CRONACA

Continuano i sopralluoghi del geologo sui luoghi della frana

Aniello Di Iorio lancia un nuovo allarme: “L’imbocco alla Cava Ervaniello è ostruito da detriti. Andando verso Cava Sinigallia si trovano diverse frane e alcune che sono prossime a staccarsi. I terreni sono saturi di acqua”

Aniello di Iorio, il geologo isolano, che già domenica è stato sui luoghi della frana, continua nelle sue perlustrazioni in montagna, per una ricognizione delle situazioni esistenti ed eventuali criticità. “Ho perlustrato le zone a monte delle cave di Cava Ervaniello e Cava Sinigallia. Via Ombrasco si affaccia in gran parte sulla Cava Ervaniello nella parte più alta vi sono frane sia recenti che più antiche”, spiega. “Dalla presenza di piccoli alberelli sulle pareti franate, penso che il materiale si sia distaccato da 1-2 anni. Inoltre vi sono anche frane molto recenti che possono essersi staccate durante il diluvio del 26 novembre scorso. Il materiale staccatosi dalle pareti non ha ancora avuto la possibilità di defluire verso Piazza Bagni e poi verso il mare”. Già lunedì Di Iorio aveva lanciato un allarme sulla possibilità di nuove frane. Ed oggi, rincalza: “L’imbocco alla Cava Ervaniello è ostruito da detriti”. Ciò significa che “sarebbe meglio liberare la parte ostruita in modo che il materiale presente dietro al tappo possa defluire e non accumularsi per poi straripare con forza violenta mettendo in pericolo vite umane”. E non solo. “Andando verso Cava Sinigallia – continua il geologo – si trovano diverse frane e alcune che sono prossime a staccarsi. I terreni sono comunque saturi di acqua ed in alcuni casi ancora più di quelli accertati ieri in zona Celario, sembrano sabbie mobili”. Per il geologo in ogni caso “I gabbioni messi in posto dopo la frana del 2009 a via Pera di Basso hanno resistito bene alle intemperie ed alla pressione del terreno. Circa una 20 di metri più a valle dei gabbioni, avendo tralasciato di mettere gabbioni a protezione delle frane, si sono staccate diverse frane con un esiguo apporto di materiale che ha raggiunto sicuramente Cava Sinigallia, poi Piazza Bagni ed infine il mare”.

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