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LE OPINIONI

IL COMMENTO Procidani aperti al mondo perché lo girano

In genere esco poco e non seguo le vicende dell’isola. Vedo poco anche i manifesti dei morti e spesso mi capita di credere morto qualcuno ancora vivo e viceversa. Domenica 4 settembre, sono uscito. Avevo intenzione di prendere un caffè al bar Roma, ma è difficile gustarlo. Ricordo questo locale cinquanta, sessanta anni fa. Alberto Moravia ad un tavolino di ghisa con il piano di marmo, in là Elsa Morante con lo sguardo perso nel vuoto; di lato un famoso critico d’arte, Cesare Brandi, che dialogava con un Inglese. Intorno era silenzio e si sentiva solo il borbottio della napoletana del caffè. Riesco a trovare un posto vicino ad un tavolino, ma è in comunione con tanta altra gente. Non ci conosciamo, ma ci sorridiamo lo stesso. Il signore seduto a fianco a me ha in mano e cerca di sistemarla a qualche parte, una custodia di violino. “Violinista?” faccio io. “No – risponde-costruttore di violini, liutaio. Ho la bottega in piazza S. Domenico Maggiore a Napoli”.

Mi rendo conto che il fatto si fa interessante. “E il violino che ha usato Sergio Branduardi nel concerto di ieri sera”. Perché ieri sera c’è stato un concerto? Mi chiedo. Io non lo sapevo per nulla, ma taccio. Continua a piovigginare. “Che differenza passa tra uno Stradivari ed un Guarnieri del Gesù? Domando tanto per dire qualcosa al liutaio e poi proseguo: il primo è più nitido, più limpido, il secondo è più cupo, più profondo, più lirico. Lo Stradivari va bene per le “5 stagioni di Vivaldi” il secondo per lo “Stabat” di Pergolesi. Già conoscevo la risposta, ma ho finto di accoglierla come una grossa novità. Con questo signore non ci conosciamo, anzi è la prima volta che ci incontriamo. Ci diamo subito del tu. “Che pensi di tutta questa gente che c’è in giro?” Gli faccio a bruciapelo.” Non mi piace, ma mi rendo conto che non si può evitare. Poi, cambiando espressione, fa: “Voi Procidani avete un dono impagabile: siete aperti al mondo perché girate il mondo. Noi due neanche ci conosciamo e siamo scesi in confidenza. Sarà lo spirito della cultura, sarà la gioia del comunicare, ma noi ci siamo scoperti amici senza tanti fronzoli. Forse sarà sarà stato galeotto il Violino, anche se non è uno Stradivari o un Guarnier del Gesù?

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