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LE OPINIONI

IL COMMENTO La stagione turistica al tempo del Coronavirus

Eravamo in crisi, inutile nasconderselo. Tra i prezzi sempre più low-cost, l’aumento dei contributi previdenziali, della merce, il fardello sempre più pesante e oppressivo di una TARI e IMU divenute insostenibili, del prodotto Ischia sempre più appannato, a fine stagione il risultato è che molti di noi imprenditori invece di guadagnare e chiudere la stagione in attivo dovevano chiedere soldi in banca. Poi è arrivato il Coronavirus. Un guaio grosso ma anche una opportunità per sederci intorno ad un tavolo, forze produttive e politici, e studiare una strategia per rivedere il prodotto Ischia così da affrontare l’emergenza, provare a mettercela alle spalle, e poi ricominciare con nuova forza, con entusiasmo, con nuove idee e soprattutto con progetti diversi e validi. E invece non è stato affrontato nessun discorso sul “prodotto” Ischia, nessuno sui prezzi, nessuno sulla insostenibile tassa della spazzatura, sulla depurazione del mare, sul parco dell’Epomeo, sui trasporti marittimi, sulle energie rinnovabili, sulla crisi del commercio e del turismo, su un’isola verde ecosostenibile e che potesse finalmente diventare una località al passo con i tempi.

Ci si è limitati a parlare di “protocolli”, disinfestazioni, distanze, mascherine, e mille altre cose che fra sei mesi saranno inutili. Il risultato è che i guai del pre Covid si sommeranno con gli inevitabili cambiamenti prodotti in maniera pressoché irreversibile dal post coronavirus; il nostro prodotto sarà sempre più scadente e poco appetibile e l’indebitamento delle aziende sempre più alto. Credo che i nostri sindaci, i presidenti delle associazioni e i politici in genere, non si rendano conto della situazione economica e riescano più a rendersi conto della responsabilità che si sono assunti nel farsi eleggere dai propri cittadini. Non esistono alibi di sorta, sono loro i primi colpevoli, uomini e donne inadatti al ruolo che hanno chiesto di ricoprire, che con la loro mediocrità fanno danni enormi al paese, al commercio e al popolo che governano che ahimè, è incredibilmente stupido. (e vi ho “trattato”) da sopportare tutto questo senza battere ciglio. La stagione turistica, almeno ciò che ne è rimasto, potrebbe anche andare benino, o comunque essere non così disastrosa come sembrerebbe, grazie al turismo di prossimità e per gli incentivi del bonus, ma i “nodi al pettine” certamente non scompariranno come per incanto.

* IMPRENDITORE TURISTICO

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