LE OPINIONI

IL COMMENTO L’isola e la guerra dei prezzi (al ribasso)

DI MARCO BOTTIGLIERI

Una totale mancanza di visione, programmazione e cura del territorio sono alla base dell’attuale crisi che sta vivendo la nostra isola. I dati relativi alle presenze che stanno caratterizzando il territorio in questa complessa stagione estiva, per quanto non certificati ma solo presunti o percepiti parlano in ogni caso di un calo dal  20% fino ad arrivare al 40% per alcune zone del nostro territorio più in difficoltà. Diverse le cause: certo meteo avverso ed innalzamento dei prezzi hanno senza alcun dubbio influenzato la spesa turistica degli italiani e solo a consuntivo si conoscerà con maggiore dettaglio la reale entità di questi andamenti. Ma a fronte di ciò, di uno stato dell’arte tutt’altro che incoraggiante, si pongono sul tavolo due questioni importanti, senza la soluzione delle quali, risulta difficile trovare rimedi almeno a breve e media scadenza.

Andiamo con ordine. La prima è la “totale mancanza di un sistema di contabilità e di analisi dei flussi turistici che supporti le istituzioni e gli operatori nel leggere e comprendere i movimenti turistici e poter disegnare interventi conseguenti ed appropriati. Nel vuoto dei numeri ognuno può dire quel che vuole“. La seconda questione riguarda  la qualità degli ospiti che ogni anno si riversa sull’isola d’Ischia, e questo aspetto come è noto ai nostri concittadini riguarda e investe soprattutto  determinati periodi dell’anno. Anche in questa estate 2023 la nostra isola è stata presa d’assalto da un numero considerevole di turisti poco inclini al rispetto del territorio, dei suoi ospiti e dei residenti, anche già da luglio, tanto da scoraggiare sempre più i tanti turisti di prossimità, che molti di noi vorremmo ritrovare sui nostri lidi e a passeggio tra le  vie dello shopping.  Siamo ormai ad agosto e tanti alberghi sull’isola d’Ischia stanno faticando per vendere le camere per il periodo che dovrebbe essere (e che storicamente tale si rivela ovunque, specie nelle località balneari) quello più forte della stagione turistica, e ci riferiamo naturalmente al  Ferragosto. Questo comporta un’altra guerra al ribasso del prezzo della camera per notte, ormai unica soluzione che da queste parti si riesce a trovare per combattere la crisi e provare a sopravvivere e sbarcare il lunario.

Per quanto riguarda la strategia dei prezzi, è importante lavorare sulla competitività e sulle performance rispetto alle ‘guerre’ delle tariffe, che spesso diventa tristemente una guerra dei poveri.  Una strategia di prezzo intelligente si basa su una strategia di valore, il che significa che il valore e la qualità dell’operazione devono essere fondamentali e il miglioramento di questi offre l’opportunità di aumentare i prezzi. Una qualità superiore alla media non dovrebbe essere disponibile a un prezzo scontato. Purtroppo, per ora siamo ancora davanti a discorsi utopici. Per passare dalla teoria alla pratica, duole dirlo, l’impressione è che non siamo ancora pronti. E questo, va detto senza remore, certo non induce all’ottimismo. 

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Luigi Boccanfuso

Le associazioni dovrebbero fare “sindacato” piuttosto che “leccare” gli amministratori comunali di turno.
Fino a quando non si capisce ciò, continuerà inesorabilmente l’agonia….

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