LE OPINIONI

IL COMMENTO Amici, continuiamo a venerare l’Immacolata

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Lo spunto me lo ha dato la foto pubblicata su fb dell’Immacolata in trono dalla congrega dei Turchini di Procida. Tra poco ci siamo; ricorre la celebrazione dell’Immacolata Concezione. Quanti ricordi! E’ una festa invernale. Oggi, poi, che sto scrivendo il tempo è proprio brutto; acqua e vento. Ricordo quelle giornate invernali, quando stavo alla Madonna della Libera, e la gente passava sotto casa mia per andare in chiesa. Le giornate di pioggia le persone si affrettavano, facevano la lotta con l’ombrello per mantenerlo aperto, ma non demordevano, dovevano arrivare in chiesa. Costasse qualsiasi sforzo, ma la Madonna aspettava e non bisognava deluderla. E dire che la novena si teneva alle cinque di mattina per dar modo ai contadini di andare a lavorare dopo. Altri tempi! Ritornando alla congrega dei Turchini l’immagine della Vergine che sta sulla parete di sinistra rispetto all’altare maggiore rappresenta la Madonna incinta. Non so quanti di voi che leggete conoscevate questo particolare, ma essa vuole rappresentare l’essenza della fecondità, della vita che viene fuori con prepotenza.

Questo mito della vita che nasce in qualsiasi condizione l’ho rivisto domenica 13 novembre nella mostra d’arte di Carlo Ciucchi Picchio artista. Anche qui c’è la venere di Milo, una copia di quella del Louvre, incinta e con una screpolatura sull’addome da cui nasce una nuova vita. Come si vede si rinnova, anche se con forme diverse, il mito della fecondità. Quello dell’Immacolata è uno dei più grandi misteri della nostra Religione. Nessuno è obbligato a crederci, ma le cose stanno così. La Madonna, pur essendo vergine, rappresenta lo spirito della vita che nasce e prosegue. Forse anche solo in questo si intuisce la grandezza di Dio. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu emanato da Pio IX nel 1854. Pochi sanno che il Papa, incontrando nei corridoi della Curia di Napoli il nostro curato Tommaso Scotti Galletta che si trovava relegato da diciassette anni per delle false accuse, ebbe con lui degli scambi di idee proprio sul dogma dell’Immacolata. Il Papa si convinse che il curato era innocente e lo sollevò da qualsiasi accusa. Forse questo dogma ha anche un pizzico di “procidanità”. Ogni volta che mi trovo di fronte all’immagine dell’Immacolata mi vengono alla mente e mi salgono alle labbra i versi di Dante “Vergine madre, figlia del tuo figlio, tu sei colei che l’umana natura nobilitasti, che il suo Fattor non disdegnò do farsi sua fattura”. Versi profondissimi che in poche parole racchiudono un intero trattato di teologia. Amici continuiamo a venerare l’Immacolata. Essa è il segno della vita che nasce e si rinnova sempre. Ad onta di tutte le brutture che ci sono in giro…

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