Villa Mercede, riesplode la crisi occupazionale
Preoccupazione dopo la decisione dell’ASL Napoli 2 Nord di internalizzare la gestione della struttura. A rischio il futuro lavorativo di circa quaranta famiglie isolane impiegate da anni nei servizi assistenziali. La presidente della Croce Rosa, Lucia Rosa Iacono, ha lanciato un appello alle istituzioni locali e regionali

Preoccupazione crescente a Serrara Fontana per il futuro occupazionale dei lavoratori della R.S.A. Villa Mercede, storica residenza per anziani dell’isola d’Ischia. La decisione dell’ASL Napoli 2 Nord di non procedere all’avvio di una nuova gara d’appalto e di internalizzare la gestione della struttura rischia di lasciare senza certezze circa 40 famiglie isolane, da anni impiegate nella R.S.A. come infermieri, operatori socio-sanitari e personale di supporto. Sulla vicenda è intervenuta la presidente della Croce Rosa, Lucia Rosa Iacono, che ha indirizzato una nota-appello a numerose autorità istituzionali, civili e religiose. Iacono ha indirizzato la sua nota alla direttrice dell’ASL Napoli 2 Nord Monica Vanni, al presidente della Regione Campania ed all’assessore alla Sanità, ai sindaci dell’isola d’Ischia, al prefetto di Napoli, al procuratore della Repubblica, al commissariato di polizia, alla Compagnia dei Carabinieri, alla Compagnia della Guardia di Finanza, al vescovo d’Ischia, agli organi di informazione e per conoscenza al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed al presidente del consiglio Giorgia Meloni.
Nella sua nota Rosa Iacono esordisce scrivendo: “La storia della Casa di Riposo per Anziani Villa Mercede è iniziata circa 30 anni fa, nel 1991, allorquando una signora, tale Alfonsina Mezzadra, originaria di Serrara Fontana, benestante e senza figli, ebbe l’idea di comprare un terreno e mettere a disposizione dei fondi per far realizzare una Casa di Riposo per anziani nella località di Fontana a ridosso della Parrocchia della Madonna della Mercede. I fondi ed il terreno passarono nella disponibilità della Chiesa di Fontana la quale, rispettando la volontà della donatrice, diede subito inizio ai lavori e nel giro di qualche anno fu costruito il grezzo ma, forse per mancanza di fondi o per altre motivazioni di carattere burocratiche, i lavori si bloccarono e la situazione rimase in stallo per oltre 10 anni. Nel corso di questi 10 anni, la sottoscritta e tanti altri residenti di Serrara Fontana hanno cercato in tutti i modi possibili di sbloccare la situazione di stallo e mantenere in vita il progetto originario per il fatto che sarebbe stato un vero peccato non portare a termine la volontà della donatrice ma anche per non perdere quella che poteva rappresentare una occasione di sviluppo per l’intera comunità di Serrara Fontana allora alquanto sconosciuta dai tanti visitatori dell’isola d’Ischia. Sono state tante le battaglie condotte dalla sottoscritta, coadiuvata da altri cittadini isolani, sono stata più di una volta sulla rete nazionale, portando la RAI a Fontana in modo che tutti potessero vedere attraverso le telecamere la situazione di quella struttura lasciata a metà percorso che rischiava di diventare una delle tante opere iniziate e mai finite che ancora esistono in Italia.Alla fine il nostro sforzo fu premiato ed anche con il valido contributo dell’allora responsabile dell’ASL dott. Piero Cerato la struttura entrò nella disponibilità della stessa ASL che la portò a termine e la mise in funzione il 25 marzo del 2005”.
La vicenda riguarda una realtà storica dell’assistenza agli anziani sull’isola d’Ischia. Cresce l’attesa per chiarimenti e garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali
Poi Rosa Iacono arriva al punto e al nocciolo della questione denunciando senza mezzi termini lo stato dell’arte: “La R.S.A., pur essendo di proprietà dell’ASL Napoli 2 Nord, è stata sempre gestita, attraverso bande di gare regolari, da alcune cooperative che nel tempo si sono susseguite le quali hanno utilizzato personale locale quali infermieri, O.S.S. ed altro. Ora accade che essendo scaduto l’ultimo contratto di appalto, l’ASL Napoli 2 Nord, pur avendo preparato la nuova gara di appalto, per motivi che non si conoscono, ha deciso di non avviare la nuova gara e provvedere in proprio alla gestione della struttura, sembra che ciò accadrà a partire dalla metà del mese di gennaio in corso. Tale decisione, se da un lato sembra essere positiva in quanto l’Ente Ospedaliero dà sicuramente maggiori garanzie di migliore funzionalità, dall’altro mi preoccupa tantissimo per la situazione occupazionale dell’attuale personale locale isolano del quale non si conosce se verrà assicurato loro un futuro lavorativo. Si tratta di circa 40 famiglie isolane che attualmente vivono con i proventi di questo lavoro e che hanno contribuito, nel corso di questi 20 anni di attività della struttura al suo miglioramento funzionale sobbarcandosi turni di 12, 24 ed anche 36 ore lavorative pur di non lasciare i vecchietti soli. Per tutto ciò, lancio un accorato invito a tutti i sei sindaci dell’isola d’Ischia a non lasciare soli questi lavoratori perché si sa che, chi perde il lavoro, perde anche la propria dignità ed è proprio compito delle Istituzioni cercare di salvaguardarla”.






