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Giustizia, trasferta “Capitale” per Pascale e Cellammare

La delegazione isolana ha incontrato la senatrice Riccardi, segretaria della Commissione giustizia al Senato, illustrando le criticità della macchina giudiziaria locale

Ieri al palazzo di Largo Toniolo a Roma si è discusso di giustizia ischitana ma non solo. L’avvocato Francesco Cellammare, presidente dell’Assoforense isolana, e il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, accompagnati dall’avvocato Lucrezia Galano, responsabile dell’ufficio legale del Comune del Fungo, sono stati ricevuti dalla senatrice Alessandra Riccardi, segretaria della Commissione Giustizia al Senato della Repubblica.

La senatrice ha assicurato il suo appoggio per l’inserimento della stabilizzazione dei tribunali insulari nel disegno di legge sulle isole minori, oltre che per la predisposizione di una task force di cancellieri da inviare presso gli uffici giudiziari isolani

Il primo cittadino, a nome di tutti i sindaci delle amministrazioni isolane, è stato il primo a introdurre i problemi e le criticità che attanagliano la giustizia ischitana, a partire dalla grave e ormai cronica  mancanza di personale, aggravatasi negli anni delle proroghe a causa del progressivo pensionamento dei funzionari, mai sostituiti. È stato quindi chiesto alla senatrice di intervenire attivamente per ottenere la definitiva stabilizzazione della sede ischitana del Tribunale, ma anche di tutte le sedi giudiziarie insulari, da Lipari a Capri, dalla Maddalena all’Elba. Per ottenere un rafforzamento dell’organico, il sindaco ha anche ipotizzato la previsione di soluzioni come quelle previste per fronteggiare l’emergenza-sisma, con risorse annesse. Il dialogo si è poi concentrato sulla proposta di legge sulle isole minori al vaglio delle Commissioni quinta e ottava, proposta avanzata dall’Ancim, l’associazione nazionale comuni delle isole minori, della quale Pascale è attualmente segretario (il sindaco di Forio ne è invece vicepresidente).

Punto focale, per il quale è stato chiesto l’appoggio della senatrice, è l’accoglimento nel disegno di legge non solo della stabilizzazione del Tribunale, ma anche il riconoscimento di sede disagiata. Proprio quest’ultima definizione ha generato una certa apprensione, in quanto nel testo attualmente al vaglio pare sia scomparsa la parola “disagiata”. Va dunque accertata la natura dell’omissione: errore di stampa, oppure modifica che spetta alla Commissione giustizia. In ogni caso, il sindaco Pascale ha insistito su tale riconoscimento, il suo significato va esteso a tutti i servizi pubblici essenziali: ad essere sede disagiata non è soltanto la sede giudiziaria, ma l’intera zona, anche dal punto di vista dei servizi sanitari, scolastici, trasporti e gestione rifiuti. Una normativa di favore è stata reputata ormai indifferibile, vista la mancanza di continuità territoriale.

Da parte sua, l’avvocato Cellammare si è riportato alle varie relazioni inviate alla senatrice, segnalando alcune criticità-limite, come quella che vede l’ufficio del Giudice di Pace di Ischia come l’unico ufficio giudiziario d’Italia dove manca addirittura il funzionario, nonostante l’esistenza di tale ufficio sia espressamente prevista per legge (anche laddove non è previsto un ufficio del Tribunale). Un’anomalia gravissima, generata in gran parte dal fatto che nessun funzionario intende venire a lavorare sull’isola per i rilevanti disagi che ciò comporta, a partire dalla trasferta via mare, le diverse ore aggiuntive per rientrare, che però non vengono riconosciute a livello economico, senza dimenticare gli elevati costi del trasporto marittimo per i non-residenti, che i funzionari devono anticipare perché lo Stato li rimborsa dopo più di un anno: una voce che incide in maniera paurosa sullo stipendio. Un’ipotesi è quella della card in dotazione ai funzionari per il trasporto marittimo, a totale carico del Ministero della Giustizia, con rendicontazione annuale e pagamento diretto alle Compagnie di Navigazione, nessuna esclusa: sarebbe assurdo concepire una card valida solo per alcune compagnie, cosa che esporrebbe il funzionario a diverse difficoltà, in caso di ritardo nel raggiungimento dello scalo per una determinata corsa.

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Anche altre questioni sono state illustrate alla senatrice Riccardi, come quella dell’assenza del quarto giudice di pace, ma anche delle estenuanti lungaggini per il rilascio delle sentenze. Tutte criticità per le quali l’avvocatura isolana è da tempo in stato di agitazione, con la proclamazione di otto giorni di astensione al mese, iniziativa che continuerà ad oltranza fino alla risoluzione dei problemi.

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Il sindaco di Lacco Ameno ha auspicato il riconoscimento dell’isola come zona disagiata anche per tutti gli altri servizi pubblici essenziali, dalla sanità alla scuola, dai trasporti ai rifiuti

La senatrice è apparsa molto attenta alle questioni sollevate, e ha assicurato il suo intervento sia per quanto riguarda la legge, sia per evidenziare presso il Ministero della Giustizia i problemi illustrati. È lì che si sta discutendo della rivisitazione integrale della geografia giudiziaria e della creazione di una “task-force” di  funzionari e cancellieri da inviare in quelle sedi carenti di personale. Al di là delle tempistiche necessarie per l’iter della legge sulle isole minori, secondo la senatrice a luglio si dovrebbe già sapere qualcosa in merito a tale invio di cancellieri, i quali non si potranno rifiutare: anche se inviati a Ischia, dovranno sbarcare obbligatoriamente. Intanto, si cercherà di ottenere personale applicato, nelle more dell’approvazione della sospirata stabilizzazione. Il colloquio è durato oltre un’ora, e ha lasciato una buona impressione alla delegazione ischitana, ritornata in serata sull’isola. Adesso bisogna solo augurarsi che il governo Lega-Cinque stelle non ostacoli l’approvazione di un disegno di legge concepito da forze d’opposizione.

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