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CULTURA & SOCIETA'

Cyberbullismo: connessioni pericolose

Minacce e offese su internet, il fenomeno più violento del momento.

Il cyberbullismo è un fenomeno contemporaneo di violenza e prevaricazione messa in atto da una persona o da un gruppo contro una vittima.

Avviene tramite tecnologie digitali e per essere tale occorre che sia prolungata nel tempo.   

Il cyberbullismo è una forma di prepotenza virtuale attuata attraverso Internet e le tecnologie digitali. Come il bullismo tradizionale, è una forma di invadenza predominante e di oppressione reiterata nel tempo, perpetrata da una persona o da un gruppo di persone nei confronti di un’altra percepita come più debole ed è un fenomeno che interessa ragazzi e bambini di ogni età e genere, essendo    legato a numerosi bisogni della crescita espressi in modo problematico, come la paura di essere esclusi o la ricerca dell’ammirazione degli altri.

Con Internet, telefonino e altre tecnologie il cyberbullismo può colpire 24 ore su 24, ovunque si trovi il ragazzo o la ragazza presa di mira, e nemmeno casa può essere un rifugio sicuro.

Il cyberbullismo ha un pubblico potenzialmente enorme anche se in parte può rimanere anonimo, proprio questo può spingerlo a colpire in modo ancora più aggressivo e violento, dicendo cose che dal vivo non direbbe. Le conseguenze possono essere gravi e persistenti come nel bullismo tradizionale, anche se non c’è contatto fisico.

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E’ importante che i genitori possano essere informati sul fenomeno del cyberbullismo per poterlo prevenire o per rispondere in modo adeguato.

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Quanto controllare? Come? Come stimolare un utilizzo sicuro?

Qualsiasi approccio educativo, non può che partire dalla consapevolezza dei loro bisogni affettivi, sociali e di conoscenza, che manifestano utilizzando Internet e tecnologie digitali.

La prevenzione dei rischi presenti in rete, sono parte di un progetto educativo più generale. Internet, visto il ruolo chiave per la loro crescita, può diventare un punto di incontro dove interagire con i    figli.

La scuola potrebbe essere una potente alleata. Lo stabilisce anche la nuova Legge 71/2017, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” che attribuisce all’istituzione scolastica un ruolo fondamentale nella prevenzione, in stretta alleanza educativa con la famiglia.

Come accorgersi che sta accadendo qualcosa di pericoloso?

Quando i ragazzi non ne parlano direttamente, per accorgersene lo strumento più importante è il rapporto costruito con loro. La comunicazione, il dialogo sono fondamentali.

Tuttavia, proprio per il tipo di violenza che subiscono, la confusione che provano, il senso di colpa e di impotenza, spesso le vittime si chiudono in se stesse e pensano di poterne, o meglio, di doverne uscire da sole. Si ritrovano così in un circolo vizioso da cui è sempre più difficile uscire.

Allora è fondamentale l’osservazione e, alcuni modi di comportarsi più di altri, potrebbero aiutarti a capire se c’è qualcosa che non va. Ovviamente, da soli, non vogliono dire molto: possono essere indice di altre problematiche o di una normalissima fase della sua crescita. Tuttavia se si nota qualcosa del genere,bisognerebbe tentare di saperne di più:

– Cambiano improvvisamente il comportamento con gli amici, a scuola, o in altri luoghi dove socializzano.

– Sono restii a frequentare luoghi o eventi che coinvolgono altre persone.

– Evitano l’uso di computer, telefonini e altre tecnologie per comunicare con gli altri.

 - Sono particolarmente stressati ogni volta che si riceve un messaggio o una notifica.

 - Mostrano scarsa autostima, depressione, disturbi alimentari o del sonno.

Non tutto ciò che accade online è cyberbullismo, ma bisogna cerca di capire come stanno veramente le cose per poter agire nel modo migliore.

La privacy e’ fondamentale per proteggersi?

Parlare dei temi della privacy con i propri figli è fondamentale.

Devono saperla gestire anche online e devono seguire delle regole che avete stabilito insieme.

Non dovrebbero pubblicare mai dati personali né troppe informazioni, foto, video su se stessi, soprattutto di certi tipi, ad esempio sessuali.

I cyberbulli potrebbero utilizzare questo materiale per offendere, ricattare, screditare. A seconda dell’età, bisogna assicurarsi personalmente che le impostazioni di privacy siano corrette.

I contatti fondamentali per uscirne: Polizia postale e Telefono azzurro

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