CRONACA

Difendiamo il nostro diritto alla salute

In Campania abbiamo un sistema salute che presenta liste d’attesa lunghe oltre un anno, un fondo per la sanità convenzionata che si esaurisce in pochi giorni costringendo i cittadini a pagare per intero le prestazioni ai privati, un sistema che è già collassato ed in cui chi ha i soldi si cura e chi non li ha, semplicemente non si cura.

All’ospedale Cardarelli abbiamo per una risonanza magnetica prenotazioni fino al 2025.

Se non puoi attendere tutto questo tempo puoi andare dai privati. Per avere una colonscopia in tempi rapidi un cittadino deve pagare a partire da 300 euro in su.

La Federconsumatori ha avviato uno studio sulle liste d’attesa in tutte le regioni italiane e la situazione della Campania appare quanto mai drammatica. Per gli esami considerati urgenti bisogna attendere dai 130 giorni ai 380 giorni.

All’Ospedale Monaldi c’è un tempo di attesa di oltre un anno per un esame cardiologico – ci racconta un povero pensionato– io lo vado a fare al centro convenzionato, fino a quando ci sono i fondi. Recentemente ho dovuto fare una scintigrafia, dovevo pagare la prestazione per intero e per farla il centro privato mi ha chiesto 450 euro.

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Anche i pazienti con malattie gravi sono sottoposti alla stessa via Crucis. Manuela ha combattuto per due volte contro il tumore, ora ha bisogno di esami continui per i prossimi anni ma come si fa a spiegarlo a chi sta dietro una scrivania. “L’articolo 32 della Costituzione dice non solo che la sanità è pubblica ma che noi malati siamo un bene per la collettività come esempio di forza. La forza ce la può dare solo il “Signore” non certo chi gestisce la macchina sanitaria”.

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Si cura chi paga. Purtroppo, la maggior parte delle persone che non hanno grande disponibilità economica, semplicemente non può curarsi come si deve. 

Procida ormai è un deserto sanitario. E non solo per la funzionalità del Pronto Soccorso ma specie per la medicina territoriale. Mancano gli specialisti, manca la prevenzione, mancano i servizi ed interi gruppi di persone, specie se con difficoltà sanitarie, sono lasciate al loro triste destino.

Sabato 9 dicembre alle ore 17 presso la sala consiliare del Comune di Procida si terrà, a cura del Comitato per la tutela e la difesa dei diritti dei cittadini, un’assemblea pubblica che si occuperà della nostra isola e del nostro disastro sanitario. Un territorio dove la salute dei procidani non viene prima di tutto. Qui, si sta facendo di tutto per chiuderci in una gabbia privi di ogni riferimento e di ogni assistenza necessaria.

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Rossy

La salute oggi è un lusso e non tutti se lo possono permettere.

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