CRONACA

Giustizia, l’appello dell’Assoforense al Ministro Bonafede

Il direttivo dell’associazione ha inviato una nota al titolare del ministero di via Arenula, per sollecitare la risoluzione dei guai della macchina giudiziaria locale, e la sospirata stabilizzazione della sezione distaccata di Ischia del Tribunale

Continua la battaglia dell’Associazione forense ischitana per risolvere gli atavici problemi che affliggono la giustizia isolana. Lo scorso settembre, come molti ricorderanno, ivertici giudiziari partenopei insieme ai rappresentanti dell’avvocatura locale avevano incontrato a Roma non soltanto il Capo dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria del Ministero, come era da programma, ma anche lo stesso Ministro della Giustizia in persona, Alfonso Bonafede. Un incontro a sorpresa, durante il quale vennero illustrati non solo gli aspetti più tecnici delle problematiche sofferte dalla sede giudiziaria dell’isola d’Ischia, ma anche una valutazione degli aspetti politici necessari per arrivare a risolvere l’annosa questione.

Eppure a distanza di svariate settimane, nonostante le rassicurazioni del ministro, che aveva dimostrato notevole attenzione e conoscenza della questione, garantendo il massimo impegno a livello politico per raggiungere la stabilizzazione degli uffici giudiziari isolani, nulla si è più mosso. L’Assoforense isolana, presieduta dall’avvocato Gianpaolo Buono, ha quindi inviato una missiva al titolare del Ministero di via Arenula, per denunziare ancora una volta la condizione drammatica in cui versa la giustizia locale. Nella nota i professionisti isolani richiamano dapprima l’incontro del 10 settembre scorso col Capo Dipartimento, Dott.ssa Fabbrini, al quale erano presenti anche il Direttore Generale del Personale e della Formazione, Dott. Leopizzi, dei Presidenti della Corte d’Appello di Napoli, Dott. Giuseppe De Carolis di Prossedi, e del Tribunale di Napoli, Dott.ssa Elisabetta Garzo, del Consigliere del CNF, Avv. Francesco Caia, e del Presidente del COA di Napoli, Avv. Antonio Tafuri.

Due mesi dopo, si legge nella missiva, l’Assoforense denuncia “purtroppo, con sconforto, lo stato comatoso dell’Amministrazione della Giustizia ad Ischia, aggravatosi nella attesa, spasmodica, quanto vana, della adozione di provvedimenti di assegnazione di personale”. La nota prosegue delineando il quadro attuale della situazione: «I farraginosi iter burocratici non si sono ancora conclusi e temiamo che le pratiche siano “impantanate” su chissà quale tavolo, mentre il Servizio Giustizia isolano langue, soffre e raggiunge livelli di inefficienza intollerabili, finendo con il subire un discredito irreversibile e favorendo, anche su un territorio che fino a qualche tempo fa rappresentava, non solo in senso geografico, una “isola felice”, il ricorso a forme di “autotutela”, espressione di un oscurantismo medioevale che, si sperava, debellato». Sul fronte del personale, il quadro è parimenti sconfortante: «La dott.ssa Rossella Novella, vincitrice di concorso per la mobilità intercompartimentale, resta ancora alle dipendenze del Ministero dell’Interno. E pure, nell’incontro precitato erano state fornite univoche indicazioni sulla soluzione del problema entro la fine del mese di settembre. Neppure il dott. Cammarota e la dott.ssa Di Maio, desiderosi di offrire il loro contributo al funzionamento della Sezione Distaccata di Ischia, sono stati ancora ufficialmente notiziati circa la loro applicazione. L’Ufficio del Giudice di Pace di Ischia è ormai ridotto alla paralisi, non essendovi più alcun funzionario che, in tempi di Covid, possa sostituire, pur solo temporaneamente, quello titolare, collocato ormai in quiescenza da ben tre anni. E così le pubblicazioni dei provvedimenti, che già registravano ritardi incredibili, si sono arrestate alla data del 3 luglio 2020. Impressiona l’arretrato in giacenza, e si consideri che, addirittura, sino alla suindicata data di interruzione, per la pubblicazione di un decreto ingiuntivo si era già costretti ad attendere almeno un anno e mezzo dalla sua emissione. Altro che Ufficio di prossimità!». La nota continua illustrando gli inspiegabili inceppamenti burocratici: «Anche la ex funzionaria, ora in pensione, dott.ssa Anna Comune, ha già dato da tempo la sua disponibilità alla applicazione provvisoria preso l’Ufficio del Giudice di Pace di Ischia, a titolo totalmente gratuito. Ha perfino riattivato la sua posizione presso l’Inail e convenuto i termini della polizza assicurativa richiesta, con spese a suo carico. Quali le ragioni dei ritardi nell’assegnazione dei dipendenti già destinati alla cancelleria dei due Uffici e, soprattutto, quale l’ostacolo alla adozione del provvedimento di ripristino temporaneo della pianta organica della Sezione Distaccata di Ischia tanto auspicato nel corso della riunione del settembre scorso? Quali le risposte da dare ad un cittadino che si è rivolto alla Giustizia per il riconoscimento di un proprio diritto e che per ottenere un misero decreto ingiuntivo o la sua pubblicazione è costretto ad attendere anni? Il quadro generale è semplicemente disarmante!». L’Assoforense allarga poi lo sguardo anche al contesto generale: «Allo Stato non importa se una persona fallisce per le inefficienze della Giustizia! Ormai da tempo e quotidianamente, anche sulla isola d’Ischia, gli esercizi commerciali sono costretti a chiudere per questo motivo.

Qualcuna delle Istituzioni pubbliche si preoccupa di verificare la condizione di cittadini costretti a vivere in povertà a causa dei ritardi nella evasione delle loro domande in sede giudiziaria? Così muore la economia locale e quella nazionale! La lentezza pachidermica e la eccessiva burocratizzazione hanno messo in ginocchio un intero territorio, nell’indifferenza generale!! E’ incredibile pensare che, mentre vi sono persone disponibili a mettere a disposizione le proprie energie professionali e umane (alludiamo, tra gli altri, ad ex dipendenti in pensione che da mesi si sono dichiarati disponibili a prestare il proprio lavoro presso gli Uffici giudiziari ischitani in forma assolutamente gratuita), lo Stato indugi in inammissibili perdite di tempo per valutare (solo valutare) la possibilità di una loro applicazione, senza preoccuparsi di individuare soluzioni alternative, se non attraverso forme di interpello inadeguate, nella maggior parte dei casi prive di effetti significativi ed antistoriche». La nota continua con un appello diretto al dottor Bonafede sul nodo-cardine dei guai: «Signor Ministro, avendo apprezzato personalmente la Sua lealtà, attendiamo da Lei risposte convincenti!! Certo è che i cittadini e gli operatori dell’isola d’Ischia non hanno più la forza di reggere la condizione di isolamento in cui sono stati relegati (meglio: abbandonati). Resta da sciogliere il nodo della stabilizzazione della Sezione Distaccata, per la quale giace in Parlamento più di una proposta di legge, tenuto conto che la continua precarietà non agevola la copertura degli organici, procrastinando una condizione di grave inefficienza della macchina giudiziaria e di assoluto disagio della intera Cittadinanza. L’isola d’Ischia, per densità demografica (ha una popolazione residente di circa 70.000 abitanti e nella stagione estiva le presenze sono superiori a 500.000), importanza economica (sul territorio vi sono oltre 400 esercizi alberghieri) e per entità del contenzioso (considerando non solo le cause riservate alla Sezione, ma anche quelle in materia di lavoro e previdenza, ecc.), assume una posizione tutt’altro che trascurabile a livello nazionale. Intenderemmo conoscere anche l’esito degli studi degli Uffici Legislativi del Ministero che, come ci ha rappresentato nel menzionato incontro, avrebbero proposto una soluzione giuridica appagante al problema, anche eventualmente nell’ottica della istituzione di nuovi Uffici Giudiziari, per le isole».

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