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Freddo nelle aule, è allarme al liceo Ischia

ISCHIA. Un anno dopo, se possibile, la situazione è peggiorata. Al Liceo di Ischia il gelo siberiano ha provocato e sta provocando pesanti disagi per la popolazione studentesca.

Problemi tecnici all’impianto di riscaldamento hanno provocato problemi generalizzati, a cui si è tentato di ovviare in modo del tutto empirico, ricorrendo cioè a riscaldarsi con delle coperte. A quanto si è appreso, la prossima settimana dovrebbero arrivare i tecnici a riparare il guasto, ma una tale circostanza, da semplice disagio, diventa addirittura drammatica quando le temperature precipitano come in questo periodo, al punto da rendere quegli ambienti più simili a un freezer che a un’aula dove i ragazzi sono chiamati a trascorrere varie ore al giorno.

In particolare, le aule situate nell’ala del complesso polifunzionale di proprietà del Comune di Ischia,  sono completamente sprovviste dell’impianto di riscaldamento. Una “caratteristica” che non è affatto piaciuta non solo agli studenti ma anche ai genitori, che all’atto dell’iscrizione dei loro figli al Liceo non erano stati informati di questa mancanza, tra l’altro non segnalata nemmeno durante le presentazioni dirette a orientare la scelta di studenti e famiglie per l’istituto da frequentare. Una mancanza,quella dell’adeguata comunicazione tra scuola e genitori, che questi ultimi lamentano tuttora in varie circostanze.  In tal modo,  si viene a creare una sgradevole discriminazione tra gli studenti stessi, cioè tra coloro che hanno avuto la fortuna di capitare in un’aula dotata di impianto di riscaldamento (ancorché insufficiente) e chi invece  ha la sventura di dover frequentare le lezioni in ambienti che in inverno sembrano diventare simili a camere frigorifere, dove ci si può avventurare soltanto se muniti di cappotti  da indossare insieme a maglioni,cappelli e guanti.

La dirigenza, a partire dal dottor Gianpietro Calise, sta cercando di ovviare al disagio tramite l’utilizzo di alcune stufette elettriche, ma si tratta ovviamente di un palliativo del tutto insufficiente.

Rispetto a un anno fa, il guaio è anche amplificato dagli orari di lezioni distribuiti su doppi turni, che dodici mesi fa era solo un’ipotesi, seppur sgradita e respinta anche dagli studenti, mentre oggi è diventata una necessità anche a causa dell’emergenza-sisma.  L’inadeguato sistema di climatizzazione deve fare i conti con le esigenze energetiche degli uffici e delle aule su orari estesi all’intera giornata, e guardando l’ora di uscita del secondo turno c’è poco da stare allegri.

Tra i genitori serpeggiano dunque numerosi  malumori, ove si pensi anche al contributo annuale “volontario” che le famiglie devono sborsare allo scopo di garantire la prosecuzione delle attività didattiche: «Il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente garantito – ha dichiarato uno dei genitori, l’avvocato Paolo Rizzotto – e permettere che i nostri ragazzi partecipino alle lezioni in ambienti completamente sprovvisti di un minimo di riscaldamento è inammissibile. Siamo consapevoli delle numerose criticità che affliggono la scuola, ma è assolutamente necessario garantire una dignitosa climatizzazione a tutte le aule, senza ingiuste discriminazioni, delle quali non eravamo stati debitamente preavvertiti. Avevo già segnalato il problema alla scuola prima di Natale, non ricevendo tuttavia alcuna risposta». Secondo l’avvocato, di fronte a questa situazione, gli enti locali dovrebbero intervenire subito: «Nonostante le note schermaglie con la Città metropolitana, il Comune di Ischia resta il titolare dell’ala dove quasi dieci aule sono completamente sprovviste di riscaldamento e condizionatori. Pur considerando la mancata acquisizione da parte dell’ex Provincia, l’ente di via Iasolino dovrebbe comunque provvedere a mitigare i pesanti disagi vissuti dai nostri figli. Sappiamo che sarebbe un “bel gesto”, formalmente non dovuto, ma che tuttavia resta umanamente e socialmente doveroso nei confronti degli studenti di Ischia e dell’intera isola. Noi genitori siamo sempre pronti a contribuire economicamente facendo fronte alle richieste della scuola, ma in cambio vorremmo comunque avere condizioni ambientali almeno dignitose», ha concluso l’avvocato Rizzotto.

Come si ricorderà, il problema esiste da tempo: lo scorso anno il preside Calise sollecitò anche i sindaci isolani  circa l’urgenza di avviare quanto prima la procedura formale di acquisizione da parte della Città metropolitana dell’ala in questione, per dotarla di condizionatori. Oggi, tra doppi turni e temperature eccezionalmente siberiane, la situazione sembra peggiorata oltre che ben lontana da una dignitosa soluzione. Il sisma ha indubbiamente aggiunto nuove difficoltà a un contesto già complicato, eppure è trascorso un altro inverno nella sostanziale inerzia delle istituzioni, a vario livello coinvolte nell’obbligo di garantire ai ragazzi il diritto allo studio oltre a quello, già citato dall’avvocato Rizzotto, alla salute.

 

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