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LE OPINIONI

IL COMMENTO Lo strabismo di Giosi

Adesso è tutto chiaro. Adesso sappiamo perché “gli occhi di tigre” invocati da Enrico Letta per spronare i quadri del suo partito verso una campagna elettorale aggressiva, e da me ironicamente richiamati in un precedente editoriale, a Ischia sono rimasti chiusi. Conoscevamo lo strabismo di Venere ovvero l’occhio divergente che caratterizza la Venere nel celebre dipinto di Sandro Botticelli “La nascita di Venere”. Non conoscevamo ancora lo strabismo di Giosi, del quale un occhietto di sghimbescio guardava a Renzi. Sì, certo,conoscevamo la collocazione correntizia a fianco di Guerini, di Lotti, l’amicizia con Maria Elena Boschi, le frequentazioni in motoscafo a Ischia, la vicinanza a tutti quelli del PD sensibili alla sirena dell’ex enfant prodige fiorentino, però non immaginavamo ancora una trasmigrazione in Italia Viva, ove (paradossalmente, ma non troppo) potrebbe ritrovarsi a fianco di Domenico De Siano, che sta per prendere la medesima decisione.

Giosi Ferrandino

L’opzione Italia Viva è l’eterna collocazione nel limbo centrista politico, pronto alla politica dei due forni: tenersi nel mezzo in modo da informare pizze e bizze nell’uno o nell’altro forno (a destra o a sinistra) secondo le convenienze. Quindi, alle elezioni del 25 prossimo, Giosi avrà un occhio rivolto al Topo (Lello-PD) e un occhio rivolto al Gatto (sornione-Renzi). Poi ci si meraviglia del crollo verticale dei partiti, della scarsa voglia di partecipazione dei giovani, dell’astensionismo. Giosi prometteva di aprire un Circolo PD a Ischia, di contribuire anche economicamente ad assicurargli vitalità ed iniziativa. Ma questa promessa non si realizzava mai. Per un po’ di tempo si addebitava questa “assenza” di una struttura locale del PD alla contrarietà del Sindaco Enzo Ferrandino (PD) e della sua amministrazione, per il timore che un attivismo di circolo potesse complicare un quadro di equilibri di potere, faticosamente conquistato e i cui risultati elettorali, con l’en plein, ha drasticamente sancito. Si faceva ricadere sul compianto amico Lello Pilato, su Ottorino Mattera, su Luca Spignese e pochi altri la responsabilità di voler mettere in piedi un “contropotere” politico che minacciasse la tenuta dello status quo amministrativo. In questo gioco politico, un ruolo importante lo rivestiva Gianluca Trani, sempre più emergente e crescente nel consenso popolare. C’era intorno a Giosi, una frangia che lo spingeva ad operare una scelta di candidato Sindaco diversa da Enzo Ferrandino, ma più “politica” rispetto a Gianluca, che sembrava maggiormente votato al civismo e che non assicurava sufficientemente un’identità di Partito Democratico.

Lello Topo

Che cosa ha fatto allora Giosi, sempre molto attento alla tattica e sempre meno sensibile alla strategia (come del resto Renzi in campo nazionale): ha scelto, come uomo di riferimento, Gianluca Trani, campione di preferenze. Però, c’è un però! All’atto della decisione di virare verso Italia Viva era forse convinto di poter condizionare il neo presidente del Consiglio Comunale d’Ischia a dirottare verso Italia Viva. E qui Giosi ha sbagliato i calcoli, in quanto ha trovato uno che dimostra che, in quanto a tattica, non gli è secondo: Gianluca Trani rimane saldamente ancorato al PD, nell’ambito del quale si è creato le sue relazioni e i suoi riferimenti. Resta da stabilire cosa farà Enzo Ferrandino, se rimarrà legato al PD, se rimarrà in mezzo al guado per tenersi stretti contemporaneamente Giosi e Gianluca o se addirittura cambierà anche lui partito. Enzo Ferrandino non è uno sprovveduto, non commetterebbe l’errore di lasciare campo libero a Gianluca col PD, troncando le buone amicizie (come la Fortini), che il Sindaco si è creato, per andare a ruota di Giosi, retrocedendo a comprimario sullo scenario politico.

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Sì, certo, Giosi convincerà (forse li ha già convinti) alcuni suoi amici imprenditori isolani (tra i quali ci sono persone intelligenti e bravi operatori economici) a militare in Italia Viva, come convincerà alcuni suoi aficionados politici di Casamicciola a fare altrettanto.

Ma se, come tutto lascia presumere, alla fine, si salderà con vecchi personaggi politici locali, a incominciare da De Siano, che conserva un certo potere nella periferia napoletana, ma nell’ambito isolano appare decotto e niente affatto attivo nelle politiche a beneficio del turismo e dell’economia isolana, ho l’impressione che Giosi Ferrandino farà forse il Sindaco di Casamicciola, sarà forse riconfermato eurodeputato nelle fila di Italia Viva ( tentativo esperito anche da Pittella, suo amico ed ex socialista) ma la maggior parte degli isolani non lo considererà mai un politico isolano all’altezza del socialista Franco Iacono o del democristiano Enzo Mazzella. A questi due, ancora oggi, vengono unanimemente riconosciuti o, quanto meno, per ciascuno dalla schiera socialista o democristiana, meriti in ordine al progresso turistico ed economico dell’isola.

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La nascita di Venere (Botticelli)

E c’è di più, Enzo e Franco, per i rispettivi partiti di appartenenza, si circondavano di gruppi di militanti, consiglieri comunali, che contribuivano a sviluppare un minimo di progettualità per una politica locale che – per carità – ha avuto comunque i suoi limiti, ma vivaddio i confronti-scontri tra socialisti e democristiani partivano da sentimenti e ideali genuini, non tutto era solo tattica, non tutto era solo mercanteggiamento come lo è oggi. Al contrario, Giosi non ha mai voluto a fianco a sé persone pensanti, ma solo fidati “servant”. E lo stesso dicasi di De Siano. Ho già avuto modo di scrivere che, se vogliamo tentare di uscire dal pantano politico, socio-economico ed etico, in cui attualmente Ischia si trova, dobbiamo sperare che giochino un ruolo attivo le donne, le tante donne ischitane impegnate nei vari settori, produttivi, associativi, culturali, scolastici. Ma uno sforzo è richiesto anche ai giovani che, disimpegnati, disillusi, per ora si tengono lontani dalla politica diretta. Lo fanno indirettamente, s’impegnano nel sociale, nell’arte, nella difesa dell’ambiente, nella cura dei disagiati, nella disciplina del traffico. Ma si richiederebbe un loro ritorno alla politica “ diretta”, per praticare quella che Pietro Nenni inalberò, richiamando una locuzione di Charles Maurras usata nel libro “La Politique Religieuse”: La Politique D’abord. Ovvero < la politica innanzi tutto>, trascurando la tattica, che è questione di momenti e di circostanze. (Pietro Nenni-Avanti del 28 giugno 1930). Politique D’abord! O semplicemnete Politica, con la P maiuscola, mentre adesso siamo alle “minuscole”, in tutti i sensi.

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