LE OPINIONI

IL COMMENTO Tutti a scuola ma l’estate non è ancora finita

Din don campana suona, tutti i bimbi vanno a scuola. Quanti di noi, da bambini, si sono sentiti cantare questa filastrocca, nel tentativo, diciamo la verità del tutto superfluo, da parte dei nostri nonni o genitori, di farci accettare con gioia o quantomeno con una serena rassegnazione l’inizio del nuovo anno scolastico. 

Canzoncina a parte, l’inizio della scuola, dopo la breve euforia per l’acquisto di diario e quaderni, è oggi come allora, una sorta di piccolo trauma. Eppure eravamo ad ottobre, perché un tempo le scuole cominciavano non prima di quella data. I tempi sono cambiati ed oggi le campanelle delle scuole della Campania hanno già fatto sentire i loro rintocchi. Una decisione che rispetta un programma preciso, che deve prevedere per legge un determinato numero di giorni di frequentazione scolastica in un anno. Fatto salvo il fatto che, almeno a Napoli e provincia, molti giorni di scuola si perdono nel nulla a causa di decisioni, spesso anche azzardate, da parte delle amministrazioni comunali, di chiudere i portoni degli istituti in concomitanta con presunte allerte meteo. Ecco, forse in questo senso un po’ di attenzione in più non guasterebbe. La scelta di ridurre i giorni per l’estate delle famiglie italiane, resta comunque quanto meno discutibile, soprattutto per alcune realtà del Mezzogiorno dove l’11 settembre, data fissata per l’inizio delle lezioni, fa ancora molto caldo e la possibilità di andare al mare o in montana è assolutamente in linea con le condizioni meteorologiche di luglio e agosto. 

Forse si potrebbe studiare l’ipotesi di corsi da seguire, anche online, da parte dei ragazzi, senza la necessità di rinchiudersi in aule calde e dall’aria insopportabile e pesante. Senza trascurare anche il fatto, che a tutto questo è legato un settore, quello del turismo, ancora in pieno fermento a settembre con migliaia di vacanzieri che si muovono in direzione delle località balneari del golfo di Napoli e della costiera Amalfitana e Sorrentina. Basta fare una passeggiata in questi giorni sui moli di Napoli, Pozzuoli o quelli di Ischia, Casamicciola e Forio per rendersi conto di quanto sia ancora in piena attività il movimento di arrivi e partenze di cui a Ischia come in tutte le altre località campane c’è un disperato bisogno, dopo un’estate anche positiva dal punto di vista dei numeri ma certo non all’altezza di quelle degli anni passati, soprattutto in epoca pre-covid. 

Nel caso di Ischia, poi, settembre è sempre stato un periodo di grandi incassi e di boom di presenze. Ecco perché ritardare di qualche settimana l’inizio della scuola in Campania, ma analogo discorso è valido forse ancora di più viste le temperature altissime, per regioni come Puglia, Sardegna, Calabria o Sicilia, potrebbe essere una decisione vincente per più motivi. Le vacanze settembrine, diventate ormai impossibili da organizzare, erano tra l’altro anche le più abbordabili dal punto di vista dei costi per milioni  famiglie medie italiane. Qualche giorno di ritardo sull’inizio, insomma, non sarebbe un dramma per il mondo della scuola. Ma visto che la campanella è suonata, giunga anche dalle pagine del Golfo un augurio e un in bocca al lupo a tutti gli studenti e agli insegnanti, per un anno importante e proficuo. Con un interrogativo che resta in sospeso. Siamo sicuri che gli studenti moderni siano tanto più preparati, a fine anno, rispetto ai loro colleghi di una trentina di anni fa, che iniziavano il primo di ottobre, ad estate veramente terminata?

* DIRETTORE “SCRIVONAPOLI”

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