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LE OPINIONI

IL COMMENTO Quel paese delle domeniche del senso civico

DI RAFFAELE MIRELLI

Dal 2018 il Festival Internazionale di Filosofia propone lo stop motori nelle due domeniche centrali di settembre. Chiama a raccolta molte associazioni del terzo settore per vivificare quelle zone che normalmente sono adibite al traffico. Lo sapete ormai tutti come funziona, ma non tutti sapete come nasce questa manifestazione che vede l’associazione InSophia protagonista di un raduno di associazioni del terzo settore isolano (cui va il nostro sentito ringraziamento). La collaborazione del Comune d’Ischia è preziosissima, ma la manifestazione viene messa in campo da questa associazione. Inserite nel “mese del senso civico”, infatti, le domeniche cosiddette “ecologiche” fanno parte di una visione filosofica, in cui il festival – oltre a presentare un ricco calendario di eventi, di conferenze quasi tutte dedicate ai più giovani – cerca di tradurre lo spirito filosofico in una pratica: quello dello stare insieme in modi diversi, non convenzionali.

In questo “mese del senso civico”, rientrano anche le campagne di sensibilizzazione create dai ragazzi e dalle ragazze delle nostre scuole. Per intenderci, quelle frasi che vedete affisse sui lampioni che conducono al Castello Aragonese. Lo stop motori, questo grande problema settembrino (dura dalle 10:30 alle 13:00, solo due ore e mezza) coinvolge via Alfredo de Luca, Piazza degli Eroi, e via Antonio Sogliuzzo. Vide la luce nel 2017 con poche pretese, ma con molte offese da parte del popolo ischitano. Siamo stati qualificati in moltissimi modi a causa di questa grande congestione del centro isolano, perché ritenuta un capriccio personale. L’intento di mostrare una reale alternativa, un brevissimo sapore di quella che potrebbe essere una grande zona pedonale che – collegata da mezzi elettrici – libererebbe il centro da rumori, smog e permetterebbe la crescita di tantissimi nuovi “negozi” lungo quello che potrebbe diventare il “secondo corso”. Ma lo sappiamo: siamo sempre contrari ai cambiamenti, specie se sono per il futuro dei nostri figli. Dopo le prime difficoltà la situazione è, con nostro grande stupore, cambiata improvvisamente. Adesso le domeniche sono praticamente affollate da tantissimi bambini e bambine che giocano con i loro genitori, vanno in bici, disegnano. Sembra essere un’isola diversa!

È anche ovvio che chi deve raggiungere il posto di lavoro si senta messo da parte, ma la chiusura permette in ogni caso di raggiungere tutte quelle zone che sembrano essere precluse: basterebbe semplicemente fare un percorso differente o addirittura scegliere di andare a lavoro a piedi.

Ma come sapete, carissimi lettori, le critiche e le offese non mancano mai all’appello e soprattutto non mancano mai perché provengono da quelle persone che difettano di senso critico, che credono che il mondo abbia bisogno a ogni costo delle loro opinioni, anche se non sanno esattamente di cosa stanno parlando. Allora, il festival di filosofia si propone di mostrare una piccola “alternativa”, non di insegnare ai savi come vivere. Di savi ne abbiamo già tanti sul nostro territorio. Parliamo tantissimo di bellezza e di cambiamento, ma solo nei mesi invernali. A settembre siamo tutti stanchi e non vediamo l’ora di chiudere le serrande, per poi lamentarci, sempre, comunque. Quasi fosse un’attività remunerata dallo stato.

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Le domeniche con lo stop motori si fanno, e allora tutti a dire che non servono a nulla; non si fanno, e allora tutti a dire che almeno quelle domeniche erano utili.

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Insomma siamo sempre scontenti. Nessuno di noi vuole insegnare all’altro come vivere, ma ognuno di noi ha il pieno diritto di credere in un’isola migliore. Lo sanno tutti che il nostro problema atavico è il grande numero di autoveicoli! E come vogliamo risolverlo, con le domeniche del senso civico? No! Assolutamente no! La domenica ecologica deve farci capire che possiamo abbandonare le auto per qualche ora al giorno, che bisogna essere meno pigri e cambiare le nostre abitudini. Non solo la domenica.

E le amministrazioni che cosa dovrebbero fare? Dovrebbero imporre questo cambiamento e mettere a disposizione una rete di trasporti pubblici, efficiente e meno obsoleta. Ma secondo voi è una facile impresa? Io credo di no e credo che il problema principale sia rappresentato dal nostro modo di vivere. Il problema siamo noi, con la nostra smania di avere tre auto per famiglia, due motorini, tre bici elettriche. Perché vogliamo entrare con l’auto ovunque, vogliamo e dobbiamo correre, ma non si sa dove! Ce ne freghiamo del codice della strada! Dobbiamo leggere i messaggi mentre guidiamo, non sapete quanti se ne vedono al giorno.

Sapete che cosa vi vorrei dire? Vi vorrei dire che invece molti di noi sono stanchi di sentire, un giorno sì e un giorno no, di incidenti, vite andate; siamo stanchi di mettere fiori per le strade. Ma non si è capito ancora che a Ischia il traffico selvaggio è “il problema” da trenta anni? Eppure? Eppure due domeniche all’anno, in cui proponiamo questa semplice prospettiva per un cambiamento che dovrebbe essere richiesto da noi cittadini, ci si lamenta.

Vi racconto un aneddoto: domenica scorsa un signore di circa 65 anni, a piazza degli Eroi, non ha voluto rispettare questo divieto e stava venendo alle mani con un ausiliare che – in modo davvero pacato – lo invitava a scendere dal motorino. Sapete, c’erano tantissimi bambini per strada con le biciclette e la cosa rischiava di diventare pericolosa. Il gran signore ha comunque preferito mandare a quel paese l’ausiliare (in realtà già ci siamo tutti in quel paese) e ha proseguito spedito sul suo mezzo, mettendo in pericolo i bambini. Allora dico: di che cosa vogliamo parlare? Vedete il senso di tutto è esattamente questo: non si cambia con due domeniche all’anno, nemmeno con quattro, visto che a volte siamo andati oltre il mese di settembre. Vogliamo, però, portare il seme del cambiamento ai bambini che vengono in piazza a giocare. Vogliamo far vedere loro che il domani potrebbe cambiare. La propria isola si può vivere in modo diverso. Sinceramente questo non mi sembra un reato. Signori cari, il mese del senso civico è una mera provocazione. Noi dovremmo imparare a essere più civili tutto l’anno, non solo a settembre.

* FILOSOFO

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