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Gli ispettori al Rizzoli, l’ospedale al setaccio

Ieri mattina la visita degli incaricati del Ministero della Salute, che hanno raccolto le dichiarazioni di una serie di persone relativamente al decesso di Sara Castigliola: poi riflettori sul “punto nascita” che torna a rischio

Tutto secondo copione, senza alcuna sorpresa. Anche perché, se qualcosa di anomalo dovesse essere emerso, occorrerà qualche tempo per venirne a conoscenza. Si è svolta ieri mattina l’annunciata ispezione presso l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno del personale del Ministero della Salute, sbarcata sull’isola per un ulteriore supplemento di indagine (quella ufficiale è condotta dalla Procura della Repubblica, ma anche l’Asl ha avviato un’attività investigativa interna) sulla morte della 32enne Sara Castigliola, deceduta nel nosocomio lacchese nel pomeriggio del 31 ottobre dopo aver partorito una bambina alle prime luci dell’alba della stessa giornata. L’ispezione, tra l’altro, aveva un doppio lavoro da svolgere, dovendo anche sottoporre a verifica il “punto nascita” del nostro unico presidio ospedaliero. E la delegazione presente al Rizzoli era veramente numerosa: quella del Ministero della Salute era composta da ben dodici componenti, quella della Regione Campania tra tre tra cui il baranese Pietro Buono. Poi in ospedale si sono ritrovati anche la direttrice sanitaria dell’ASL Napoli 2, dott. Monica Vanni ed i vertici dell’Ospedale Rizzoli, Il direttore sanitario dell’ospedale dott. Nunzio Quinto, il primario di ginecologia dott. Luigi Stradella. Insomma, davvero all’appello non mancava nessuno e non poteva essere diversamente visto la drammatica tragedia che ha ispirato questa “visita”.

L’iter della seduta all’interno del Rizzoli si è svolto secondo una prassi abituale e consolidata. La commissione ha ascoltato i medici e i paramedici che hanno svolto un ruolo da protagonisti o comprimari durante la degenza in ospedale e nel corso dei due interventi (il parto cesareo prima e quello d’urgenza poi, prima che Sara fosse trasportata nel reparto di rianimazione). Ovviamente tutti i soggetti sono stati ascoltati uno alla volta in maniera tale che nessuno potesse ascoltare quanto riferiva il prossimo. Poi c’è stato un secondo step che ha portato a un colloquio riservato tra gli ispettori del ministero, la delegazione regionale e i vertici dell’ospedale Rizzoli per discutere proprio del punto nascita. Sull’argomento si sono espressi a turno i primari e poi è stata anche monitorata la struttura per verificarne le condizioni ma anche l’organizzazione del lavoro così come articolata nei vari reparti. Come detto in apertura di servizio, occorreranno alcuni giorni per capire se l’ispezione di ieri ha portato alla luce qualcosa di rilevante, ma nel frattempo quello che si può sostenere è che ancora una volta – e non è la prima che se ne parla – il punto nascita rischia seriamente la soppressione, che tutto quello che ne conseguirebbe: in fondo lo stesso non rispetta una serie di parametri standard ed è tenuto in vita soltanto per una deroga concessa proprio dal Ministero della Salute. Servirebbero 500 nascite in un anno solare, a Ischia se ne registrano ormai meno della metà. Per adesso l’insularità ci ha tenuto in piedi, ma basterà ancora?

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