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LE OPINIONI

IL COMMENTO La sindrome del Gattopardo

Riportava Il Golfo di qualche giorno fa la seguente notizia: Controllate a Ischia 20 abitazioni per i fitti estivi. Contravvenzionati cinque proprietari; per gli altri 15 proseguono i controlli. Ora, la cosa desta meraviglia, perché le norme ci sono e i controlli da effettuare sono solo di due tipi: uno riguarda la Polizia di Stato- Servizio Alloggiati, l’altro riguarda il Comando Vigili Urbani (e successivamente l’Ufficio Tributi per il versamento della tassa di soggiorno). La denuncia alla Polizia di Stato viene effettuata immediatamente all’arrivo del richiedente alloggio e, dopo alcuni giorni, si può estrarre on line la ricevuta con codice identificativo. Lo stesso dicasi per il Protocollo Generale dei Comuni ( per il Comune d’Ischia il riferimento è il Decreto Sindacale n.70 del 19/06/2015) che viene fatta immediatamente all’arrivo degli ospiti e il versamento deve essere effettuato entro 15 giorni dalla fine di ciascun mese solare nel quale è avvenuto il fitto. Non è che ci siano difficoltà interpretative. O è bianco o è nero. C’è un contratto di fitto, sì o no? La denuncia al Comune e alla Polizia di Stato è stata fatta, sì o no? Se sì, il proprietario è a posto, se no è passibile di sanzione. Se Comuni e Polizia collaborassero di più e si servissero, in maniera sinergica, dei dati affluiti, potrebbero, in via preventiva, anche evitare il controllo “casa per casa” che, comunque, non offre una bella immagine e finisce col rafforzare l’idea di un posto turistico “ sotto assedio”. E, poi, smettiamola di pensare che tutte le famiglie alloggiate nelle case vacanze o in B&B siano malavitose e quelle che vanno in albergo siano gente per bene. Chi ha soldi sporchi, si permette anche il cinquestelle! Per una famiglia normale, essere svegliati all’alba da Polizia o Carabinieri per i controlli è comunque traumatico.

Per quanto riguarda i commenti “incommentabili” di quanti, su F.B., sparano a zero contro i proprietari di case o di B&B , vorrei a loro rammentare che, a partire da alcuni decenni, se non fosse stato per il fitto estivo di case, ad Ischia non ci sarebbe stata mai distribuzione di ricchezza. Ci sarebbe stato solo un manipolo di albergatori che avrebbero visto crescere a dismisura le loro fortune. Chi grida allo scandalo per i 3.000-4.000 euro mensili di un fitto di casa, dovrebbe spiegare se c’è proporzione con i 1.200 euro per il fitto mensile di un ombrellone sulla spiaggia o con il caffè a 3 euro al bar o la bottiglia d’acqua a 3 euro (quando, al supermercato, con poco più di un euro, compri una confezione da 6 bottiglie). Il problema è: siamo in grado di controllare a tavolino (oggi dicasi “al computer”) chi ha regolarmente dichiarato l’arrivo di ospiti e chi no? In tempo reale, quotidianamente,il Comando Vigili Urbani è in grado di stilare un elenco di chi ha denunciato il fitto di un alloggio? La Polizia di Stato è in grado di fare altrettanto? Se sì, è inutile andare a controllare a tappeto anche le abitazioni che si sono messe in regola. Si vada per esclusione! A meno che non si dica che è complicato elaborare elenchi aggiornati, che il personale è poco, che ci vuole tempo. Prima obiezione: il personale è poco anche per le “ ispezioni in loco”. Quello che si risparmia da un lato, si impiega dall’altro. Seconda e più seria obiezione: vogliamo farlo il salto di qualità con l’innovazione tecnologica? Stare a metà del guado, non serve a nulla. O per caso siamo interessati, più che al risultato, alla spettacolarizzazione dei blitz all’alba? Qui si apre un’importante parentesi e mi riferisco in particolare al Comune d’Ischia. Tante volte critico l’Amministrazione comunale e lo faccio esclusivamente con l’intento di stimolarla a far bene nell’interesse collettivo, ma non ho alcuna difficoltà a riconoscere ed evidenziare quando scorgo un’azione positiva. E’ il caso del Progetto “Digital Twin Island-Ischia Innova” che, presentato a novembre del 2021 e coordinato dalla consigliera comunale Carmen Criscuolo, trova in questi giorni un’importante conferma e rafforzamento.

Fu un manipolo di giovani (isolani e non) ad elaborare questo progetto innovativo, con tecnica blockchain, che rientra perfettamente negli obiettivi del PNRR nazionale. Furono l’ing. Gianmarco Jamal Piramo (che collabora con l’Università di Fisciano), esperto in “machine learning” e smart city, il Project Manager Michele D’Ambrosio, la Legal Manager Laura Cappello, Marco Folegani, Marco Vitale ad illustrare ( collegati in diretta con l’assessore regionale Felice Casucci) l’innovativo progetto. Ed un altro giovane, Alessandro Cacciato, Digital Promoter delle Camere di Commercio, aveva scritto un saggio che ha ispirato il titolo di questo editoriale “ La sindrome del Gattopardo” Rubattino Editore. Perché i giovani ben sanno quanto refrattaria siano la società, il mondo politico, il mondo imprenditoriale ad andare avanti, fino in fondo, nell’innovazione tecnologica. Si ha sempre l’impressione invece che si dice di voler cambiare tutto, in realtà per non cambiare niente. Questa volta, però, va dato atto al Comune d’Ischia di essere stato attento alle opportunità offerte. Sicché, con delibera di G.C. 64/2022 del 22 luglio, è stato provveduto a variare il Bilancio in esercizio provvisorio per integrare la richiesta Fondi a valere sugli Investimenti ai Comuni delle Isole Minori per gli anni 2020-2021-2022. In un primo momento lo Stato aveva stanziato 14,5 milioni complessivi per il 2020, 14 milioni per il 2021 e 13 milioni per il 2022. Essendo stato portati tali stanziamenti a 24 milioni per il 2021 e a 33 per il 2022, opportunamente il Comune d’Ischia si è inserito con una richiesta supplementare di 99.000 euro a finanziare il Progetto di digitalizzazione.

Mi sembrerebbe logico, a questo punto, per una questione di continuità, delegare ancora la Criscuolo a seguire l’esecuzione del Progetto. Inoltre bisogna indicare a questi giovani che c’è la necessità di “far parlare” tra loro i sistemi informatici, non solo dei sei Comuni isolani ma anche con i sistemi delle forze dell’Ordine, dell’Agenzia delle Entrate, della Sanità e con tutte le principali espressioni del potere metropolitano, regionale e statale. Se saremo capaci di questo, non ci sarà più bisogno, ad esempio, che il cittadino debba trasmettere le stesse notizie a Comune e Polizia di Stato per i fitti di appartamenti e non ci sarà più bisogno di andare “casa per casa” all’alba a disturbare indistintamente chi si mette in regola e chi no. Avremo fatto un passo avanti verso una società organizzata, moderna e non “nemica” dei cittadini (indistintamente corretti e scorretti).

P.S. A dimostrazione che per lo più in Italia si “parla” di cambiamento e innovazione a sproposito e per lasciare sostanzialmente invariate le cose, citiamo l’ennesima promessa elettorale di Silvio Berlusconi: che renderà possibile aprire un’attività con una semplice “raccomandata”, snellendo ogni burocrazia. Al che la giovane Giulia Pastorello, vice segretaria di Azione ed E-Commerce Manager, gli ha ironicamente fatto notare che con strumenti moderni come la PEC, o SPID o la C.I.E., le raccomandate sono diventate strumento preistorico, che solo persone di 85 anni come Berlusconi o di 75 come lo scrivente, possono ancora evocare e pensare così di “ semplificare” la burocrazia italiana.

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