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LE OPINIONI

IL COMMENTO La nuova vita (possibile) della chiesetta di Sant’Anna

In questi giorni su facebook e su instagram circolano parole di protesta e di sdegno per l’evidente ed il perdurare dello stato di abbandono della secolare chiesetta di Sant’Anna nella omonima località con vista sugli storici scogli sottostanti e sull’antica spiaggia di Cartaromana con fonti annesse. Una maniera di esprimere tutta la propria rabbia con toni forti per farla arrivare alle orecchie degli amministratori della cosa pubblica, direttamente nelle stanze dove “programmano” e “operano” per ottenere la “bella Ischia”, “creatura” tanto cara al sindaco Enzo Ferrandino, ma che stenta a decollare come il primo cittadino realmente vorrebbe. Purtroppo il Tempietto versa per davvero in cattive condizione. Bisogna intervenire subito prima che le mura restaurate negli anni ’80 cedano sotto il peso dell’ incuria. La chiesetta di S.Anna ha una sua storia antica che quasi nessuno conosce per non averla potuta apprendere da nessuna parte, per il semplice motivo che nessuno in passato ne ha scritto o parlato. Per poter arrivare alle origini lontane, bisogna agganciarsi alla storia della Torre vicina dove anche qui le notizie sono scarsissime. Per ottenere qualche risultato è necessario indagare su alcuni personaggi che sono stati protagonisti nella storia del Castello dirimpettaio come i Re Alfonso e Ferdinando D’Aragona, i governatori Innico II e Costanza della potente famiglia dei D’Avalos e di Laura Sanseverino. Episodi della loro storia portano a ricostruire i momenti di nascita e di crescita della chiesetta in questione. Anche per la Torre gli storici hanno scritto poco o niente.

Lo stesso D’Ascia nella sua “Storia dell’sola d’Ischia”, più di una volta ristampata, se la cava con poche righe, come quel monumento davvero non rappresentasse nulla. Tornando alla chiesetta ed alla sua storia, sarebbe il caso di riportarla in un apposito opuscolo e divulgarlo nei giorni 25 e 26 luglio in piena festa ispirata a Sant’Anna. Lo ha già fatto il parroco di Ischia Ponte Don Carlo Candido nel libretto delle 10 chiese attive del comprensorio parrocchiale di sua pertinenza pastorale. Ha riportato la mia ricostruzione storica del Tempietto fino ad ieri senza una identità ufficiale. La storia di cui parlo è qui di seguito sintetizzata, quale mio personale contributo alla iniziativa editoriale che eventualmente si vorrà intraprendere, dal momento che quanto scritto, è il frutto di una accurata ricerca storica che fa parte di un mio libro sulla storia della Torre di Michelangelo e dell’Antico Borgo di Celsa in via di ultimazione. La storia è la seguente: S. Anna è ricordata e celebrata ad Ischia da oltre cinque secoli per merito iniziale di Donna Laura Sanseverino-D’Avalos che, da religiosa praticante qual’era, chiese al marito capitano Innaco D’Avalos e favorito del Re Ferdinando d’Aragona di usare tutta la sua ascendenza verso i suoi superiori a Corte, affinchè gli permettessero di costruire una chiesetta nei pressi di quello stesso luogo dove da poco era stata costruita la Torre, in quella stessa ampia distesa di terreno con facile discesa a mare, davanti al Castello, in un contesto panoramico mozzafiato. Innico D’Avalos che aveva seguito personalmente i lavori di costruzione della Torre. ottenne il benestare e i fondi. La Chiesetta potè presto vedere la luce ed essere aperta al culto non solo per la sua famiglia, ma anche per gli abitanti dell’intera zona. Donna Laura Sanseverino-D’avalos felice per essere stata così particolarmente accontentata, in occasione di una visita del Re sul Castello, si recò per ringraziarlo personalmente a nome anche della comunità che avrebbe frequentato la chiesetta nell’area della Torre. La chiesa fu consacrata direttamente dal Vescovo.d’Ischia Donato Strineo nel 1504 nello stesso anno in cui prese possesso della Diocesi isolana. Il Vescovo Strineo, era impegnato presso la curia di Napoli reggendo il Vicariato Generale per disposizione del Cardinale Carafa, a sua volta trattenuto a Roma. Il Vescovo Donato Strineo si recava ad Ischia sul Castello solo in occasioni solenni .o a seguito di particolari inviti che gli venivano formulati da personaggi influenti dell’isola. L’invito che gli pervenne dalla famiglia D’Avalos era di quelli che non si potevano rifiutare, anche perché il Vescovo, era a conoscenza dell’opera meritoria dei coniugi D’Avalos relativa alla realizzazione di una chiesetta fatta sorgere poco distante dalla Torre. Il Vescovo Strineo successe a Berardino de Leiz di Roma che dopo la nomina a Vescovo d’Ischia con bolla di Papa Alessandro VI, fu sostituito in meno di un anno da un nuovo Vescovo Mons. Giovanni Stinco proveniente dalla vicina isola di Capri. Anch’egli fu pastore sull’isola per pochi mesi. Mons. Donato Strineo accettò l’invito di buon grado e fu felice di assolvere allo storico compito di consacrare il Tempietto ed elevarlo al culto del Signore ed alla venerazione di Sant’Anna la madre della Santa Vergine Maria. Ciò fu possibile perche Donna Laura Sanseverino, nel corso della cerimonia di consacrazione, donò alla nuova chiesetta che aveva fortemente voluto, un prezioso quadro raffigurante l’immagine della Santa a cui tra l’altro, era molto affezionato, essendo il dipinto di autore ignoto, un gradito regalo di nozze di una sua cugina di Napoli con cui aveva rapporti familiari frequenti. Donna Laura, il quadro l’aveva portato con se nella Torre sistemandolo in una delle sue stanze con particolare cura e attenzione. Il giorno della consacrazione della chiesetta coincise con la cerimonia di battesimo, sia pur con un anno di ritardo, della piccola Costanza D’Avalos che Donna Laura, sua madre, volle che si effettuasse in quella importante circostanza, nella stessa nuova chiesetta che dopo la sua costruzione decise fosse dedicata a S.Anna proprio in riferimento a quel quadro che aveva portato con sé durante il suo trasferimento dal Castello alla Torre. Al rito religioso presero parte il Vescovo Strineo, il suo Vicario nella Cattedrale sul Castello don Catello Di Bernardo, altri membri delle famiglie D’Avalos e Sanseverino e una folta rappresentanza di semplici popolani contadini e pescatori dell’altipiano del Soronzano, di Cartaromana e del Borgo di Celsa. Fu una cerimonia nella cerimonia notevolmente toccante e benedetta per l’appunto dal Vescovo di Ischia Mons. Donato Strineo, ritornato sull’isola su specifico invito, per legare il suo nome ad un felice evento passato poi alla storia.

DONNA LAURA SANSEVERINO BENEFATTRICE DEL BORGO DI CELSA
DONNA LAURA SANSEVERINO BENEFATTRICE DEL BORGO DI CELSA

La Chiesetta fu così dedicata a S. Anna per effetto di quel particolare quadro andato poi perso con i paramenti ed altri oggetti di arredo sacro di quel tempo, Negli anni successivi il vecchio quadro scomparso fu sostituito con una statuetta lignea di artistico pregio, andata persa anch’essa con l’andar del tempo, ma ritrovata e tutt’ora custodita quale storico reperto sacro Da un privato cittadino ischitano. Il tempietto divenuto rudere, è stato per lungo tempo abbandonato all’incuria ed alla indifferenza pubblica. Solo di recente la piccola chiesa, per un debito con la storia, è stata restaurata e riportata alla sua antica funzione di luogo di culto. La festa in onore di S.Anna nel corso degli anni è divenuto un grande evento turistico di cui il paese va orgoglioso. E’ denominata la Festa a Mare agli Scogli di S.Anna a cui è stato aggiunto il Palio di Sant’Anna per premiare le migliori barche addobbate in gara. Con le innovazioni apportate , il Palio è stato eliminato, lasciando solo i tradizionali premi in denaro. Quell’anno 1504 ricordato per la successione di diversi eventi positivi per la famiglia D’Avalos, si concluse inaspettatamente nel peggiore dei modi. Infatti il 12 dicembre morì Innico D’Avalos a soli 34 anni lasciando vedova la moglie Laura Sanseverino e orfani di tanto padre i due figli piccoli Costanza e Alfonso

antoniolubrano1941@gmail.com.

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