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«Era la Preside, un cuore grande in quella dura corazza»

di Luigi Balestriere

ISCHIA – Sono stati i tanti ricordi dei suoi ex alunni a raccontare per parole e per aneddoti la figura della Preside Baldino. C’è un fil rouge ad unire tutti i racconti di quella donna dal carattere molto forte, figura autorevole nel mondo della scuola e della cultura, ma anche una donna molto affettuosa e dalla parte dei più deboli. Una pioniera delle istituzioni scolastiche ad Ischia. Per lei la scuola era una missione, l’unica strada verso la libertà, verso l’autonomia, l’indipendenza. Un credo pedagogico applicato in tutta la sua rigorosità in un’epoca non facile per la dilagante indigenza e per la condizione sociale della donna, spesso confinata nelle sfere domestiche e lontana dall’istruzione.

Da sola, accompagnata dalla sua tenacia, riuscì a portare il liceo classico ad Ischia così come la diffusione delle Scuole Medie su tutto il territorio isolano, rendendo più semplice l’accesso allo studio.

Il video del regista Gaetano Amalfitano è stato un viaggio nella memoria, un tuffo indietro nel tempo, in quelle immagini in bianco e nero dal sapore antico, in quel mondo ricco di valori, di austerità, di rigore, quando la severità era un valore e lo studio una continua ricerca nel sapere, un coraggioso nuotare nel mare della sapienza verso l’oceano della libertà. Quando contava soprattutto essere e non apparire.

Una sua lezione e non si poteva non studiare, il pensiero conduttore dei suoi ex alunni, alcuni dei quali diventati colleghi e membri della sua èquipe scolastica.

L’hanno ricordata in tanti. Dal Professore Giosi Gaudioso al Preside Albanelli e poi i professori Michele Conte, Pasquale Baldino, Maria Di Costanzo, Anna Maria Agostino, il Preside Vincenzo Cenatiempo, lo storico Nino D’Ambra, il farmacista Chicco Virgili e tanti altri uomini e donne che l’hanno conosciuta. Testimonianze commosse, sentite attraverso frasi, parole come un atto di riverenza che sembravano far apparire in quell’Auditorium la Preside in tutta la sua imponenza ed in tutta la sua umanità.

Un mosaico di racconti che hanno fatto conoscere la Preside nei suoi 43 anni di servizio, anche a chi è nato dopo la sua morte o si è affacciato alla scuola dopo la sua pensione. E da ieri tutti, di sicuro, un po’ più rammaricati di non essere stati suoi studenti di latino e di greco, di non aver ascoltato le sue lezioni di Dante, Pascoli e Carducci, di non essere stati vittima dei suoi rimproveri e dei suoi insegnamenti o, più semplicemente, di non essere stati colpiti dagli sguardi di quegli occhi che incutevano timore e rispetto, ma anche tanta dolcezza e amore.  L.B.

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