie a Dio, deve tuttavia sempre armonizzarsi col Creatore e il creato. Tuttavia è viva la mite mimosa e fiorisce ancora dando gratuita felicità ai cuori sensibili : “ Memento, homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”(mercoledì due marzo ‘Le Ceneri” inizia la Quaresima, ricordandoci che “l’attaccamento al denaro è la causa di tutti i mali”(1Tim 6,10). Dio ha scritto un Libro stupendo anche sull’avito Pizzone le cui lettere sono la moltitudine di creature presenti dell’universo. Dai più ampi panorami alle più esile forme di vita, la natura è una continua sorgente di meraviglia e di riverenza. Sempre i fiori adornano gli altari delle Chiese e dei Divini Tabernacoli a gloria di Dio Creatore e Signore del cosmo, dal greco “kosmos”=Bellezza. Dio è Bellezza infinita ! E sia per tutti sempre così !

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani MSM; docente Liceo; poeta; emerito ANC-Ass naz Carabinieri (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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