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Corruzione a Procida, notificato l’avviso di chiusura indagini

PROCIDA – E’ arrivata ad una svolta significativa l’indagine condotta dalla Procura della Repubblica, che ha visto parte attiva i carabinieri della Compagnia di Ischia, relativi agli episodi di corruzione e non solo che si sono verificati sull’isola di Procida e che hanno portato ad una serie di misure cautelari tra cui gli arresti domiciliari per l’ex comandante della polizia municipale Giuseppe Trotta e per la sua assistente Maria Grazia Costagliola di Polidoro. Oltre, e il particolare è tutt’altro che trascurabile, all’iscrizione nel registro degli indagati di ventitre persone coinvolte a vario titolo nell’attività investigativa che è stata denominata Final Berth, e cioè sbarco finale. Tutti gli indagati hanno ricevuto proprio in queste ore, per il tramite dei legali presso i cui studi hanno eletto domicilio, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. L’atto in questione, ai sensi dell’art. 415 bis del codice di procedura penale, contiene come da prassi la sommaria enunciazione del fatto che viene contestato e l’indicazione delle norme di legge violate nonchè la data ed il luogo del fatto contestato e l’avvertimento che i documenti relativi agli atti di indagine sono depositati presso il PM e che l’indagato ed il suo difensore possono consultarli ma anche l’avviso che l’indagato – entro e non oltre i venti giorni dalla notifica del provvedimento può presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione delle indagini investigative, chiedere al PM nuovi atti di indagini, ovvero può chiedere di essere sentito a spontanee dichiarazioni o essere sottoposto ad interrogatorio. Una circostanza, questa, che nel caso di specie non può essere esclusa a priori, in primis considerando proprio l’enorme numero di soggetti coinvolti nell’inchiesta e poi soprattutto l’eventuale ruolo marginale che qualcuno di loro potrebbe occupare all’interno della stessa. Insomma, qualche avvocato ed il suo assistito potrebbero giocarsi questa carta, magari con l’intento di riuscire ad evitare proprio in extremis il rinvio a giudizio, che significherebbe inevitabilmente l’inizio di un processo che si preannuncia lungo e tortuoso.

L’iter burocratico-giudiziario, a questo punto della vicenda, è abbastanza delineato. Detto che il pubblico ministero dovrà necessariamente provvedere ad eventuali interrogatori, non avendo alcuna possibilità di negarli a chi dovesse farne richiesta, successivamente lo stesso potrà chiedere il rinvio a giudizio (come accade ovviamente nella stragrande maggioranza dei casi) oppure avanzare richiesta di archiviazione. Al di là di quelle che sono le risultanze che emergeranno dall’indagine è opportuno ribadire che l’inchiesta in corso – secondo alcune fonti decisamente attendibili – è da ritenersi tutt’altro che conclusa: una serie di fatti accaduti cronologicamente dopo quelli contenuti nell’informativa di reato prima e nell’ordinanza di custodia cautelare poi, sarebbero stati stralciati proprio per non allungare troppo i tempi. E’ chiaro dunque che il clima che si respira in quel di Procida resta pesante perché anche attraverso una serie di riscontri quali intercettazioni ambientali e soprattutto telefoniche, potrebbero spuntare anche altri fatti penalmente rilevanti con la conseguente iscrizione nel registro degli indagati di altri soggetti fin qui rimasti lontano dai “riflettori” e soprattutto dalla scure della Procura della Repubblica. Nel frattempo, in attesa di conoscere le decisioni della magistratura, è appena il caso di sottolineare come i due indagati principali di questa complessa indagine, ossia proprio Giuseppe Trotta e la Costagliola di Polidoro, si trovino anche detenuti agli arresti domiciliari, dal momento che il Tribunale del Riesame ha respinto le rispettive istanze di remissione in libertà ritenendo fondato il quadro accusatorio e sussistenti di rimando i gravi indizi di colpevolezza. Un aspetto, questo, che lascerebbe intravedere come il rinvio a giudizio ed il processo siano praticamente inevitabili. Ma l’ultima parola spetterà all’autorità giudiziaria. E, dopo la notifica dell’avviso di chiusura indagini, certo non tarderà ad arrivare.

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