CULTURA & SOCIETA'

GRAFFITI Rivoluzione culturale, segni e ombre

DI ENZO RUJU

La storia, il racconto umano di guerre, pace, cultura, fa parte del bagaglio di periodi e avvicendamenti dell’umanità. La rivoluzione indica la profonda rottura di persone con lo stato civile, non solo, il radicamento di malessere che menti in giacca e cravatta manovrano il popolo. Comunicazione, parole, comunicati incitano alla ribellione dell’altro, raduni, gruppi inizialmente senza un obiettivo, poi si sviluppa in guerriglia. Assalti, gli incappucciati pronti alla rabbia sfasciano vetrine in cerca di gloria. Visi illuminati, occhi sbarrati, corpo contundente, si precipitano a sfasciare la prima vetrina. La rivoluzione culturale e sociale è questa? Libri al bando, occupazioni scolastiche, le nuove generazioni cercano gloria in territorio. Gloria significa divisa, maschera, depredare e mettere a nudo le precarie piazze adibite al passeggio, a rapporti interpersonali, non a guerriglia improvvisata. Università assediate, gruppi studenteschi, la missione, il disprezzo della vita in un territorio indifeso e offendere la precarietà. Lo studio è la fonte per uscire dall’ignoranza e guardare in avanti per una civiltà diversa, migliore.

La storia insegna il Rinascimento, la rivoluzione culturale, aristocrazie e potere in un nuovo linguaggio propiziatorio alla cultura, conoscenza e sapere. Gutenberg (1400-1468), il tipografo tedesco, la prima carta stampata, la comunicazione a distanza. Anni 2000, guerre, il sistema geopolitico in continua evoluzione, strategie militari, droni, colpi di cannone, ricerca satellitare per stanare il nemico. La bellezza è svanita o il simbolo della bellezza usata in diplomazia fa riflettere i potenti. Il mistero della fede ci conduce all’universo e il cantautore Rino Reitano illustra il conflitto territoriale con la bellezza dell’infinito. Non distruggiamo la terra, amiamola con la forza del dialogo. Usiamo l’alfabeto per socializzare e condurre trattative di pace. La rivoluzione culturale ha inizio, moderna, tecnologica, robotica. Siamo pronti alla generazione artificiale, intelligenza artificiale, che sia buon uso degli strumenti tecnologici. La tipica frase di Giulio Carlo Argan, storico dell’arte del Novecento, “l’uomo al centro dell’universo”, è il caso di dire l’uomo al centro, che usi gli strumenti per migliorare la civiltà. Mente, studio, lavoro, le caratteristiche dell’uomo contemporaneo nel progetto sociale e culturale, sia detto, sia scritto, sia fatto, il pianeta ha bisogno della sapienza. La duttilità dell’umano al servizio della società.

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