CRONACAPRIMO PIANO

Giustizia, si pensa al processo telematico per il Giudice di Pace

L’ipotesi al vaglio della presidenza del Tribunale: ieri l’incontro del presidente dell’Assoforense Gianpaolo Buono con la dottoressa Garzo

Trasferta alquanto proficua, quella dell’avvocato Gianpaolo Buono, ieri a Napoli dove il presidente dell’Assoforense isolana ha incontrato sia i rappresentanti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati partenopeo, sia la presidente del Tribunale, dottoressa Elisabetta Garzo insieme al funzionario delegato alle problematiche degli uffici giudiziari ischitani. Si è trattato, come dicevamo di una riunione molto costruttiva, non soltanto in relazione all’attuale emergenza sanitaria, ma soprattutto in prospettiva futura. L’obiettivo era l’individuazione di soluzioni a un problema endemico,quello della carenza di personale: e proprio sulle possibili soluzioni si è incentrato il dialogo. Tra queste, è emersa l’ipotesi di istituire una piattaforma telematica, soprattutto in relazione all’Ufficio del Giudice di Pace, che possa consentire anche la trattazione delle cause per via telematica, e in tal modo tentare di ovviare all’ormai storico guaio costituito dalle cancellerie a corto di personale. Si tratterebbe del primo esperimento in tal senso, una sorta di progetto-pilota, visto che gli uffici del giudice di pace non sono dotati di tale piattaforma, non avendo finora trovato attuazione la riforma telematica dei procedimenti presso tali uffici.

Per smaltire l’arretrato dell’ufficio del Giudice di Pace, tutti i fascicoli potrebbero essere inviati a Napoli, stante la carenza di personale negli uffici isolani, acuita dalle norme sullo smart working e dalle misure di prevenzione anticovid-19. Il piano di sicurezza sanitaria è in via di definizione

L’incontro è stato naturalmente anche il momento opportuno per fare il punto della situazione, visto che l’emergenza sanitaria da covid-19 ha messo in luce una delle tante incoerenze dei provvedimenti varati in questa fase 2. Infatti, da un lato si parla di possibile ripresa dell’attività giudiziaria, ma dall’altro essa resta sulla carta, in quanto i dirigenti del Ministero hanno varato la misura dello “smart working”, tramite la quale i dipendenti sono in ufficio solo un paio di giorni a settimana, e rimangono a casa nei restanti giorni, impossibilitati di fatto a dare il loro apporto in loco, per cui viene a cadere la possibilità di far decollare realmente la tanto sbandierata ripresa, visto che i tribunali restano per la maggior parte dei giorni quasi a secco di personale. Un’incoerenza di fondo che sta caratterizzando questa contraddittoria fase 2, e a farne le spese sono i processi, e in ultima analisi, come sempre, i cittadini.

Tornando alle problematiche dell’ufficio del Giudice di Pace, un’ipotesi già ventilata e che è stata reputata opportuna anche ieri è quella secondo cui tutti i provvedimenti che non sono stati pubblicati o comunque quelli che non sono stati evasi, potranno essere inviati tutti a Napoli. Non avrebbe infatti senso mandarli con cadenza settimanale nel capoluogo, visti tutti i disagi che possono materializzarsi. Come è noto, la trafila è abbastanza paradossale: il funzionario da Napoli non può venire sull’isola, viste le norme sullo smart working e le misure di sicurezza varate a livello centrale, che inibiscono a funzionari e dipendenti lo spostamento da un ufficio all’altro. Per far fronte a questa situazione, si era pensato alla trasmissione dei fascicoli a Napoli per poter garantire in qualche modo lo smaltimento delle pubblicazioni. Tuttavia, la trasmissione dei fascicoli è avvenuta solo parzialmente, innanzitutto a causa del già citato ridotto numero di giorni in cui i funzionari sono presenti in ufficio, ma anche perché alcuni fascicoli si arenano a Napoli. Inoltre l’avvocato deve chiedere le copie del provvedimento pubblicato, e a quel punto la copia a Napoli deve essere controfirmata dal funzionario, e poi finalmente arriva a Ischia. Insomma, una situazione paradossale, una procedura farraginosa, per ovviare la quale è stata appunto valutata l’ipotesi, verso cui la presidente si è dimostrata molto comprensiva, di inviare l’intero arretrato di pratiche a Napoli, svuotando tutti gli armadi, consentendo al funzionario di lavorare con continuità su tutti i provvedimenti e cercare di istituire una modalità telematica di avvertimento all’avvocato interessato alla pratica, perché possa chiedere le copie.

L’avvocato Gianpaolo Buono: «Dialogo molto costruttivo anche in prospettiva futura, la presidente Garzo si è dimostrata molto comprensiva verso le peculiari ed endemiche problematiche dei nostri uffici giudiziari»

A quel punto sarà lo stesso ufficio di cancelleria del Giudice di pace di Napoli a farsi carico di questi adempimenti. Queste le ipotesi su cui si è lavorato, e che al momento sono in itinere. Ma ieri si è parlato anche della condizione generale del Tribunale, in quanto si è parlato del Piano-sicurezza: anche in questo caso l’avvocatura isolana ha avuto rassicurazioni sul fatto che il piano è in via di definizione, perché dovrà poi essere firmato dal presidente del Tribunale e dagli altri organi di controllo. La sanificazione verrebbe garantita dall’Asl o dal Comune di Ischia, forse già prima di fine mese.

«È iniziato un discorso molto costruttivo – ha dichiarato il presidente dell’Assoforense Gianpaolo Buono – anche in una prospettiva futura. Siamo tutti consapevoli della situazione di difficoltà e di emergenza che stiamo attraversando, alla quale noi peraltro siamo abituati, però mai come in questo periodo le cose sono particolarmente difficili per quanto riguarda il funzionamento degli uffici perché alle note criticità si è aggiunta la grave pandemia».

Tags

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close