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Forio, il caso depuratore infiamma il consiglio comunale

Ieri mattina il civico consesso è tornato a celebrarsi nella storica sede del Municipio al Soccorso: polemiche anche per l’intitolazione della rinnovata sala consiliare al sindaco Vincenzo Mazzella

Alla vigilia del periodo ferragostano il consiglio comunale di Forio è tornato nella sua “casa” naturale, la rinnovata aula dello storico Municipio al Soccorso. E lo ha fatto con la seduta che ieri mattina è iniziata con un minuto di silenzio in ricordo dell’avvocato Nino D’Ambra, la cui attività politica, professionale e di storico locale è stata ripercorsa dal sindaco Francesco Del Deo, preludio al primo punto all’ordine del giorno: la proposta di intitolazione della rinnovata sala consiliare a Vincenzo Mazzella, sindaco di Forio dal 1952 al 1965. Anche in questo caso, è stato il primo cittadino a illustrare il ricordo della vita e delle opere di Mazzella. Tuttavia, quella che avrebbe potuto sembrare una proposta avviata alla votazione all’unanimità è invece stata oggetto di un duro scontro tra maggioranza e opposizione.

Il primo a esprimere perplessità è stato Ignazio Di Lustro, il quale ha affermato di non avere un buon ricordo di quel periodo storico in cui le opposizioni erano ostracizzate dall’imperante Democrazia Cristiana. Secondo Di Lustro, infatti, la sala sarebbe dovuta essere intitolata all’ex sindaco Michele Regine. Anche il consigliere Enzo Di Maio ha avanzato dubbi, ma stavolta non sulla persona di Vincenzo Mazzella, bensì criticando i modi della proposta, perché non c’era stata una conferenza dei capigruppo per concordare la decisione.

La discussione si è polarizzata su questo nodo, visto che secondo l’opposizione si trattava di un modo arrogante di imporre la decisione, mentre la maggioranza soprattutto tramite l’avvocato Matarese – che ha apprezzato pur non condividendo le argomentazioni di Di Lustro – ribadiva che la sede più adatta per il confronto era proprio il consiglio.

Via libera alla variazione di bilancio e allo stato di attuazione dei programmi, ma l’opposizione denuncia le modalità di utilizzo dei finanziamenti e attacca su NU, gestione spiagge e strade

Il dibattito non ha avuto esito positivo in quanto tramite Stani Verde l’opposizione ha annunciato di non voler votare contro, e quindi di abbandonare l’aula al momento della votazione. L’intitolazione della sala al sindaco Mazzella è stata così approvata col voto della maggioranza, e col solo Di Lustro contrario.

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Si è così passati ad esaminare lo stato di attuazione dei programmi e la verifica degli equilibri di bilancio. È stato Davide Castagliuolo ad illustrare i programmi, i finanziamenti, i progetti e i pareri necessari ai documenti contabili, sottolineando che nessun contenzioso è in corso con la Corte dei Conti, ma Enzo Di Maio ha contestato subito tale quadro, affermando che non si capisce come vengono usati i finanziamenti, facendo gli esempi di quelli usati per rinnovare la storica sede comunale a quelli destinati alla spiaggia di Citara, passando per i bagni sulla spiaggia della Chiaia, definiti non funzionanti e maleodoranti.

Anche Nino Savio ha parlato di varie criticità, le strade dissestate, Monterone abbandonata, la mancanza di un piano traffico, i lavori per la separazione delle acque non completamente riusciti, lanciando l’allarme del pericolo delle griglie di raccolta da sistemare in vista dell’autunno.

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Su Monterone è arrivata anche la denuncia di Dino D’Abundo, secondo il quale il quartiere di notte è in preda all’anarchia: ragazzi coi motorini, alcuni che spacciano stupefacenti, immondizia nel parcheggio.

Lo stesso Stani Verde ha lamentato i problemi di igiene in vari quartieri, spiagge comprese, l’insicurezza della baia di Sorgeto, ma contestando la maggioranza anche sulla pianificazione, a partire dal servizio di nettezza urbana ritenuto insufficiente, mentre andrebbe fatto di notte, concordato con gli esercenti di ristorazione e lanciando l’idea del camion satellite. L’esponente di minoranza ha anche denunciato lo stato del parcheggio alle Pietre rosse, che sarebbe stato rovinato solo per asfaltare qualche strada, sottolineando l’assurdo dell’operazione di contrasto ai venditori ambulanti che partirà solo a settembre, cioè ad alta stagione ormai terminata.

Il sindaco Del Deo ha respinto tali addebiti, rivendicando i frequenti passaggi dei camion NU sul territorio, che spesso vengono vanificati dalla mancanza di senso civico. Inoltre, secondo il primo cittadino, l’asfalto viene posato tutti gli anni, non certo solo per le elezioni. Quanto al contrasto ai venditori illegali sulle spiagge, il finanziamento è arrivato il 10 agosto, dunque nessuna negligenza degli uffici comunali. La verifica degli equilibri di bilancio è stata infine approvata a maggioranza.

Su richiesta dell’opposizione, l’interrogazione sulla questione del depuratore è stata anticipata e trattata come terzo punto. Impegnativo ripercorrere un argomento che da cinquant’anni resta ricorrente oltre che irrisolto. Enzo Di Maio ha espresso preoccupazione per la questione, mentre il sindaco Del Deo ha cercato di sintetizzare gli ultimi vent’anni della vicenda, in cui il punto dove dovrebbe sorgere il depuratore è cambiato varie volte, l’ultima delle quali dalla zona di accesso al paese, vicino Monticchio, al Piazzale Marinai d’Italia. Una vicenda complicata, in cui si inserisce il commissariamento nazionale della questione, prima affidato a Rolle, poi al commissario Giugni, e con l’Italia che è oggetto di sanzioni da parte dell’Unione Europea. Secondo il sindaco, il progetto approntato e sottoposto al Comune per l’area dei Marinai d’Italia, dopo due anni di difficile dialogo con la struttura commissariale, è risultato troppo impattante, e quindi rifiutato. La minoranza si è quindi scagliata contro l’amministrazione, accusandola di aver eseguito il cambio di destinazione d’uso della zona, e poi di rimangiarsi la parola dopo aver indicato il piazzale. Il confronto tra maggioranza e opposizione si è quindi dipanato tra accuse reciproche, con l’ingegner Angelo D’Abundo chiamato a illustrare l’intricatissima matassa, praticamente impossibile da riassumere nello spazio di una mera cronaca consiliare come questa, dal progetto approntato nel 2020 e consegnato quest’anno. Un “muro invalicabile”, lo ha definito l’ingegnere, riferendosi al fatto che il commissario si era comunque trovato di fronte un contratto già stipulato per studio di fattibilità e progettazione esecutiva al piazzale, mentre l’amministrazione sostiene ora una soluzione diversa e meno impattante. Cosa che viene contestata dall’opposizione in quanto sarebbe impossibile, allo stato, tornare indietro. A quel punto, dopo quattro ore di consiglio, l’assemblea si scioglie alla spicciolata, con il progressivo abbandono dei consiglieri.

Foto Franco Trani

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