CULTURA & SOCIETA'

I tempi passati dei lunedì in albis da incubo con giovani gitanti scatenati sono ormai lontani: oggi viviamo una pasquetta sempre più tranquilla e nel rispetto delle tradizioni

Prove generali per i turisti che verrano in un clima di ritrovata fiducia e disponibilità aziendale - La ricorrenza di ieri della pasquetta a Ischia, già da un decennio riveduta e corretta, è filata liscio come l’olio, senza incidenti di rilievo e con le resse sulle banchine all’arrivo ed alla partenza dei gitanti , abbastanza contenute con il contributo, in questi casi, determinate delle forze dell’ordine fra Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e della Guardia Costiera Capitaneria di Porto di stanza ad Ischia e Polizia Urbana - i “nostalgici” ,fra ischitani e gitanti, non hanno rinunciato alla tradizionale scampagnata come facevano i padri ed i nonni, nel verde di Piano Liguori, in pineta, al Cretaio, ai Frassitelli, alla Falanga a Santa Maria al Monte ed all’Epomeo. I ricordi della “pasquetta” alla vecchia pagoda.

Molto è cambiato: sono cambiati i tempi, è cambiata la comunicazione, l’informazione, l’educazione civica, in base alla quale si ha più rispetto per se stessi e per gli altri. Insomma è cambiata la cultura del comportamento che ha modificato sostanzialmente il modo di vivere generale . Quindi sono Ormai lontani i tempi in cui il giorno del Lunedì in Albis, ultimo del periodo pasquale, orde di giovinastri fra l’età adolescenziale e quella adulta di primo pelo, si riversavano sull’isola, mettendola a soqquadro con le loro intemperanze e comportamento disordinato, tanto da arrecare danno a tutti i luoghi calpestati, spiagge e pinete comprese.

Sbarcavano nel porto di Ischia ed a Casamicciola con traghetti e motonavi provenienti dal Molo Beverello di Napoli e da Pozzuoli, già alla partenza di mattina presto, non di certo con le migliori intenzioni, muniti fra l’altro di quegli storici palloni leggeri della Superflex e strane colazioni avvolte in pezzi di giornali e in zainetti di fortuna. Al Loro arrivo sull’isola, in men che non si dica, invadevano le strade del centro,scagliando senza un minimo di coscienza i loro palloni contro vetrine dei negozi e persone, seminando panico e fughe. Su spiagge e pinete, come si diceva sopra, un…mare di cartacce imbrattate d’olio e di altri tipi di grasso, calzini e canottiere smesse, carcasse di palloni superflex andati distrutti ed il loro vociare scomposto, erano il risultato raccapricciante di una giornata festiva che doveva essere vissuta in sana allegria, col vero spirito della gita, per così dire, fuori porta, ma che invece si trasformava da subito per Ischia, per veri i turisti presenti e per gli ischitani stessi residenti in un Lunedì in Albis da incubo. Un Lunedì in Albis, che non si chiamava ancora Pasquetta, almeno qui ad Ischia. Certo, sono tempi passati, di cui però, per chi li ha vissuti, suo malgrado, è rimasto vivo il ricordo.

GIOVANI GITANTI CORAGGIOSI IMPROVVISANO UNA PICCOLA BRACE NEL VERDE DEI CASTAGNETI DEL CRETAIO

Per fortuna, ma anche e direi soprattutto, per decisa presa di coscienza che un simile passato mai sarebbe più potuto continuare, oggi stiamo qui a parlare di tempi decisamente più nobili, per una Ischia che allo stato attuale, anche se non seleziona con maniacale disciplina i suoi ospiti, almeno li sa guardare in faccia e ne capisce la positività. Il Lunedì in Albis di ieri, o meglio il giorno di Pasquetta di ieri, come già avviene da diversi anni precedenti, è filato liscio come l’olio, senza incidenti di rilievo e con le resse sulle banchine all’arrivo ed alla partenza dei gitanti, abbastanza contenute con il contributo, in questi casi, determinate delle forze dell’ordine presenti sul posto. Ma il Pic Nic della Pasquetta ha anche altri connotati che riguardano in particolare quegli ischitani che da sempre preferiscono trascorrere quelle liete ore del primo pomeriggio, o addirittura in pieno orario di pranzo, in luoghi adatti per la tradizionale scampagnata del Lunedi in Albis o Pasquetta che dir si voglia. Cosi si prendono di mira, come del resto si è fatto, località agresti dell’isola come alcuni spazi della pineta comunale, l’altura con vista mare di Piano Liguori, la vecchia pagoda sul porto d’ Ischia (negli anni ’40 e ’50 era esclusiva meta degli ischitani del Lunedì In Albis dove magiarsi il casatiello, la pastiera e l’uovo sodo tinto di rosso con le tradizionali e naturali radici di rovere), la pineta di Fiaiano, Monte Vico, Santa Maria al Monte con la vicina Falanga ed infine l’Epomeo. Per essere un tantino più romantici c’è chi si imbosca tra i filari di viti, tra i primi ciclamini e fiori selvatici di pinete e boschi alla portata dei più esperti “esploratori”.

Basta che si abbia un cestino ricolmo di cose gustose pasquali ed una bella tovaglia da pic nic, per godere della natura e del giorno festivo del Pasquetta tanto atteso. I vecchi contadini ischitani, capostipiti di famiglie numerose, poco lontani dalle proprie case di campagna, festeggiavano la Pasquetta nel modo tramandato ai figli, nipoti e pronipoti dei giorni d’oggi. Essi stendevano sull’erba le tovaglie di grosso cotone profumate di sapone di Marsiglia, creando cosi una grandissima tavola, in grado di ospitare la straordinaria abbondanza di cibi e vini della casa. Infatti a quella bellissima ed invitante tavola primaverile, sedevano tutti i componenti della famiglia, grandi e piccini, fino al tramonto con un non stop di chiacchiere, risate ed allegria. Su quella bella, ricca e profumata tavola campestre, c’era tutto il ben di dio, ossia cibi freschi e colorati: insalate di verdura e pomodoro, salumi,formaggi e soprattutto le uova che non potevano mancare, frittata di pasta e di patate, punte di asparagi selvatici, ventreschella, piselli e fave fresche e fra i dolci, il casatiello, il tortano e la pastiera con il classico liquore della nonna,il rosolio dai vari colori e gusto, e tanto, tanto vino della cantina propria a due passi dalla tavola che nessun Smartphone ha mai potuto immortalare. Perchè non esistevano.

Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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