CRONACA

Depurazione, nuova condanna Ue per l’Italia: anche Procida nel mirino

Il nostro paese ancora una volta ha violato le norme Ue sulla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane di centinaia di aree sensibili dal punto di vista ambientale: e tra i 159 contravventori anche l’isola di Arturo

C’è anche Procida tra i 159 agglomerati che non soddisfacevano totalmente, alla scadenza del termine impartito nel parere motivato complementare, i requisiti fissati dall’articolo 3 della direttiva 91/271. In pratica per la Corte di Giustizia Europea anche sull’isola di Arturo non è garantito che le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie sono sottoposte, prima dello scarico, ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente. per questo è arrivata una nuova sentenza di condanna dalla Corte di giustizia europea perché il nostro Paese “ha violato le norme Ue sulla raccolta, trattamento e scarico delle acque reflue urbane di centinaia di aree sensibili dal punto di vista ambientale”. «La sentenza della Corte di Giustizia europea sulla procedura 2014/2059 non ci lascia purtroppo sorpresi». Così il Commissario unico per la depurazione, Maurizio Giugni, ha commentato. Questa è la terza condanna in fatto di mancata depurazione che ci è stata comminata dall’Ue, e un’altra procedura è in fase d’istruttoria. Per ora paghiamo multe “solo” per la prima condanna, che comunque pesano per 60 milioni di euro l’anno pagati dai contribuenti, qualcosa come 165mila euro al giorno.

«La decisione della Corte – aggiunge Giugni – riguarda in questo caso tanti piccoli centri, con una collocazione geografica a macchia di leopardo senza distinzioni di latitudine. Ben diversa dunque dalla procedura 2004/2034 per cui paghiamo già una sanzione pecuniaria all’Europa, che si rivolge ad agglomerati più grandi, prevalentemente al Sud e in particolare in Sicilia. È il segno che la mancanza di adeguate infrastrutture idriche non fa differenze tra i territori e spesso può coincidere con la difficoltà dei piccoli comuni di far fronte da soli alle complessità tecniche e procedurali che attengono alla realizzazione di queste opere, quota parte del servizio idrico integrato». E ora? «Come è sempre accaduto, prepareremo un ricorso che – sulla base delle informazioni in nostro possesso e di quelle che perverranno dalle Regioni e dagli enti locali – provi a limitare il numero degli agglomerati in infrazione, convincendo le istituzioni continentali laddove le singole realtà si siano già messe in regola o lo stiano concretamente per fare attraverso l’avvio dei lavori», conclude Giugni. Ma la vera soluzione passa per gli investimenti nel servizio idrico integrato: occorre proseguire con decisione, e accelerare, lungo la strada segnata dall’Arera in particolare, con l’introduzione della regolazione della qualità tecnica (RQTI), sul finire del 2017, e con l’approvazione del nuovo metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio (MTI-3).

Gli interventi sull’isola di Ischia

Il Commissario Unico per la Depurazione Maurizio Giugni, intervenendo al Forum Acqua 2021 organizzato da Legambiente Campania, nei mesi scorsi, ha parlato anche della depurazione sull’isola di Ischia. «Per due nuovi depuratori – ha spiegato Giugni – è in corso la progettazione definitiva (Casamicciola-Lacco Ameno e Forio-Serrara Fontana), mentre per l’impianto di Ischia-Barano si attende l’aggiornamento del progetto esecutivo. Molto importante per Ischia – ha aggiunto – è anche lo studio di fattibilità in corso di una rete fognaria duale per aumentare la copertura fognaria e risolvere il problema delle acque termali. che sono una grande risorsa per l’isola». Nel quadro campano anche il depuratore di Benevento, con progettazione definitiva in corso, e quello di Mondragone (progetto preliminare). Nell’ambito delle due nuove procedure d’infrazione – ha ricordato Giugni – un accordo con l’Ente Idrico Campano ha previsto l’affidamento all’ente stesso di 49 interventi, con la supervisione del Commissario».

Il depuratore di San Pietro ha visto l’inizio dei lavori nel 2015 e fermi dal 2011 per via di un contenzioso con la ditta aggiudicataria. Il Tar Campania ha riconsegnato la struttura alla società Limparo, a cui era stata espropriata, per i lavori considerato che non sono stati rispettati i tempi di realizzazione dell’opera, previsti inizialmente per fine 2012 e successivamente slittati alla metà del 2016. Il costo previsto dei lavori è di oltre 30milioni di euro. Finanziati dal CIPE, il Comitato interministeriale per la programmazione economica – anche i lavori di altri due impianti, che servirebbero i comuni di Casamicciola-Lacco Ameno e Forio-Serrara Fontana, che però sono ben lontani dalla realizzazione. L’Italia già negli anni passati è stata sanzionata dall’Europa per il mancato rispetto della direttiva sulle acque reflue urbane. Sono ben quattro le infrazioni europee pendenti, rendendo quella della depurazione una vera priorità a livello nazionale. Per questo lo scorso maggio è stata nominata una struttura commissariale ah hoc –  commissario unico Maurizio Giugni, subcommissari Stefano Vaccari e Riccardo Costanza – per adeguare i sistemi di collettamento, fognatura e depurazione italiani ai provvedimenti della Corte di Giustizia europea, che ha già condannato l’Italia in due casi: con la sentenza C-251/17, in sanzione pecuniaria, e con la C-85/13, prima della sentenza sulla procedura 2014/2059.

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