LE OPINIONI

IL COMMENTO Se si vogliono le uova, bisogna mantenere in vita le galline

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è un costo insostenibile per le aziende dell’isola d’Ischia, a causa delle elevate tariffe applicate, che superano più del doppio quelle applicate in altri territori. Per l’intera isola (che conta circa sessantaquattromila abitanti), il costo complessivo è, grossomodo, ventotto milioni di Euro. Sei comuni, sei gestioni diverse, sei aziende, che, con cadenza più o meno decennale, invocano procedure di crisi. L’applicazione della TARI, grazie a una legge nazionale che supera una norma europea, viene calcolata in base ai metri quadri e non, come prevede il Parlamento Europeo, in base alla quantità e alla qualità dei rifiuti prodotti. La norma italiana, in aiuto alle amministrazioni locali, permette ancora che i costi del servizio (qualunque sia l’importo) venga ripartito sui contribuenti secondo tariffe differenti. Malgrado la limitata dimensione dei nostri comuni, ogni amministrazione dispone di una propria azienda per lo smaltimento, “in house” o esternalizzata. I costi risultano quindi molto alti, a fronte di un servizio poco efficiente.

Tali costi sull’isola verde vengono suddivisi tra utenze domestiche e non domestiche. Quelle non domestiche, che riguardano le “attività produttive prevalentemente stagionali”, pagano in media il 65% dell’importo totale, anche se rappresentano, più o meno, il 30% della superficie imponibile. Inoltre, l’importo, sebbene riguardi appunto attività stagionali, è calcolato sull’intero anno. Ad esempio, un albergo, con 40 camere e 6 mesi di apertura, indipendentemente dall’andamento della stagione, paga mediamente per camera intorno ai 740 euro. In Germania, gli operatori turistici scelgono aziende per lo smaltimento dei rifiuti in concorrenza tra loro, con tariffe anche 10 volte inferiori alle nostre. Ma questi esempi possiamo trovarli anche in Italia [ad esempio: Portovenere (comune che fa parte dell’ANCIM, ha ridotto le tariffe facendo una raccolta differenziata ♻️ maggiore dei nostri comuni, eliminando il porta a porta ed ogni cittadino ha una tessera che gli consente di conferire in maniera controllata e per tipologia di rifiuto).

Rispetto alla media nazionale, le nostre tariffe rappresentano delle vere e proprie “patrimoniali annue” nei confronti delle aziende turistiche: alberghi, ristoranti, lidi, negozi…. Tutte le municipalità fanno riferimento ad un unico operatore marittimo privato che, in quanto unico, stabilisce le tariffe delle corse verso la terra ferma. Nel 2020, i rifiuti non dovrebbero rappresentare solo una spesa passiva, ma anche, almeno in parte, una risorsa. Il comparto turistico, ma non solo, ha più volte presentato soluzioni di smaltimento sostenibile, progetti di riduzione del peso e dei volumi dei rifiuti che, a fronte di investimenti privati, non trovano alcun riconoscimento economico sull’isola di Ischia. Purtroppo, tali proposte sono sempre state escluse o vanificate per ragioni tecniche e/o burocratiche. Con la riforma Arera [Autorità di Regolamentazione Energia Reti e Ambiente che dal 1995 svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici], pare debutti il nuovo metodo MTR (Metodo Tariffario Rifiuti), un metodo nazionale che dovrebbe rivoluzionare il calcolo dei costi della filiera dei rifiuti. Ma, al momento, la situazione è insostenibile: prima che la nuova normativa sarà applicata, se mai lo sarà, il danno economico e sociale rischia di diventare irrecuperabile…. Nel comune di Casamicciola Terme hanno chiuso, negli ultimi anni, ben dieci strutture alberghiere, a causa dell’insostenibilità dei costi di gestione, a fronte di un significativo calo del mercato turistico. Quest’anno, le aziende che hanno avuto il coraggio di aprire, hanno fatturato nel migliore dei casi un terzo del fatturato dell’anno precedente. Pessima pratica poi, già da anni, alcune utenze commerciali preferiscono intraprendere percorsi legali ed evitare per anni, grazie alla lungaggine della giustizia, il pagamento della tassa in questione.

In tutto ciò già alcuni comuni isolani al momento, hanno applicato ed inviato la stessa cartella dei rifiuti come l’anno precedente. Le attività turistiche, balneari, i ristoratori, le agenzie di viaggio, i trasportatori e in testa l’associazione Federalberghi Ischia , che io mi onoro di rappresentare) hanno chiesto agli amministratori isolani di tenere in debita considerazione l’incidenza della pandemia, sollecitando una riduzione consistente della tassa rifiuti, senza tuttavia avere alcuna risposta. Eppure è evidente il minor lavoro avuto. Le amministrazioni locali sembrano dunque ignorare che la maggior parte dei loro introiti deriva, in maniera diretta e indiretta, proprio dalle attività ricettive, che vengono così spennate come galline, dimenticando che sono proprio loro, finora, ad aver deposto uova d’oro sul territorio ischitano.

Qui di seguito solo alcuni dei provvedimenti presi da altre municipalità in Italia in termini di sconto sulla TARI: Isola d’ELBA dal -30% al -40% sul variabile, Bibbione ca. -25%, Forte dei Marmi -30%, Torino -25% su parte variabile, Gargano Vieste dilazione a 3 anni, Gatteo Mare -21%, Bologna -50% per alberghi e -30% per altre categorie, Milano -40% su parte variabile, Massa -30% sul variabile, Montegrotto e Abano -25% su quota variabile che varia dal 40 al 45%, Cervia Milano Marittima -30% sul variabile. E l’elenco aumenta ogni giorno. La discussione è nazionale, ma Ischia con le sue tariffe applicate stupisce tutti. Speriamo presto di poter usufruire anche noi di un adeguamento necessario a supporto di un comparto che mai prima aveva vissuto una crisi economica di questa portata, ahimè forse non per tutti visibile.

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* PRESIDENTE FEDERALBERGHI ISCHIA

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